lunedì 10 maggio 2010

Il canale uccide ancora

Sono saliti a 74 gli uomini e le donne scomparsi per sempre nelle
acque del canale idroelettrico dell’Enel. Storie comuni, famiglie
spezzate e in lacrime che chiedono giustizia, ma nonostante l’interessamento
di molti cittadini e politici la sensazione è che il problema
della messa in sicurezza delle sponde da San Mauro a San
Raffaele non troverà soluzione. L’ultimo caso martedì 27 aprile: i
Vigili del Fuoco hanno recuperato il corpo senza vita del sanmaurese
Bruno Simonetti, 47 anni, scomparso il 16 aprile. Sabato 10 aprile era morto nel canale un uomo di Gassino. Due vittime in pochissimi giorni.
Un anno fa tutta San Mauro aveva pianto per la scomparsa di
Dario Ghidini, morto nel tentativo disperato di salvare il suo
cane scivolato in acqua. Era il 20 marzo 2009. Da quel giorno sono state raccolte oltre 5 mila fi rme per la messa in sicurezza delle sponde: basterebbe una rete
oppure dispositivi di salvataggio lungo il percorso. Molti politici si
sono impegnati per lo stesso motivo a livello locale, provinciale e
regionale, addirittura amministratori di Comuni non attraversati
dal canale.
In questi giorni viene discussa un’interrogazione in consiglio
provinciale. Giovedì 15 aprile i sindaci di San Mauro, Castiglione,
Gassino e San Raffaele si sono riuniti per defi nire una strategia
d’azione. Presente anche il primo cittadino di San Mauro
Giacomo Coggiola, tra i primi a far sentire la propria voce dopo il
tragico episodio dell’anno scorso, che commenta così l’iter in
corso per l’intervento: «Rinuncerei volentieri all’ampliamento della
pista ciclabile prevista lungo il Po per devolvere quei soldi alla sicurezza
del canale, purtroppo però i finanziamenti per quell’opera
sono stati bloccati dal Governo e attualmente non possiamo
intervenire – afferma il sindaco – Quello che mi lascia perplesso
inoltre è la titubanza di altri amministratori, ma per quanto
riguarda San Mauro assicuro a tutti che questo intervento resta
una priorità».
Tra le strade ancora da percorrere c’è quella di recarsi direttamente
alla sede centrale di Enel Green Power, proprietaria del canale, a
Roma, e concordare un intervento che per i sanmauresi resta in
cima alla lista delle cose da fare. A giugno ci sarà il secondo concerto
in memoria di Dario Ghidini e come l’anno scorso l’augurio è
sempre lo stesso: mai più morti nel canale.

Emanuele FRANZOSO

sabato 8 maggio 2010

Tempo di missioni e integrazione

La Festa diocesana della Missione si è tenuta anche quest’anno (domenica 18 aprile) presso il Centro Laura Vicuna di Rivalta. L’invito era esteso a missionari, sacerdoti fidei donum e missionari laici, gruppi parrocchiali, associazioni internazionali, ma anche ai ragazzi partecipanti al Concorso Missionario diocesano ed alle loro famiglie. Si è riflettuto sulle sfide della «Missione nel mondo» con testimonianze e preghiere, e con la premiazione del Concorso.
A San Mauro le attività missionarie animano tutto il corso dell’anno. La recente Quaresima
di Fraternità ha consentito di raccogliere 6.095 euro per la costruzione di una nuova chiesa in Camerun. Nei prossimi giorni è prevista una «cena etnica», sabato 15 maggio alle 20 nel salone parrocchiale di Sambuy. Obiettivo: assaggiare piatti tipici di tanti paesi del mondo e regioni d’Italia, preparati da amici provenienti da varie aree geografi che, e trascorrere una serata in allegria, con vivaci momenti di folklore. Si potranno conoscere meglio popolazioni che sentiamo distanti, ma soprattutto ricordare chi vive nella sofferenza: l’offerta libera della cena verrà devoluta alle popolazioni colpite dai terremoti di Haiti e del Cile. Le iscrizioni alla cena devono
pervenire entro l’8 maggio via mail (babbo11@libero.it), telefono (329.1176709, don Claudio) o
presso gli uffi ci parrocchiali negli orari di ricevimento.
Luisa PILONE

mercoledì 5 maggio 2010

Applaudito ritorno dei "Tre Scalin"


