Prima domanda: come intende muoversi il nuovo sindaco nel campo dell’edilizia, uno dei temi che più hanno fatto discutere e litigare i sanmauresi negli ultimi anni?
Seconda domanda: come risponderà all’emergenza povertà, ai fenomeni di disoccupazione, a un crescente disagio sociale?
Terzo: quali progetti per il potenziamento dei trasporti pubblici?
Quarto: come far quadrare i fragilissimi conti del Comune?
Paola Antonetto (Liste collegate: Udc, Alternativa democratica per San Mauro, Noi per San Mauro, Alleanza sanmaurese)
1
San Mauro è sempre stata un gioiello di città. Purtroppo, la programmazione della passata Amministrazione la vuole trasformare in quartiere dormitorio alle porte di Torino. Noi pensiamo, al contrario, ad un urbanistica che rispetti il territorio sanmaurese, la qualità dei servizi resi ai cittadini e le legittime aspirazioni dei proprietari di terreni. A questo proposito, siamo contrari alla Variante 11; un intervento di cementificazione del nostro territorio, che porterà ad una crescita di popolazione ben più elevata di quanto previsto dalla giunta. Ci impegniamo a rivederne il progetto.
2
Per ciò che riguarda l’assistenza ai più deboli, il Comune dovrà stanziare maggiori risorse, ma soprattutto ci
impegneremo a creare una rete tra Amministrazione ed Associazioni religiose e laiche, al fine di rendere un servizio migliore alle persone in difficoltà. Inoltre, porremo particolare attenzione alla sanità. Lavoreremo affinché l’Ospedale di riferimento per San Mauro sia a Torino; intanto ci impegniamo a migliorare il collegamento con il presidio ospedaliero di Chivasso e potenziare i servizi offerti dall’Asl sanmaurese.
3
Innanzitutto, inserire una stazione al Pescarito nel progetto della linea 2 della Metropolitana. Inoltre, migliorare i collegamenti con i comuni limitrofi, ipotizzando nuove forme integrate di gestione dei servizi, tra cui la realizzazione di un punto di car-sharing e parcheggi di interscambio; adeguare la rete dei mezzi pubblici di collegamento con Torino, mirando a servire anche la zona Pragranda. Infine, ci adopereremo affinché giovani ed anziani possano fruire al meglio dei mezzi pubblici, mediante convenzioni agevolate.
4
Il nostro Programma si apre proprio con il capitolo Bilancio e Risorse. Intendiamo ridurre sprechi e inefficienze, investendo sulla formazione del personale interno, valorizzandone le competenze, limitando così il ricorso alle consulenze esterne. Occorre individuare nuove fonti di introiti, senza penalizzare il cittadino contribuente, ampliando gli spazi per le affissioni, favorendo l’insediamento di attività produttive e terziarie sul territorio. Dobbiamo cogliere le opportunità offerte dall’Unione Europea, dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino in tema di finanziamenti a progetto.
mercoledì 4 maggio 2011
martedì 3 maggio 2011
Sette interviste di «Testata d’Angolo» sull’edilizia, l’emergenza povertà, i trasporti pubblici, le finanze comunali- Ugo Dallolio
Fra due settimane le elezioni comunali del 15-16 maggio. Sette i candidati alla successione del sindaco Giacomo Coggiola, quattordici le liste in competizione per il Consiglio comunale. «Testata d’Angolo» ha intervistato tutti gli aspiranti sindaco, ponendo loro quattro domande di rilievo per il futuro di San Mauro. Pubblichiamo le risposte all’interno del giornale con il proposito di ripeterle dopo l’estate, il prossimo autunno, al sindaco eletto.
Prima domanda: come intende muoversi il nuovo sindaco nel campo dell’edilizia, uno dei temi che più hanno fatto discutere e litigare i sanmauresi negli ultimi anni?
Seconda domanda: come risponderà all’emergenza povertà, ai fenomeni di disoccupazione, a un crescente disagio sociale?
Terzo: quali progetti per il potenziamento dei trasporti pubblici?
Quarto: come far quadrare i fragilissimi conti del Comune?
