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martedì 9 luglio 2013

Quelli del CURRICULUM BIRRAE

Una serata rivolta ai giovani per imparare a compilare un curriculum vitae «come si deve» in uno dei luoghi preferiti dai ragazzi: il pub. «Curriculum Birrae», questo il simpatico nome dell’iniziativa che ha tenuto banco – anzi, bancone! – il 29 aprile al Derry Pub di San Mauro.

Organizzata dalla Gioc e da alcuni giovani dell’oratorio di San Mauro la serata ha visto la partecipazione di una ventina di persone (fra relatori, animatori, ragazzi e avventori più o meno casuali) interessate a un aspetto fondamentale per l’inserimento nel lavoro. «Portiamo il curriculum, rendiamolo efficace, beviamoci su» lo slogan dell’iniziativa grazie alla preziosa consulenza di Viola, una militante Gioc che ha ricevuto una formazione specifica e ha condiviso l’esperienza di decine di curriculum visionati.

Giovani e lavoro: è un tema caldo, non semplice da trattare, spesso vissuto con scoramento e negatività. Se le generazioni diverse non si parlano, anche il valore di iniziative come questa, dove i giovani aiutano altri giovani condividendo un po’ di tempo, le proprie conoscenze e le proprie capacità. Iniziativa analoghe, cui ci si è ispirati, si sono svolte in altre località, per esempio a Piossasco. Anche se i partecipanti erano in prevalenza universitari, le informazioni sui curriculum sono state apprezzate soprattutto per la spiegazioni di alcuni dettagli e a tante informazioni che normalmente vengono date per scontate o lasciate all’ambiguità di interpretazione: preferire il curriculum in formato europeo e Europass; fare assolutamente attenzione ad errori di battitura; evitare di inserire una foto, a meno che non sia richiesto; elencare le esperienze lavorative e di istruzione partendo dalla più recente, facendo sempre attenzione a non lasciare periodi di «inattività» troppo marcati; inserire poi tutte le caratteristiche personali facendo bene attenzione a suddividerle nelle corrette sezioni e soprattutto… metterci la firma!

Matteo DE DONA'

Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" del 26/5/2013

lunedì 1 luglio 2013

Cemento STOP

San Mauro va verso un nuovo Piano urbanistico, con il superamento delle controverse Varianti 11 e 14. La notizia è stata ufficializzata lo scorso 15 aprile, durante un Consiglio comunale «aperto», il secondo nella storia locale. Un appuntamento tenutosi in un luogo insolito: il teatro «Gobetti», gremito in ogni ordine di posti. Unico ordine del giorno della serata era il «Futuro urbanistico della citta: quali strategie?». Un tema che si conclude con un interrogativo e forse non è un caso, tenuto conto di quanto la questione urbanistica sia sempre stata foriera di discussioni accese in città e continui ad esserlo.


Nella foto: l'assemblea comunale del 15 aprile

La serata ha dato risposta alle numerose richieste avanzate nei mesi precedenti da singoli cittadini, componenti politiche sanmauresi e comitati spontanei contro nuove varianti al Piano regolatore. I presenti hanno avuto la possibilità di richiedere interventi o porre quesiti. Energia sostenibile, sicurezza e sviluppi futuri («smart building») sono stati alcuni degli argomenti che hanno caratterizzato tutta la prima ora, occupata da una relazione del vice sindaco Lucrezia Colurcio. Una lunga lista di punti sulla San Mauro che sarà o che potrebbe diventare in futuro. Quando il pubblico ha iniziato a rumoreggiare, l’Amministrazione ha precisato e comunicato l’unica novità a breve termine: la definizione di una variante strutturale generale al Piano regolatore e un nuovo Documento di programmazione urbanistica (Dpu), mettendo così la parola «fine» sulle Varianti 11 e 14.

Tanti gli interventi, tenuti nel tempo massimo di 3 minuti ciascuno. Non sono mancati commenti politici, soprattutto da parte di consiglieri ed esponenti della minoranza e c’è stato spazio anche per interventi tecnici, sollecitati dall’Amministrazione. «No a nuove edificazioni » ha garantito l’architetto della Provincia di Torino, Paolo Foietta, riferendosi non solo a San Mauro ma all’intero territorio provinciale. «Il Piano territoriale approvato nel mese di agosto 2011 si riferisce a tutta la Provincia di Torino dove si vanno a tutelare le aree agricole contenendo il consumo del suolo» ha precisato Foietta. Come sarà possibile? «Individuando le esigenze delle aree urbane, gli edifici vuoti, riqualificando attraverso nuove cubature senza ulteriore utilizzo di aree agricole», ha risposto l’architetto portando alcuni esempi nella cintura torinese. Cittadini e comitati temono che alle parole non seguano i fatti, mentre una mozione firmata da numerosi consiglieri comunali di minoranza chiede al Comune che a fronte della rinuncia dell’alienazione dell’area di via Asti (Variante 11), il Comune provveda a restituire quanto versato dall’acquirente. Nel frattempo il «Comitato No Varianti» rivendica un ruolo che va oltre all’opposizione a nuovi insediamenti. «Vi è anche un altro aspetto più culturale oltre quello finanziario – scrive in una nota Bruno Bonino, uno dei promotori - Il Comitato No Varianti ha portato, in questi ultimi quattro anni, nel nostro comune, la cultura del limite al consumo di suolo, della tutela del paesaggio ha fatto conoscere alla popolazione le ottime norme del Piano territoriale di Coordinamento della Provincia di Torino, ha cercato di mettere in evidenza l’importanza di conoscere il dato degli alloggi sfitti prima di costruire nuove abitazioni. Ha parlato di standard urbanistici per i servizi quando l’amministrazione comunale presentava tabelle e conti molto parziali e qualche volta errati».