Il gruppo teatrale sanmaurese «I tre scalin», dopo una pausa di circa un anno per problemi di salute di un componente, ha ripreso in pieno la sua attività il 20 marzo scorso. Trainato dal capocomico Silvano Manero, il gruppo è tornato ad offrire momenti rilassanti al pubblico di San Mauro: in occasione del nuovo «debutto» presso il Teatro Sant’Anna i visi dei presenti in sala hanno potuto allargarsi in tanti bei sorrisi. È andato inscena lo spettacolo «Monsù Giget», lo stesso che avrebbe dovutoessere presentato l’anno scorso,quando il gruppo interruppe le attività. Si racconta di uno dei tanti don Giovanni di paese, sul quale la gente mormora, facendo soffrire la fi glia… Alla fine tutto si conclude bene, come nelle fiabe.
Il Teatro Sant’Anna ha fatto registrare il tutto esaurito, sia perché i sanmauresi volevano essere in tanti ad accogliere il ritorno in scena di Silvano Manero, sia per il desiderio di evadere per una sera dai problemi della vita quotidiana. Il pubblico è riconoscente all’impegno che la compagnia pone nella preparazione dei testi e nella recitazione. Davvero «I tre scalin» hanno raggiunto un buon livello: potrebbe senz’altro allargare gli orizzonti anche oltre San Mauro.
Racconta Manero: «La compagnia nacque con tutti i crismi ufficiali nel 2008, ma esiste come gruppo d’amici dal marzo1988. Del gruppo iniziale siamo rimasti solo in tre: Carla Lucca, Lucia Guino e il sottoscritto. Si può dire che Lucia sia cresciuta con la compagnia, poiché era molto giovane quando iniziammo. Io prima del 1988 avevo recitato al Carignano, Carla Lucca al teatro di Bertolla, ma gli alti componenti erano tutti autodidatti. L’idea di formare un gruppo teatrale venne don Benito Luparia: accogliemmol’idea e da allora continuiamo a lavorare, ma soprattutto a divertirci, perché siamo noi quelli che si divertono per primi studiando mosse e battute, personalizzando il testo».
Luisa Pilone

martedì 4 maggio 2010

In mille alla Sindone

Un migliaio di sanmauresi in pellegrinaggio a Torino per contemplare la Sindone.
Trecento di loro hanno impiegato due ore di cammino percorrendo nove chilometri di strada: da San Mauro, appunto, fi no alla Cattedrale. Il ritrovo alle 7 del mattino di sabato 24 aprile in piazzale Europa. Il tempo di organizzarsi e poi tutti in cammino. Altrettanti pellegrini, soprattutto anziani, hanno raggiunto in pullman l’inizio del percorso allestito presso i Giardini Reali di Torino. Un ulteriore gruppo di 324 fedeli sanmauresi aveva già visitato il Sacro Telo la settimana precedente, sabato 17 aprile, sempre in pullman.



«Il pellegrinaggio a piedi è stato un’occasione per fare comunità e condividere in maniera più forte questa esperienza – dicono i parrocchiani – Il percorso era un pò lungo, ma in gruppo il tempo passa in fretta e non ci si accorge dei chilometri da percorrere ». È stata un’esperienza positiva, insomma, per i fedeli dell’Unità pastorale 29 che riunisce le parrocchie di San Mauro: sempre più abituate a collaborare fra loro. Tra i pellegrini a piedi c’era una ventina di giovani animatori, provenienti dalle quattro parrocchie, che hanno deciso di concludere così un’esperienza di «settimana comunitaria » presso la Casa dell’Immacolata, aderendo all’invito dei parroci don Ilario Corazza e don Claudio Furnari.





Insieme a loro, hanno camminato componenti di tanti gruppi parrocchiali: da quello missionario, al gruppo famiglie, ai catechisti e molti altri. Al di là del pellegrinaggio della scorsa settimana, sono cinquanta i volontari che da San Mauro raggiungono il Duomo di Torino durante la settimana per collaborare all’accoglienza di centinaia di migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo. Hanno incarichi diversi: c’è chi guida i fedeli lungo il percorso, chi sta all’ingresso centrale del Duomo, chi accompagna i disabili fi n sotto l’altare per contemplare il Telo… Uscendo dal Duomo sulla sinistra, in piazza San Giovanni, si trova il Museo Diocesano.