Ugo Dallolio (Liste collegate: Partito Democratico, Moderati, Italia dei Valori)
1
Il territorio va preservato da un «carico urbano» eccessivo ed al contempo si deve realizzare uno sviluppo urbanistico armonioso e sostenibile rivolto anche alle aree industriali, artigianali e commerciali. L’obiettivo è l’elaborazione di un piano generale di valorizzazione del territorio, che superi la logica delle Varianti, con il coinvolgimento e la condivisione della cittadinanza e con la difesa del verde pubblico. Riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, con recupero e rivitalizzazione del centro storico e delle borgate. Promozione delle iniziative rivolte al risparmio energetico a partire dagli edifici pubblici.
2
Certamente verranno stanziate più risorse, perché l’amministrazione comunale sarà un “complice di solidarietà” a sostegno di tutte le opere di volontariato. Queste iniziative saranno riconosciute dal Comune in quanto importante completamento delle proprie finalità. Verrà agevolato il successo di queste iniziative, sia con interventi diretti di sostegno, sia agevolando gli iter burocratici, sia studiando azioni sinergiche per potenziarne l’efficacia. Fondamentale sarà l’individuazione e la destinazione di spazi adeguati per le varie associazioni.
3
Alcune zone del nostro territorio non sono raggiunte dai trasporti pubblici (Pragranda). Per questo motivo si negozierà il prolungamento del bus 27 in zona Pragranda e fino al confine con Settimo. Verrà anche analizzata con il Comune di Torino la possibilità di portare la linea metropolitana 2 fino a Pescarito. Si concorderà una convenzione con GTT per fornire agli over 60 un abbonamento mensile o annuale privilegiato , come a Torino.
4
Fermo restando l’equilibrio di Bilancio,condizione fondamentale in una buona gestione amministrativa, l’obiettivo è sfruttare tutte le possibili sinergie che ci verranno dalle integrazioni con i Comuni vicini, Torino in primis, ma anche dall’Unione dei Comuni del Nord Est: Settimo, Volpiano, Borgaro, San Benigno. Molta attenzione sarà rivolta alla corretta gestione delle spese fisse, delle spese superflue e delle consulenze esterne, al fine di ottimizzare il tutto, considerando che il bilancio preventivo del comune di San Mauro si attesta su una cifra annuale di circa 25 milioni di euro. Tutto questo senza gravare con ulteriori tasse sulle spalle dei cittadini.
Prima domanda: come intende muoversi il nuovo sindaco nel campo dell’edilizia, uno dei temi che più hanno fatto discutere e litigare i sanmauresi negli ultimi anni?
Seconda domanda: come risponderà all’emergenza povertà, ai fenomeni di disoccupazione, a un crescente disagio sociale?
Terzo: quali progetti per il potenziamento dei trasporti pubblici?
Quarto: come far quadrare i fragilissimi conti del Comune?
Ugo Dallolio (Liste collegate: Partito Democratico, Moderati, Italia dei Valori)
1
Il territorio va preservato da un «carico urbano» eccessivo ed al contempo si deve realizzare uno sviluppo urbanistico armonioso e sostenibile rivolto anche alle aree industriali, artigianali e commerciali. L’obiettivo è l’elaborazione di un piano generale di valorizzazione del territorio, che superi la logica delle Varianti, con il coinvolgimento e la condivisione della cittadinanza e con la difesa del verde pubblico. Riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, con recupero e rivitalizzazione del centro storico e delle borgate. Promozione delle iniziative rivolte al risparmio energetico a partire dagli edifici pubblici.
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Certamente verranno stanziate più risorse, perché l’amministrazione comunale sarà un “complice di solidarietà” a sostegno di tutte le opere di volontariato. Queste iniziative saranno riconosciute dal Comune in quanto importante completamento delle proprie finalità. Verrà agevolato il successo di queste iniziative, sia con interventi diretti di sostegno, sia agevolando gli iter burocratici, sia studiando azioni sinergiche per potenziarne l’efficacia. Fondamentale sarà l’individuazione e la destinazione di spazi adeguati per le varie associazioni.
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Alcune zone del nostro territorio non sono raggiunte dai trasporti pubblici (Pragranda). Per questo motivo si negozierà il prolungamento del bus 27 in zona Pragranda e fino al confine con Settimo. Verrà anche analizzata con il Comune di Torino la possibilità di portare la linea metropolitana 2 fino a Pescarito. Si concorderà una convenzione con GTT per fornire agli over 60 un abbonamento mensile o annuale privilegiato , come a Torino.