Nelle foto: i prati di via Musiné e via Asti, preservati da nuove costruzioni.

A San Mauro – come è stato ricordato durante la serata – permangono anche problemi di messa in sicurezza, soprattutto nell’area collinare, dove si registrano frequentemente frane, e nelle aree vicino al fiume Po e ai rii. Un altro tema aperto riguarda l’area dell’autoporto Pescarito: dal 2015 sarà gestita dal Comune che erediterà dal Consorzio Pescarito la gestione delle infrastrutture (strade, illuminazione, rete fognaria) in una fetta di città, confinante con Settimo e Torino, densa di criticità e con sempre meno insediamenti industriali e produttivi. Pescarito occupa 1.141.000 mq e l’anno scorso il Consorzio aveva in cassa circa 200 mila euro, considerati insufficienti a coprire tutte le spese.

Emanuele FRANZOSO

Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" del 25/6/2013

giovedì 21 marzo 2013

Contro le mafie - fiaccolata 21 marzo


Anche San Mauro scende in piazza per dire «no» alla criminalità organizzata. Una fiaccolata contro le mafie si terrà giovedì 21 marzo con partenza alle 20.30 davanti alla scuola Carlo Alberto Dalla Chiesa in via Speranza. L’iniziativa è promossa da Libera in collaborazione con molte associazioni locali e con le parrocchie. Sarà preceduta da vari incontri e manifestazioni nel mese di marzo, fra cui un dibattito pubblico del Tavolo della Solidarietà sul tema «Rel-azioni violente – Violenza intrafamiliare e femminicidio» venerdì 1 marzo alle 21 nella parrocchia San Benedetto.

Il coordinamento «Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie» è nato il 25 marzo 1995 nell’ambito del Gruppo Abele con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. È presieduto da don Luigi Ciotti e collega attualmente oltre 1.500 associazioni di tutt’Italia, gruppi, scuole, realtà di base.

Articolo apparso su "Testata d'Angolo" del 17/02/2013

martedì 19 febbraio 2013

Parte da Pescarito la sfida delle bici elettriche

Oltre 700 bici elettriche prodotte e vendute nel 2012, primo anno di attività dell’innovativa azienda sanmaurese «Move your life». In tempi di crisi industriale si segnala l’esempio in controtendenza di questa nuova fabbrica di zona Pescarito, specializzata nella produzione di biciclette a «pedalazione assistita», cioè dotate di batteria elettrica e motore ecologico che moltiplica la forza del pedale.

I veicoli elettrici (auto, moto, bici) sono una delle soluzioni che probabilmente si affermeranno di più nei prossimi anni di fronte al problema energetico e all’inquinamento. Non pagano bollo né assicurazione, si caricano alla presa elettrica con pochi centesimi di euro. L’«Ultra mobile bike» (Umb) prodotto a San Mauro nell’azienda fondata e diretta da Marco Curti è un esempio che il pubblico mostra di gradire: nel 2013 si passerà da 700 e 1.500 esemplari, con la prospettiva di arrivare in pochi anni ad una produzione di 4 mila biciclette, pari ad un fatturato di 6 milioni di euro. 

Il prezzo delle bici oscilla fra i 2.000 e i 3.500 euro, secondo l’allestimento e la potenza del motore, dalla quale dipende anche il numero di chilometri percorribili con una carica di batteria (da 70 a 200 km, velocità massima 25 km all’ora). Come spiega l’ad Curti «nel 2012 l’intera produzione di bici elettriche è stata venduta in Italia (80%) e Francia (20%). Nel 2013 ci allargheremo al mercato dei Paesi Bassi». Otto i dipendenti dell’azienda, che assemblea i veicoli e produce in proprio alcuni componenti. «Prima del lancio delle bici elettriche – conclude Curti - operavamo nel settore delle componenti automobilistiche, producevamo all’estero. Ma venne la crisi dell’auto e abbiamo dovuto reinventarci: oggi siamo una azienda che produce tutto in Italia, con componenti italiane, e vende all’estero».

Articolo apparso su "Testata d'Angolo" del 17/02/2013

domenica 17 febbraio 2013

L'addio a Maschera, amico e poeta

Ci regalato le parole per interpretare la realtà, le situazioni della vita. Il poeta sanmaurese Pier Carlo Maschera lunedì 7 gennaio, a 69 anni, dopo una malattia contro la quale, aiutato dalla moglie Ede, si era impegnato a combattere.

La malattia gli aveva debilitato il corpo, ma non lo spirito, così la mente continuava a partorire idee, come quella legata al concetto di «maschera», il suo cognome, che in un momento di pausa forzata era divenuto fonte d’ispirazione. Ora questo percorso non potrà più proseguire, ma tante altre iniziative di Pier Carlo ed i suoi scritti continueranno a vivere.

Gli si deve dar merito d’avere fondato, nel 1973 a Torino, la sezione comunale e provinciale dell’Aido (Associazione donatori organi), di cui fu anche presidente onorario. Di essere stato socio benemerito della Pro Loco di San Mauro, con la quale collaborò tra l’altro alla realizzazione del libro «Una fiaba per un sogno». Sempre ha San Mauro è stato presidente del «Circolo Culturale degli artisti», nel 1999 ricevette l’onorificenza «Amis ‘dla Fròla», e la qualifica di «Seniores ad honorem ». Fu anche presidente della Pro Loco di Baldissero, comune che gli conferì la qualifica di cittadino onorario. Nel 2009, Maschera fu premiato con l’ambitissima «Fragolina d’oro».