Molti sanmauresi non sanno che all’interno della sala dedicata al culto mariano, in mezzo a sculture ed ex-voto, c’è una statua presa «in prestito» dalla canonica di Santa Maria di Pulcherada. Si tratta di una statua di marmo orientale raffi gurante la Madonna col Bambino. È detta Madonna delle Grazie o del melograno perché raffi gura Maria intenta a porgere il frutto, simbolo di fecondità, a Gesù bambino. L’opera è databile intorno al 1300. Sulla sua superfi cie sono ancora visibili i segni di ornamenti andati perduti, probabilmente inserti metallici e pietre preziose. Stando alle indicazioni presenti in un documento dell’archivio parrocchiale risalente al 1677 risulta che la statua, come riportato anche sul libro intitolato «Santa Maria di Pulcherada» realizzato alcuni anni fa dall’Avis di San Mauro, «fu ritrovata in campagna sotterrata, e si giudicò che fosse perduta nell’occasione della battaglia di Cerisoli e l’ebbe la principessa Maria di Savoia (fi glia di Carlo Emanuele I e sorella della principessa Caterina di Savoia, fondatrice delle Figlie di Maria di Oropa); questa principessa, devotissima alla Madonna, pose la statua nella sua cappella privata a Roma... Dopo la sua mor- te, la statua insieme ad altri oggetti, quadri e suppellettili della cappella, fu rimessa all’Abate Giovanni Aghemio per essere riportata a Torino ed essere collocata in qualche chiesa per la devozione dei fedeli». La prima collocazione della statua fu una cappella fatta costruire dall’Abate Petrino Aghemio nel 1665 sul lato sinistro della chiesa e vi ri- mase sino al 1850, anno in cui durante i lavori di restauro venne trasferita nella casa parrocchiale.
Nel 1924, per volontà di mons. Davide Corino fu di nuovo esposta nella cappella del Sacro Cuore per poi essere conservata in casa parrocchiale, al riparo da possibili furti. Da quest’anno è esposta sotto il Duomo dove fa bella mostra nell’allestimento del museo diretto da don Luigi Cervellin, che fu parroco della Pulcherada a San Mauro. In questi giorni migliaia di fedeli possono ammirare l’antica opera esposta a pochi passi dal percorso di visita alla Sindone.

Emanuele FRANZOSO

domenica 2 maggio 2010

Icona del risorto

«È stato il più bel giorno della mia vita»: questo il commento di un bambino che sabato 17 aprile ha visto la Sindone con altri 300 ragazzi di San Mauro. È un commento che sorprende se si considera che abbiamo fatto più di due ore di coda, che abbiamo preso un po’ di pioggia e che, soprattutto, tornavamo dalla visita a un «lenzuolo» nel quale fu avvolto un uomo morto.
Forse, in questo caso, gli occhi del bambino hanno saputo vedere quelle verità nascoste che noi adulti cerchiamo continuamente nella nostra vita. La Sindone pone molte domande e, per chi si accosta con atteggiamento di fede, offre risposte. Ancora oggi sono presenti domande «scientifiche» sul come e quando si sia formata tale immagine, domande che riguardano l’identità dell’uomo della Sindone, domande che riguardano il senso della sofferenza, ma anche della pace che viene dal Volto.
Le risposte a queste domande vengono dal Vangelo che ci parla di Gesù Cristo e del suo amore per gli uomini. Se ascoltiamo questa parola, la croce, che prese Gesù vivo e lo restituì morto, viene completata dalla Sindone che ha preso Gesù morto e ce lo ha restituito risorto. Tutto questo ci dona speranza per affrontare le nostre diffi coltà e le nostre croci. Forse non siamo noi a fissare i particolari della Sindone ma è Gesù che ci fissa nel profondo del cuore. In questo incontro nasce la misericordia e il perdono.
In questo incontro scopriamo il nostro bisogno di eternità capace di scavalcare tutti i limiti della nostra esperienza umana. Possiamo ammettere che questa icona ci scombussola, rendendoci un po’ più vulnerabili nelle nostre certezze. Non conosciamo tutto, non sappiamo tutto, non siamo in grado di badare completamente a noi stessi con le sole nostre forze e soprattutto non sappiamo amare al massimo, ma solo in parte, perché amare totalmente e sacrificarsi per la persona amata è da Dio.
Anche questo dobbiamo imparare, e la Sindone ce lo ricorda.
don Ilario e don Claudio

giovedì 29 aprile 2010

Al seguente collegamento potete trovare il blog precedente con l'archivio degli articoli usciti fino al 2009: testadangolo.myblog.it
A partire dal 2 maggio il nuovo BLOG (che è quello che state leggendo) sarà operativo quasi al 100%.

Continuate a seguirci per scoprire tutte le novità!!!

lunedì 26 aprile 2010

In cammino verso la Sindone

In attesa dell'uscita di Testata d'Angolo insieme alla Voce del Popolo del 2 maggio 2010 con il reportage del pellegrinaggio alla Sindone e altri servizi dalle parrocchie e da San Mauro le prime foto della camminata verso il duomo di sabato 24 aprile sono già disponibili al link:
http://picasaweb.google.com/testatadangolo/Sindone2010#