4
Fermo restando l’equilibrio di Bilancio,condizione fondamentale in una buona gestione amministrativa, l’obiettivo è sfruttare tutte le possibili sinergie che ci verranno dalle integrazioni con i Comuni vicini, Torino in primis, ma anche dall’Unione dei Comuni del Nord Est: Settimo, Volpiano, Borgaro, San Benigno. Molta attenzione sarà rivolta alla corretta gestione delle spese fisse, delle spese superflue e delle consulenze esterne, al fine di ottimizzare il tutto, considerando che il bilancio preventivo del comune di San Mauro si attesta su una cifra annuale di circa 25 milioni di euro. Tutto questo senza gravare con ulteriori tasse sulle spalle dei cittadini.
lunedì 4 aprile 2011
Quale lavoro, un ciclo di incontri
Tre iniziative del Tavolo della solidarietà delle associazioni e parrocchie di San Mauro. S'intitola «Quale lavoro? - Tre incontri aperti alla cittadinanza per riflettere sulla situazione attuale», il ciclo al via venerdì 8 aprile alle 20.30.
Nel primo dei tre appuntamenti presso il teatro parrocchiale San Benedetto di via Papa Giovanni XXIII interverranno Giancarlo Picco, presidente regionale dell'Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), Domenico Lobianco (sondacalista Cisl) e Daniele Vaccarino, presidente della Confederazione Nazionale Artigianato - modera Enrico Nada.
Venerdì 29 aprile, alle 20.30 presso il teatro Sant'Anna in via Monginevro 6, «Emergenza, formazione e politiche sociali» con Antonio Russo del Cisa di Gassino (Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale), Enzo Bertolotto (direttore Enaip Piemonte di Settimo Torinese), modera Emanuele Franzoso.
Giovedì 19 maggio alle 20.30 sempre al teatro Sant'Anna la serata dal titolo: «Disagio, cultura e comunità» con Luca Rastello (giornalista La Repubblica), prof. MArco Revelli (storico e sociologa), modera Enrico Nada.
Nel primo dei tre appuntamenti presso il teatro parrocchiale San Benedetto di via Papa Giovanni XXIII interverranno Giancarlo Picco, presidente regionale dell'Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), Domenico Lobianco (sondacalista Cisl) e Daniele Vaccarino, presidente della Confederazione Nazionale Artigianato - modera Enrico Nada.
Venerdì 29 aprile, alle 20.30 presso il teatro Sant'Anna in via Monginevro 6, «Emergenza, formazione e politiche sociali» con Antonio Russo del Cisa di Gassino (Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale), Enzo Bertolotto (direttore Enaip Piemonte di Settimo Torinese), modera Emanuele Franzoso.
Giovedì 19 maggio alle 20.30 sempre al teatro Sant'Anna la serata dal titolo: «Disagio, cultura e comunità» con Luca Rastello (giornalista La Repubblica), prof. MArco Revelli (storico e sociologa), modera Enrico Nada.
sabato 12 marzo 2011
Un augurio agli «eletti»
Girando per la città siamo attirati tutti dai cartelli elettorali, che ci presentano dei volti di persone che si candidano ad essere eletti al Consiglio comunale. Forse per «deformazione professionale», uno dei collegamenti di idee che ci viene alla parola «eletto» ed «elezione» è l’elezione che Jawhè nel Primo Testamento fa nei confronti del popolo d’Israele. Riportiamo la definizione di «elezione» secondo il Nuovo Dizionario Teologico delle Paoline, a cura di Giuseppe Barbaglio e Severino Dianich. L’alleanza degli uomini con Dio viene costantemente presentata come una «elezione: è Jawhè che ha scelto Israele come suo alleato e ne ha fatto un popolo a parte (Nm. 23,9). Dire elezione è come dire possesso, unione, intimità, amicizia, vera situazione di privilegio, che però non mette al riparo dai castighi (Am 3,2). L’elezione di Israele, il più piccolo fra tutti i popoli, è perfettamente gratuita (Dt 9,5) e libera (Ger18,2-6). L’unica spiegazione di essa è l’amore sovrano di Dio e la fedeltà alla promessa (Dt 4,37; 7,8;10,15); tuttavia non è capricciosa e irrazionale: è fatta per una missione da compiere per gli altri, secondo il piano di salvezza preordinato da Dio (Is 42,1; 49,7). L’alleanza è condizionata all’osservanza dei comandi di Dio. La situazione di popolo eletto, tutt’altro che dispensare dagli impegni morali, li suppone e li esige in modo più rigoroso».