Ha pubblicato due libri di poesie in lingua italiana ed uno in lingua piemontese. La sua ultima opera è un libro intitolato «Fila fila filastrocca», presentato nell’aula consiliare di San Mauro nel 2011. Condusse trasmissioni radiofoniche per l’emittente «Rete Universal», ed insieme a Paola Cresta Barbera (direttore artistico del «Pulcino d’oro») le trasmissioni «L’amore è» su Radio Azzurra e «Nuova onda» su Radio Italiana. Con Paola compartecipò anche alla terza edizione del «Pulcino d’oro».

L’ultima sua apparizione in pubblico è avvenuta l’8 settembre 2012 in occasione dei cento anni del ponte «Vecchio». Mentre leggeva le sue poesie in lingua piemontese era circondato da un folla immensa, come se il destino avesse voluto ricompensarlo del suo impegno verso San Mauro, ed i cittadini lo abbracciassero per l’ultima volta.

Alla sua sepoltura c’erano molti gonfaloni fra cui quelli dei «Donatori del sangue» e la Pro loco di Baldissero, insieme a tanti amici di Torino, San Mauro e Baldissero. Don Benito Luparia, visibilmente commosso, ha salutato l’amico, pregato e benedetto la salma. Pier Carlo Maschera è stato per lungo tempo presentatore ufficiale del Coro Pulcherada - Eco della Dora. «Hai dato voce alle sensazioni più profonde ed intime dell’animo – gli hanno scritto gli amici coristi - quelle che non tutti sappiamo liberare per paura, per timidezza o perché ci mancano le parole giuste. Tu invece sapevi usare le parole giuste».

Durante la Messa di trigesima, celebrata il 2 febbraio a Torino da don Luparia nella chiesa Ss. Nome di Gesù, è stata letta ancora una sua poesia. «Solo ora mi rendo conto del patrimonio di parole che possiedo, ora che con l’apertura del cassetto le ho fatte rotolare nel tappeto ed il gatto di casa ci sta giocando. Le sceglierò ad una ad una, a voi amici regalerò tutte le altre». Grazie Pier Carlo per tutte quelle atmosfere che con le parole ci hai regalato.

Luisa Pilone

Articolo apparso su "Testata d'Angolo" del 17/02/2013

giovedì 20 dicembre 2012

Presepe è San Mauro

Anche quest’anno il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, nella suggestiva cornice del centro storico di San Mauro, che con le sue piccole e strette vie custodisce la millenaria abbazia, potremo assistere all’atmosfera del Presepe vivente. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Orsarese (famiglie originarie di Orsara di Puglia), patrocinata dalla Città di San Mauro Torinese, con la collaborazione delle quattro parrocchie della città, delle associazioni culturali «San Mauro Domani» e dei «Giovaninrete» e dei commercianti, è giunta alla sua terza edizione e si prepara a battere il record dello scorso anno, nel quale vennero censiti quasi 3 mila visitatori; il tutto sotto la premurosa vigilanza dei volontari della sezione sanmaurese della Protezione Civile.
Il presepe cresce anno dopo anno, mantenendo la sua particolarità di non voler essere ambientato nella Betlemme dell’anno 0 ma di essere popolare: alle scene tradizionali del Natale raccontate nei Vangeli si accostano le scene degli antichi mestieri, della vita contadina, nel tentativo di ricreare le sensazioni che si provavano qualche secolo fa in un semplice paesino di campagna come San Mauro o come Orsara, piccolo centro del foggiano dal quale provengono molte famiglie sanmauresi.
Al termine del percorso del presepe, caratterizzato quest’anno da un totale di trenta scene (sette nuovissime con alcuni mestieri ormai scomparsi) sarà possibile assistere a visite guidate nella chiesa parrocchiale di Pulcherada: in particolare verrà illustrato il ciclo pittorico del 1100 d.C. recentemente rinvenuto e restaurato. L’apertura del presepe è prevista intorno alle 17.30 con la suggestiva musica degli zampognari e continuerà fino alle 22. Alle 21 verrà posto nella mangiatoia il Bambino Gesù, interpretato da un piccolissimo sanmaurese; avrà quindi inizio il Concerto delle quattro corali parrocchiali, cui farà seguito l’arrivo dei Re Magi. In caso di cattivo tempo la manifestazione verrà rinviata al 6 gennaio con gli stessi orari. Tutte le offerte raccolte verranno devolute in beneficenza alla parrocchia. Un caloroso grazie a tutti coloro che per mesi lavorano gratuitamente alla realizzazione dell’evento. Partecipate numerosi!

Claudio CERICOLA

articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" del 25 XI 2012

giovedì 13 dicembre 2012

A chi serve il Registro?

A cosa serve il nuovo registro delle unioni civili o unioni di fatto del Comune di San Mauro? sul piano dei servizi alla popolazione è prevedibile che serva poco o niente. attivando questo albo per la registrazione delle coppie conviventi, non sposate, venerdì 26 ottobre il Consiglio comunale non ha riconosciuto diritti nuovi, non ne aveva la facoltà. Ha compiuto un gesto simbolico: un appello al Parlamento, travestito da delibera, perché equipari le coppie sposate e quelle conviventi, anche omosessuali.