In modo analogico cerchiamo di leggere questa definizione e di applicarla a tutti i candidati che verranno «eletti», di qualsiasi partito siano. Coloro che verranno eletti dovranno ricordarsi che si trovano in una situazione di privilegio e di responsabilità nei confronti dei cittadini di San Mauro Torinese e che si trovano in Consiglio comunale per il rapporto di fiducia che il cittadino elettore ha dato loro.
Coloro che verranno eletti dovranno ricordarsi che si trovano in Consiglio comunale per portare avanti una missione dettata dal programma elettorale presentato e dal dovere di amministrare per il bene comune di San Mauro.
Coloro che verranno eletti dovranno rispondere ai cittadini delle loro azioni, perché come il popolo eletto, dovranno rispettare le regole in maniera rigorosa, per essere dei primi «inter pares» e vivere in prima persona gli impegni morali che il loro ruolo esige e suppone.
Auguriamo a tutti i futuri eletti del Consiglio comunale e in particolare al nuovo Sindaco della nostra città di poter governare diventando esempio di buona amministrazione, per far diventare sempre più vivibile la nostra città, attenta ai più «piccoli» e accogliente; perché, come per il popolo di Israele, si possa guardare a questa città sotto la collina come un luogo in cui la fraternità e il buon vivere sia il segno che ci contraddistingue.
don Claudio e don Ilario
In modo analogico cerchiamo di leggere questa definizione e di applicarla a tutti i candidati che verranno «eletti», di qualsiasi partito siano. Coloro che verranno eletti dovranno ricordarsi che si trovano in una situazione di privilegio e di responsabilità nei confronti dei cittadini di San Mauro Torinese e che si trovano in Consiglio comunale per il rapporto di fiducia che il cittadino elettore ha dato loro.
Coloro che verranno eletti dovranno ricordarsi che si trovano in Consiglio comunale per portare avanti una missione dettata dal programma elettorale presentato e dal dovere di amministrare per il bene comune di San Mauro.
Coloro che verranno eletti dovranno rispondere ai cittadini delle loro azioni, perché come il popolo eletto, dovranno rispettare le regole in maniera rigorosa, per essere dei primi «inter pares» e vivere in prima persona gli impegni morali che il loro ruolo esige e suppone.
Auguriamo a tutti i futuri eletti del Consiglio comunale e in particolare al nuovo Sindaco della nostra città di poter governare diventando esempio di buona amministrazione, per far diventare sempre più vivibile la nostra città, attenta ai più «piccoli» e accogliente; perché, come per il popolo di Israele, si possa guardare a questa città sotto la collina come un luogo in cui la fraternità e il buon vivere sia il segno che ci contraddistingue.
don Claudio e don Ilario
sabato 5 marzo 2011
Giovani invisibili, andiamo a cercarli
Da qualche mese la Commissione Giovani delle parrocchie sanmauresi sta incontrando la Gioc (Gioventù Operaia Cristiana, un’associazione cristiana per giovani lavoratori) per cercare di raggiungere i cosiddetti «giovani invisibili». Si pensa a tutti quei ragazzi che, usciti dalle scuole medie, non hanno più nessuno stimolo a proseguire percorsi di formazione forti di tipo associativo, parrocchiale o anche sportivo di un certo tipo: molte volte abbandonano presto gli studi, e non fanno rumore, sono per lo più silenziosi soprattutto perché non c’è in generale l’intenzione di volgere lo sguardo a loro.
A questo proposito, e per cercare di far appassionare più persone possibili a questo tema – e ovviamente a questi ragazzi – è stato preparato un corso (diviso in tre incontri) per raccogliere insieme le persone che si sentono chiamate a questo tipo di missione: educatori, allenatori, insegnanti e in generale tutte le persone, giovani e adulte, interessate e che hanno a che fare con i ragazzi. Si vuole cercare di creare un gruppo di persone che possano poi far partire un progetto locale a San Mauro, così come già avviene in altre realtà che hanno avuto modo di collaborare con la Gioc. Per coinvolgere più persone possibili l’invito è stato esteso a tante realtà del territorio, come ad esempio il Rugby San Mauro, il progetto giovaninrete.it e le cooperative del tavolo sociale. In questi giorni tutte le associazioni sportive e culturali saranno raggiunte e invitate. Il corso è aperto a tutte le persone sensibili all’argomento ed ha una valenza informativa ma anche operativa: è un’occasione però anche formativa per tutti quelli che da «non professionisti» si interessano di educazione e giovani. Le serate si terranno nei locali della parrocchia San Benedetto alle 21. Il primo incontro sarà il 17 febbraio: «Uno sguardo sul contesto giovanile attuale: chi sono i giovani invisibili. Quadro della realtà giovanile a San Mauro?» con la cooperativa ET. Secondo appuntamento il 22 febbraio: «Andare piuttosto che attendere... lo stile del responsabile all’incontro coi giovani» a cura di don Giacomo Garbero, parroco di Piossasco. Infine il 3 marzo: «Dalla strada al gruppo.. come dare opportunità concreta ai giovani di San Mauro».
Fra un incontro e l’altro i partecipanti (se siete interessati rivolgetevi in parrocchia) riceveranno materiale per approfondire gli aspetti più salienti di quanto affrontato durante il corso.
Matteo DE DONA
A questo proposito, e per cercare di far appassionare più persone possibili a questo tema – e ovviamente a questi ragazzi – è stato preparato un corso (diviso in tre incontri) per raccogliere insieme le persone che si sentono chiamate a questo tipo di missione: educatori, allenatori, insegnanti e in generale tutte le persone, giovani e adulte, interessate e che hanno a che fare con i ragazzi. Si vuole cercare di creare un gruppo di persone che possano poi far partire un progetto locale a San Mauro, così come già avviene in altre realtà che hanno avuto modo di collaborare con la Gioc. Per coinvolgere più persone possibili l’invito è stato esteso a tante realtà del territorio, come ad esempio il Rugby San Mauro, il progetto giovaninrete.it e le cooperative del tavolo sociale. In questi giorni tutte le associazioni sportive e culturali saranno raggiunte e invitate. Il corso è aperto a tutte le persone sensibili all’argomento ed ha una valenza informativa ma anche operativa: è un’occasione però anche formativa per tutti quelli che da «non professionisti» si interessano di educazione e giovani. Le serate si terranno nei locali della parrocchia San Benedetto alle 21. Il primo incontro sarà il 17 febbraio: «Uno sguardo sul contesto giovanile attuale: chi sono i giovani invisibili. Quadro della realtà giovanile a San Mauro?» con la cooperativa ET. Secondo appuntamento il 22 febbraio: «Andare piuttosto che attendere... lo stile del responsabile all’incontro coi giovani» a cura di don Giacomo Garbero, parroco di Piossasco. Infine il 3 marzo: «Dalla strada al gruppo.. come dare opportunità concreta ai giovani di San Mauro».
Fra un incontro e l’altro i partecipanti (se siete interessati rivolgetevi in parrocchia) riceveranno materiale per approfondire gli aspetti più salienti di quanto affrontato durante il corso.
Matteo DE DONA
giovedì 3 marzo 2011
Centro d’Ascolto, venti volontari
Offrono prima di tutto ascolto, in un luogo discreto, raccolto, gratuito. I volontari che si dividono tra il Centro d’Ascolto e il Paf (Punto Ascolto Famiglia) di San Mauro sono una ventina. L’avviato servizio promosso dall’Unità pastorale 29 delle parrocchie cittadine consiste in uno sportello aperto il mercoledì nel cuore della città «vecchia», ai piedi dell’abbazia, e in un numero telefonico attivo lunedì e venerdì. Due strumenti diversi, per rompere la solitudine. In questo aspetto c’è forse la vera ragione del servizio voluto dai parroci sanmauresi.