Il Comune non possiede alcun potere di «equiparazione» fra coppie sposate e coppie di fatto, materia su cui ha competenza solo il Parlamento nazionale: anche per questo l’iniziativa di San Mauro pare inutile e inopportuna. Piccole concessioni il Comune potrebbe accordare in settori specifici (per esempio la sepoltura dei conviventi nello stesso cimitero, o agevolazioni tariffarie sui mezzi di trasporto) ma sul fronte dei servizi fondamentali come casa, assistenza, salute, il registro promosso dai consiglieri del Partito Democratico, Italia dei Valori e Cinque stelle (non direttamente dalla Giunta Dallolio, il sindaco si è astenuto dal voto) opererà solo «compatibilmente con la normativa vigente». non produrrà nulla che non sia già consentito dalla legge e dalla Costituzione repubblicana, la quale assegna una posizione specifica e molto chiara alla famiglia «fondata sul matrimonio» (art. 29).

A Torino il registro delle unioni civili esiste da due anni e non è mai decollato. «Fra l’estate 2010 e 2012 – riferisce il presidente del Consiglio comunale subalpino Giovanni Maria Ferraris – ha raccolto l’autocertificazione di 144 coppie su una popolazione di oltre 900 mila abitanti. Gli interessati hanno capito che si tratta di uno strumento simbolico, senza effetti».

A differenza di altri concreti interventi dell’amministrazione sanmaurese nel campo delle politiche sociali (per esempio recenti provvedimenti a sostegno all’abitazione delle famiglie povere) l’istituzione del registro lascia un retrogusto di propaganda. a noi sembra che il vero compito del Comune – al di là degli appelli – resti oggi quello di affrontare l’emergenza economica, garantire i servizi possibili, senza troppo distrarsi e senza illudere.

Alberto RICCADONNA

Articolo apparso su "Testata d'Angolo" del 25 XI 2012

mercoledì 12 dicembre 2012

Quando il Bucintoro passò a San Mauro

Tra l’1 e il 2 settembre 1731 la «Peota di gala» (il piccolo Bucintoro dei Savoia, realizzato sulla struttura di una robusta imbarcazione lagunare a fondo piatto di ben 16 metri di lunghezza, quasi 3 metri di larghezza e del peso di oltre 5 tonnellate) che Carlo Emanuele III di Savoia, Re di Sardegna, aveva ordinato ad uno «scuero», tipico cantiere navale veneziano, transitò sul Po di fronte a San Mauro durante il trasferimento da Venezia a Torino. Data la notevole distanza tra Crescentino, da dove la Peota era salpata l’1 settembre, e Torino (una quarantina di chilometri da percorrere controcorrente al traino di buoi e con la necessità di superare i numerosi traghetti e molini natanti presenti sul grande fiume) non è da escludere che la preziosa imbarcazione abbia compiuto una breve sosta presso la millenaria abbazia benedettina di Pulcherada, considerato anche che a bordo, quale delegato ad accompagnare la consegna, e ad incassare le 14 mila Lire piemontesi pattuite, era presente anche un religioso, frate Antonio Brunello (agostiniano), forse interessato a una breve visita all’abbazia e alla chiesa, ampiamente rimaneggiata nel 1665 dall’Abate Commendatario Petrino Aghemio. Secondo informazioni raccolte da Luigi Griva, archeologo subacqueo, specializzato sul fiume Po, il 28 agosto 1731 attraccò a Frassineto, porto fluviale di Casale, un convoglio di quattro barche: due battelli da carico, una gondola e la Peota reale, gioiello nautico ricco di intagli, figure dorate e divinità fluviali.

Il convoglio, partito dalla laguna veneziana il 2 agosto, superato il delta e affrontata la corrente contraria del Po, aveva costeggiato le rive dei numerosi stati rivieraschi: Repubblica di Venezia, Ducato di Mantova, Ducato di Milano, la Romagna pontificia, i Ducati di Modena e di Parma e Piacenza. Dopo una sosta al Ponte di Pavia, il viaggio riprese il 15 agosto, giorno dell’Assunta, e il 28 giunse appunto a Frassineto così che Giovanni Antonio Coppo (funzionario delle dogane di Casale) potè inviare un messaggio al Generale di Saint Laurent a Torino: «È giunta a questa rippa sta mane circa le hore quindeci il consegnato bastimento felicemente». Partito da Crescentino il giorno 1, il convoglio venne preso in consegna il 2 settembre dal governatore del palazzo del Valentino, Giovanni Battista Lanfranchi. Il viaggio sul fiume era durato in tutto 31 giorni. Storicamente, dopo l’arrivo a Torino, la Peota fu protagonista del primo viaggio compiuto dal Re in Italia via fiume nel 1734; della celebrazione del matrimonio tra Carlo Emanuele IV e Maria Clotilde di Borbone nel 1775; dei matrimoni di Vittorio Emanuele II con Maria Adelaide nel 1842 e di Amedeo d’Aosta con Maria dal Pozzo della Cisterna nel 1867.

La Peota è stata gelosamente conservata per 280 anni (il coevo Bucintoro dogale del 1729 fu distrutto per recuperare preziose lamine d’oro). Riportata all’antico splendore grazie anche al finanziamento da parte della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, dallo scorso 16 novembre fa bella mostra di sé alla Reggia della Venaria dove resterà inserita nel percorso museale, probabilmente in una sezione dedicata alla cultura fluviale piemontese.