«Viviamo una stagione di grande precarietà economica – spiegano i volontari che dedicano il loro tempo al prossimo – Ne sono colpite molte persone e famiglie, stranieri e non, che incontrano problemi di lavoro e integrazione, inserimento sociale, solitudine, indifferenza». C’è sempre più bisogno di ascolto nella società di oggi, a San Mauro come in qualunque altro paese. Il servizio dei volontari vuol essere quindi una testimonianza che, grazie al Centro di ascolto a Pulcherada, assume un luogo fisico, ben riconoscibile, aperto ai bisognosi (non solo economicamente) come ha auspicato lo stesso Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia nella sua preghiera per il mondo del lavoro della quale pubblichiamo una parte: «Mediante l’impegno di tutti nessuno soffra per la mancanza di lavoro e i giovani trovino risposte alle loro attese e speranze per essere in grado di offrire il loro apporto responsabile al futuro della nostra società».
Il Centro d’ascolto e il Paf accolgono, ascoltano e orientano le persone in difficoltà, individuando i bisogni espressi e latenti, proponendo progetti individuali che accompagnino ciascuno verso possibili soluzioni anche in collaborazione con Caritas e San Vincenzo. Un gruppo di volontari è a disposizione ogni mercoledì dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 presso il Centro d’ascolto. Il gruppo Paf (Punto Ascolto Famiglia) offre invece la sua disponibilità telefonica il lunedì e il venerdì allo 011.8985165. Un appello dei volontari per migliorare e arricchire questi servizi: «Rivolgiamo un invito a tutti coloro che, con lo stesso spirito, volessero donare un po’ del loro tempo per questo servizio di aiuto al prossimo». Chiunque fosse interessato può contattare e dare la propria disponibilità ai parroci don Claudio Furnari e don Ilario Corazza.
Emanuele FRANZOSO
«Viviamo una stagione di grande precarietà economica – spiegano i volontari che dedicano il loro tempo al prossimo – Ne sono colpite molte persone e famiglie, stranieri e non, che incontrano problemi di lavoro e integrazione, inserimento sociale, solitudine, indifferenza». C’è sempre più bisogno di ascolto nella società di oggi, a San Mauro come in qualunque altro paese. Il servizio dei volontari vuol essere quindi una testimonianza che, grazie al Centro di ascolto a Pulcherada, assume un luogo fisico, ben riconoscibile, aperto ai bisognosi (non solo economicamente) come ha auspicato lo stesso Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia nella sua preghiera per il mondo del lavoro della quale pubblichiamo una parte: «Mediante l’impegno di tutti nessuno soffra per la mancanza di lavoro e i giovani trovino risposte alle loro attese e speranze per essere in grado di offrire il loro apporto responsabile al futuro della nostra società».
Il Centro d’ascolto e il Paf accolgono, ascoltano e orientano le persone in difficoltà, individuando i bisogni espressi e latenti, proponendo progetti individuali che accompagnino ciascuno verso possibili soluzioni anche in collaborazione con Caritas e San Vincenzo. Un gruppo di volontari è a disposizione ogni mercoledì dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 presso il Centro d’ascolto. Il gruppo Paf (Punto Ascolto Famiglia) offre invece la sua disponibilità telefonica il lunedì e il venerdì allo 011.8985165. Un appello dei volontari per migliorare e arricchire questi servizi: «Rivolgiamo un invito a tutti coloro che, con lo stesso spirito, volessero donare un po’ del loro tempo per questo servizio di aiuto al prossimo». Chiunque fosse interessato può contattare e dare la propria disponibilità ai parroci don Claudio Furnari e don Ilario Corazza.
Emanuele FRANZOSO
martedì 1 marzo 2011
Nostri eroi del Risorgimento
In vista delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia (si apriranno il 17 marzo) abbiamo interrogato la sanmaurese Celestina Maria Gerardo, guida presso il Museo Nazionale dei Risorgimento, per conoscere il nome dei concittadini che si distinsero nelle guerre d’indipendenza. La signorina Gerardo, attiva anche nel comitato tecnico
scientifico dell’Università della terza età del Piemonte, ci ha offerto la testimonianza che abbiamo raccolto e pubblichiamo con gratitudine.(l.p.)
Il 17 marzo inizieranno le celebrazioni ed i festeggiamenti per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia: si ottenne attraverso il caro prezzo di cruenti combattimenti con baionette e scontri corpo a corpo contro il nemico dalla «giubba bianca» (la divisa degli austriaci, guerrieri di antica tradizione). I nostri ragazzi, per la maggior parte d’estrazione contadina, non avevano la stessa preparazione, speravano nell’aiuto di Dio e della fortuna; avevano comunque un grande senso del dovere ed erano animati da altissimi ideali. Le battaglie che li videro protagonisti furono definite da Cavour «le più belle e le più sofferte dei tempi moderni».
Con orgoglio desidero richiamare alla memoria dei sanmauresi il sacrificio di quattro nostri concittadini morti sui campi di battaglia durante le guerre risorgimentali. I loro nomi: cav. Alfonso Balbis Bertone di
Sambuy (aiutante di campo, luogotente Reggimento Aosta – cavalleria); Giuseppe Boarino (terzo Reggimento Piemonte – fanteria); Giovanni Cigliano (terzo Reggimento Piemonte – fanteria); Valentino Giuseppe Pilone (Reggimento Aosta – cavalleria). Ricaviamo i dati dal Ministero della Guerra.
L’8 maggio 1853, affinché la memoria del loro sacrificio non cadesse nell’oblio, il sindaco di San Mauro, colonnello Alessandro Filippa, provvide a collocare una lapide commemorativa sulla facciata del campanile di Santa Maria di Pulcherada. Tale lapide dovette poi essere sostituita perché logorata dal tempo, ma viene tuttora conservata in una teca presso la sala consiliare. Anche la seconda lapide, sempre collocata sulla facciata del campanile, successivamente si sbiadì, ma su mia sollecitazione è stata restaurata. Vorrei poter dare ai cittadini di San Mauro notizie ulteriori riguardanti i giovani menzionati, ma purtroppo le ricerche che fino ad oggi ho condotto non mi hanno portato ad ulteriori conoscenze. Qualche cosa però lo possiamo fare tutti: posare lo sguardo sulla lapide, in ringraziamento per la loro generosità, tipica dei giovani, che li portò a sacrificarsi per contribuire alla costruzione dell’Italia politica.
Celestina Maria GERARDO
scientifico dell’Università della terza età del Piemonte, ci ha offerto la testimonianza che abbiamo raccolto e pubblichiamo con gratitudine.(l.p.)
Il 17 marzo inizieranno le celebrazioni ed i festeggiamenti per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia: si ottenne attraverso il caro prezzo di cruenti combattimenti con baionette e scontri corpo a corpo contro il nemico dalla «giubba bianca» (la divisa degli austriaci, guerrieri di antica tradizione). I nostri ragazzi, per la maggior parte d’estrazione contadina, non avevano la stessa preparazione, speravano nell’aiuto di Dio e della fortuna; avevano comunque un grande senso del dovere ed erano animati da altissimi ideali. Le battaglie che li videro protagonisti furono definite da Cavour «le più belle e le più sofferte dei tempi moderni».
Con orgoglio desidero richiamare alla memoria dei sanmauresi il sacrificio di quattro nostri concittadini morti sui campi di battaglia durante le guerre risorgimentali. I loro nomi: cav. Alfonso Balbis Bertone di
Sambuy (aiutante di campo, luogotente Reggimento Aosta – cavalleria); Giuseppe Boarino (terzo Reggimento Piemonte – fanteria); Giovanni Cigliano (terzo Reggimento Piemonte – fanteria); Valentino Giuseppe Pilone (Reggimento Aosta – cavalleria). Ricaviamo i dati dal Ministero della Guerra.
L’8 maggio 1853, affinché la memoria del loro sacrificio non cadesse nell’oblio, il sindaco di San Mauro, colonnello Alessandro Filippa, provvide a collocare una lapide commemorativa sulla facciata del campanile di Santa Maria di Pulcherada. Tale lapide dovette poi essere sostituita perché logorata dal tempo, ma viene tuttora conservata in una teca presso la sala consiliare. Anche la seconda lapide, sempre collocata sulla facciata del campanile, successivamente si sbiadì, ma su mia sollecitazione è stata restaurata. Vorrei poter dare ai cittadini di San Mauro notizie ulteriori riguardanti i giovani menzionati, ma purtroppo le ricerche che fino ad oggi ho condotto non mi hanno portato ad ulteriori conoscenze. Qualche cosa però lo possiamo fare tutti: posare lo sguardo sulla lapide, in ringraziamento per la loro generosità, tipica dei giovani, che li portò a sacrificarsi per contribuire alla costruzione dell’Italia politica.
Celestina Maria GERARDO
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