Piero NEBBIA articolo apparso su "Testata d'Angolo" del 25 XI 2012

martedì 11 dicembre 2012

Autoporto Pescarito, tre Comuni per il rilancio

Molte attività produttive di San Mauro Torinese sono concentrate nel suo cuore industriale: l’autoporto Pescarito che ultimamente però ha smesso di pulsare come un tempo. Le conseguenze della crisi economica, ma anche della globalizzazione e delle strategie di trasferimento all’estero, hanno svuotato i parcheggi delle fabbriche. molti capannoni sono rimasti spogli, sembrano senza futuro industriale. ma esistono e resistono anche realtà virtuose. È il caso del nastrificio bonicatti, del quale raccontiamo in questa pagina la lunga storia.

È il caso dell’industria Ferrino, in cui anche l’arcivescovo Nosiglia si è recato durante la visita Pastorale a San Mauro nel gennaio scorso.
Partita nel 1870 da un piccolo negozio di via Nizza, l’azienda specializzata in attrezzature sportive vanta oggi un fatturato che si aggira intorno ai 20 milioni di euro l’anno. La storia di Ferrino ha legami anche con la Fiat: nel secolo scorso il senatore Giovanni agnelli ordinò personalmente le «capote» per le auto. e oggi, a poche centinaia di metri dal sito Ferrino, sorgono gli stabilimenti Fiat industrial che stanno vivendo un periodo di riorganizzazione interna. Sul territorio sanmaurese c’è la Case New Holland (cnh) dove si producono macchine agricole e a movimento terra, commesse e riorganizzazioni permettendo (in questo periodo i dipendenti sono in cassa integrazione).

In quelle stesse vie convivono i corrieri – Tnt e Bartolini, per citare i principali – mentre le tipografie, rilegatorie e le cartiere hanno avuto meno fortuna (edilibro boccato, cartiere burgo). «Poi ci sono eccellenze come Lavazza e Andorno – afferma Lucrezia colurcio, vice sindaco sanmaurese – L’aspetto positivo in questo particolare momento storico è che le tre amministrazioni comunali in cui è racchiuso Pescarito (Settimo, San Mauro e Torino) sono sedute intorno a un tavolo per rendere ancora competitiva quest’area strategica». L’area si presterebbe infatti a diventare una zona di interscambio con Torino, data la sua posizione e le sue vie di accesso alle autostrade. molto dipenderà anche dal futuro sviluppo della metropolitana e nel frattempo le amministrazioni comunali hanno messo in atto una serie di iniziative e sinergie per trovare nuove proposte per Pescarito e non solo.

a San Mauro poi non mancano le imprese edili, piccole e medie imprese produttive, quelle artigianali e negli ultimi anni, sono proliferati i supermercati, se ne contano molti, tre a poca distanza sono stati aperti recentemente a Sant’anna.

Emanuele FRANZOSO

articolo apparso su "Testata d'Angolo - Voce del Popolo" il 25 XI 2012

lunedì 10 dicembre 2012

Punto d’ascolto per il lavoro

Nascerà un Punto d’ascolto per le persone senza lavoro. Sarà gestito dalle parrocchie di San Mauro, che in questi mesi stanno formando un’equipe di volontari. Il nuovo servizio – fortemente voluto dall’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia – sarà attivo a partire dalla prossima primavera, in sede e orari ancora da definire. L’obiettivo: ascoltare, affiancare chi sta attraversando momenti difficili, condividere la fatica di cercare soluzioni. La formazione dei volontari è curata dalla Diocesi di Torino, in collaborazione con l’ufficio di pastorale sociale e del lavoro.

Avviare un percorso strutturato e specifico sull’accompagnamento al lavoro è stata la proposta lanciata dall’arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia durante la Visita pastorale a San Mauro nel gennaio scorso. Oggi questa proposta viene raccolta da un gruppo di volontari e dai parroci sanmauresi che nella primavera 2013 – in linea con il «Servizio per il lavoro» dell’Ufficio diocesano Lavoro – attiveranno un servizio locale sia per chi cerca lavoro, sia per chi l’ha perso.

«Una comunità che si interroga» è il primo dei titoli, e anche lo spirito, delle serate di preparazione dei volontari, tenute a partire da ottobre da don Daniele Bortolussi, direttore della Pastorale del Lavoro, e da Chiara Labasin in collaborazione con Engim Piemonte e fondazione Casa di Carità. «Le comunità cristiane dovrebbero sempre sentire la dimensione del lavoro come parte integrante dell’azione di evangelizzazione, a livello giovanile e adulto – spiega don Bortolussi – Il lavoro non può essere considerato solo quando manca e l’azione di accompagnamento nella sua ricerca si rivela una carità autentica quando è volta a far emergere le potenzialità delle persone, porta a conoscenza delle diverse opportunità formative e lavorative, talvolta sconosciute, offrendo strumenti per aumentare la propria occupabilità».
Per avviare il servizio a San Mauro è in corso la formazione di volontari in grado di stimolare, riflettere e anche pregare per il lavoro. «Particolare attenzione va prestata al mondo dei giovani che le statistiche ci dicono essere la categoria più provata nell’inserimento nel mondo del lavoro» aggiunge Bortolussi.

Gesti concreti, quindi, per trovare un po’ di luce nel buio che è cominciato a calare dal 2008 in Italia e non solo. «Talvolta l’abbandono della ricerca del lavoro risiede nella fatica di vivere quest’azione in piena solitudine» spiegano gli organizzatori. Il Servizio per il lavoro può agire anche nell’ambito dell’orientamento rivolto ai più giovani, in difficoltà nella fase di discernimento dei percorsi di studio sia per la scuola superiore sia per l’università. Anche questo è realizzato «in rete» con gli enti che già stanno operando in questo settore. «Il Servizio in una Unità Pastorale come San Mauro non si sostituisce alle persone nella ricerca del lavoro e nell’orientamento – precisa Chiara Labasin – ma le accompagna nel modo più professionale e fraterno possibile, manifestando anche in questo modo l’amore di Dio che si fa presenza concreta attraverso i cristiani».

Cosa sta emergendo in questa fase preparatoria? È ancora presto per dirlo ma le fondamenta per attivare uno Sportello specifico – in un momento storico in cui molti giovani non riescono ad orientarsi e sono senza lavoro e i loro genitori lo hanno perso o rischiano di perderlo prima della pensione – ci sono. Per riuscirci non si può prescindere da una maggiore conoscenza del territorio in cui si vive. Partendo dall’esempio del Vangelo, calato nell’attualità, San Mauro ha un’opportunità: arricchire e potenziare le occasioni di ascolto su un tema attuale e spesso affrontato solo nel momento della necessità. Il corso durerà fino alla primavera del 2013 con alcuni workshop suddivisi in giornate intere e rivolte ai futuri addetti all’apertura dello Sportello.

Emanuele FRANZOSO

articolo apparso su "Testata d'Angolo" del 25 XI 2012

lunedì 12 marzo 2012

Costruire meno


-Sospese le vecchie «varianti» al Piano Regolatore, progetti sotto la lente della Regione Piemonte
Entro fine marzo – dopo alcuni mesi di cassa integrazione nell’impresa edile rosso – riprenderà la costruzione di tre nuovi condomini da 60 appartamenti in via Torino 38, area del Castelletto sul Po. È una buona notizia sul fronte dell’occupazione, ma anche un’occasione per ragionare sui piani edilizi a San Mauro Torinese. Da tempo con il sindaco Ugo Dallolio sono state sospese alcune discusse varianti al Piano Regolatore. Nelle prossime settimane si potrà tirare le fila delle consultazioni effettuate nei mesi invernali attraverso appositi «focus group». I piani urbanistici del comune di san mauro sono anche al vaglio di due commissioni in Consiglio regionale. Il futuro di San Mauro – nuove case, trasformazioni urbanistiche – si deciderà entro il prossimo mese di giugno anche attraverso «focus group», inchieste e indagini. Alcune discusse varianti al Piano regolatore sono state provvisoriamente congelate sotto il nuovo sindaco Ugo Dallolio, mentre i piani di trasformazione urbanistica, soprattutto in collina, sono finiti sotto la lente d’ingrandimento della Regione Piemonte.
Due commissioni.
Il 12 dicembre 2011 il Consiglio regionale ha istituito due Commissioni speciali: una d’inchiesta sull’urbanistica e una d’indagine sugli appalti relativi a dieci comuni scelti a campione, fra i quali rientra San Mauro. La prima commissione è presieduta da Andrea Buquicchio (Idv), il promotore, e ha come vicepresidenti Daniele Cantore (Pdl) e Gianna Pentenero (Pd). La seconda è guidata da Alberto Goffi (Udc), vicepresidenti Stefano Lepri (Pd) e Roberto De Magistris (Lega Nord). I lavori delle commissioni dureranno sei mesi, salvo proroghe, e passeranno al setaccio gli atti dell’urbanistica e gli appalti dal 1° gennaio 2008 a oggi relativi ai Comuni di Moncalieri, Nichelino, Chivasso, Rivarolo Canavese, Orbassano, Cuorgnè, Leinì, Ivrea, Ciriè e San Mauro.
Per conoscere i risultati di tutto l’iter si dovrà attendere l’estate. La Commissione è stata convocata per riferirne il 12 giugno 2012.
Focus group.
Per discutere sul futuro di San Mauro sono stati avviati il 31 ottobre 2011 appositi «focus group». Sono momenti di confronto tecnico sulle strategie urbanistiche tracciate dal Documento di programmazione urbanistica (Dpu), dal Protocollo d’intesa sul quadrante Nord-Est e dal Patto dei sindaci. Il primo dei tre incontri già svoltisi risale a novembre. Vengono riuniti rappresentanti di tutte le forze politiche di minoranza (Pdl, Udc, Lista Civica e Movimento 5 Stelle), il Comitato cittadino «No Variante 11», le quattro associazioni di commercianti della città (Fuori Centro, Sant’Anna-Pescatori Le due Burgà, San Mauro Oltre Po e San Mauro Centro), due associazioni degli agricoltori (Unione agricoltori Provincia di Torino e Confederazione italiana agricoltori), il Consorzio Pescarito e quindi la Commissione Edilizia e quella per il paesaggio del Comune. I lavori del focus group termineranno a fine marzo. «L’obiettivo – spiega il sindaco Dallolio – è ragionare sul nostro futuro in una prospettiva nuova, diversa, che non si limiti alla costruzione di case». Seguirà poi una comunicazione pubblica dei risultati, in attesa della quale il primo cittadino fa il punto sugli attuali scenari dello sviluppo urbanistico a San Mauro.
«Per prima cosa – spiega Dallolio – va detto che i piani di trasformazione di via Asti e via Musinet sono momentaneamente congelati. L’unico capitolo attualmente in via di sviluppo riguarda via Valle Quiete dove stiamo valutando una soluzione concordata fra Comune e Comitato dei residenti. Per il resto alienazioni non ce ne sono e non soltanto per volontà politica ma perché è richiesto dalla Corte dei Conti».
«Partendo dal dato dei 19.300 abitanti attuali, San Mauro, sostanzialmente, può crescere ancora un po’ ma congruentemente con la sua conformazione morfologica. Non dimentichiamo che si tratta di una città divisa dal fiume, con tutte le conseguenze del caso nei trasporti e nelle comunicazioni; di questo aspetto si deve tenere conto».
Priorità, quindi, alla riqualificazione delle abitazioni e degli edifici esistenti – come il progetto della Posta nell’area ex Desalles&Borzino – nella tutela delle aree ancora non edificate. Su questo tema, nelle ultime settimane, molte famiglie del Comitato No Varianti hanno ribadito la loro preoccupazione per le recenti frane collinari.
Per lo sviluppo.
«Tra le priorità c’è sempre la valorizzazione del complesso monumentale di Pulcherada e di tutte le altre occasioni di promozione turistica – conclude il sindaco, nell’anno del centenario del ponte Vecchio di San Mauro – A Pescarito, ad esempio, valorizzeremo l’edificio della Burgo progettato dall’architetto Oscar Niemeyer, azienda con la quale abbiamo inoltre avviato un dialogo finalizzato a salvaguardare le richieste dei lavoratori come è stato fatto con la Icap Sira dove abbiamo salvato una ventina di posti di lavoro. Valorizzare Pescarito faciliterà nel tempo la volontà di portare servizi: nuove attività industriali, poli di ricerca, snodi veicolari e anche la metropolitana».
«Infine prosegue la collaborazione tra i comuni del quadrante Nord Est. Dal 15 marzo il servizio dei vigili urbani avrà un’unica gestione amministrativa; i vigili rimangono regolarmente sul nostro territorio, con vantaggi nuovi sul piano della sinergia: in casi di manifestazioni importanti o di emergenza, ad esempio, potranno collaborare molte più unità (dal 15 marzo il comando di Polizia Locale Unione Nord Est Torino risponderà 24 ore su 24 ad un unico numero telefonico: 011.8165000, informazioni su: unionenet.it ndr) e arriveremo ad una copertura notturna globale grazie ad una ripartizione di zone e orari concordata con i sindacati».
Emanuele FRANZOSO

Noi alla marcia della pace


L’appuntamento diocesano che tradizionalmente conclude il cammino del «mese della Pace» dell’azione Cattolica è una marcia della Pace: quest’anno si è tenuta domenica 5 febbraio nel quartiere torinese Barriera di Milano. Abbiamo chiesto un resoconto alla sanmaurese Elisa Bordin (20 anni), che vi ha preso parte.
«La marcia – spiega Elisa – era organizzata dall’azione Cattolica in collaborazione con altre associazioni quali Gioc, Acli, Cisv, Cvx, Libera, Meic, Focolari, Agesci. Fra le iniziative che l’hanno preceduta spicca un appuntamento particolarmente significativo, tenutosi il 3 febbraio: una conferenza su Giustizia e Lavoro, Giustizia e Disuguaglianza, Giustizia e Consumi e risorse, cui ha partecipato Giancarlo Caselli. La marcia si è svolta domenica 5 a Barriera di Milano, base operativa e punto di partenza la parrocchia di Maria Speranza Nostra. Nel pomeriggio siamo giunti fino in piazza Crispi».
Quante persone hanno partecipato? Come si è svolta la giornata?
Circa 300 persone, fra cui tantissimi bambini. Nel corso della mattinata si sono tenuti momenti di gioco, bans, animazione. Alle ore 12.30 la messa alla «SXA» con don Marco Ghiazza che ha tenuto un’omelia sui temi della pace. Dopo la messa il pranzo e la marcia pomeridiana. La giornata si è conclusa alle 16.30 in piazza Crispi con testimonianze sui vari temi, momenti di ballo, bans e infine la merenda.
Qual era il tuo ruolo? Come hanno partecipato i sanmauresi?
Ogni anno la marcia segna il culmine di un mese dedicato nelle parrocchie a riflettere sui temi della giustizia e della pace. Il Mese della Pace, appunto. A San Mauro si è parlato di pace e giustizia nei vari incontri del catechismo e dei gruppi con i ragazzi interessati (nello specifico i ragazzi delle medie). Nel giorno della marcia io ho svolto il ruolo di «Portapace»: aiutavo nei giochi a stand del mattino, assistevo i piccoli nel pranzo, animavo la marcia con giochi, cori e balli.
Matteo DE DONA

Il dottorato? Forse a New York


NEW YORK – È difficile descrivere la sensazione che si prova vivendo un’esperienza lunga trenta ore scarse, attesa per tanto tempo. Mesi di stress causato da una burocrazia tanto rigida da apparire ridicola, esami di inglese, lettere di raccomandazione, certificati e ancora certificati, una storia infinita che si riduce a due momenti fondamentali: il primo, quando a poche ore da Capodanno sei al cinema a vedere Sherlock Holmes 2, e durante la pausa tra il primo e il secondo tempo ricevi l’e-mail che ti invita a sostenere un’interview, presso il Sackler Institute del New York University Medical Center, dove hai mandato la domanda per svolgere il dottorato solo un paio di settimane prima. Il secondo, due mesi dopo, è il momento in cui ci siamo, è ora di partire. Un viaggio intercontinentale quasi completamente sponsorizzato da una delle principali università newyorkesi, inclusa la permanenza presso un hotel a quattro stelle su Madison Avenue.
A New York ogni potenziale futuro studente riceve una cartellina zeppa di documentazione, compresa una dettagliata descrizione – o meglio, schedule – di quello che lo attende nel prossimo giorno e mezzo. Si inizia con un paio di seminari volti a dare l’idea di quanto interdisciplinare sia il lavoro svolto presso il Medical Center. A cena, la fame nervosa ti porta a divorare con una foga da record un’insalata che non hai
neanche bene idea cosa contenga, mentre ti accorgi, con un certo sgomento, di essere forse l’unica persona non di madrelingua inglese. Per distrarci dall’ansia per ciò che ci aspetta, la serata è all’insegna di un tipo di cultura un po’ meno scientifica: la prima di «Jesus Christ Superstar» a Broadway, con tanto di coda chilometrica ad aspettarvi all’entrata del Neil Simon Theatre.
Il Grande Giorno inizia con un meeting con il Preside, che consegna ad ognuno una pallina antistress per affrontare al meglio le interviste imminenti. Mettendo da parte i problemi logistici per trovare, in mezzo a quel marasma, le varie aule, non è poi così male. Dal professore più pignolo, interessato a vita, morte e miracoli della tua ricerca, a quello che vuole solo parlarti di ciò che si fa nel suo laboratorio. Dopo l’ultima tra le quattro piccole grandi imprese, c’è un sospiro di sollievo tanto profondo da scavare un altro Grand Canyon. Seguono i saluti finali, un happy hour con prof e studenti, il giro dei residence e la cena a base di sushi e karaoke, durante i quali sei talmente stanco che ti sembra di essere in piedi da almeno tre giorni.
L’esito, tra una decina di giorni. Le impressioni, troppe per poterle raccogliere in un’unica parola. La certezza è che in ogni caso, qualunque sarà la conclusione di questa storia, è stata un’Esperienza di quelle con la E maiuscola.

Cristina Parola

Cantiere Green River, riprendono i lavori

Entro fine marzo ripartirà il cantiere «Green river» nell’area del Castelletto sul Po, via Torino 38, zona Sant’Anna. Devono essere ultimati tre edifici per un totale di 60 appartamenti (da 65 a 165 mq) che si affacciano sul fiume. I lavori furono interrotti nel mese di novembre 2011, periodo nel quale l’Impresa Rosso, impegnata nella costruzione del complesso edilizio, iniziò l’aggiornamento del piano industriale. Dopo 12 settimane di cassa integrazione ordinaria per una quarantina di dipendenti – avviata nel corso del 2011 – a inizio 2012 si è passati alla cassa integrazione straordinaria. Un provvedimento che ha coinvolto, a rotazione, un massimo di 90 dipendenti contemporaneamente, su tutto il territorio nazionale. La storica azienda torinese fondata 65 anni fa – protagonista di grandi opere come il Villaggio Olimpico di Torino 2006, lo stadio della Juventus e il complesso settimese della Pirelli – impiega 180 dipendenti nelle tre sedi di Roma, Torino e Firenze. Anche a San Mauro le immediate conseguenze del periodo caratterizzato da ritardi nei pagamenti, difficoltà di accesso al credito e stagnazione del mercato immobiliare si sono fatte sentire per alcune settimane. I vertici aziendali hanno recentemente rassicurato sulla ripresa dei lavori che potrebbero essere ultimati entro il mese di aprile 2013, posticipando quindi di 4 mesi la consegna. Ulteriori garanzie riguardano il mantenimento dei livelli occupazionali.
E.F.

Nelle aziende di Pescarito

In vari momenti della Visita pastorale sono stati affrontati i temi del lavoro. L’Arcivescovo ha dedicato una giornata al mondo produttivo di San Mauro: in mattinata ha visitato le aziende del Pescarito (Ferrino e Lamit), in serata ha incontrato giovani, imprenditori e commercianti. «il profitto non è un aspetto secondario e dev’essere ricercato – ha detto – ma al centro ci dev’essere sempre la dignità umana». Si è parlato della crisi lavoro anche durante l’incontro con il Consiglio comunale.
(e.f.)

Quaresima e Pasqua, tutte le celebrazioni

Appuntamenti per tutta San Mauro
• Tutti i venerdì alle 7 Lodi a san Benedetto, alle 18.30 Vespri a san Rocco. • Cena del digiuno venerdì 30 marzo alle 19.30 e celebrazione penitenziale alle 21 a san Benedetto. • Via Crucis venerdì 6 aprile alle 21 sul territorio del Sacro Cuore di Gesù.
S. Cuore Gesù
Venerdì 30 marzo alle 17 Via Crucis per i bambini. Giovedì 5 aprile alle 21 Cena Domini seguita
da adorazione fino alle 24. Venerdì 6 alle 18 Celebrazione della Parola. Domenica di Pasqua 8 aprile messe secondo l’orario festivo. Lunedì dell’Angelo 9 aprile alle 8.30 messa.
S. Benedetto
Giovedì 5 aprile alle 18.30 Cena Domini e benedizione dei bambini della Prima Comunione, seguita da adorazione fino alle 24. Venerdì 6 alle 7 Lodi, alle 15 Via Crucis per i bambini, alle 18 Celebrazione della Parola.
sabato 7 alle 21 Veglia Pasquale. Domenica di Pasqua 8 aprile Messe secondo l’orario festivo. Lunedì dell’Angelo 9 aprile alle 10 messa.
S. Anna
Tutte le domeniche dalle 9.45 alle 11.15 adorazione eucaristica. Lunedì 2 aprile alle 17 Via Crucis per i bambini. Giovedì
5 alle 21 Cena Domini, seguita da adorazione fino alle 24. Venerdì 6 alle 18 Celebrazione della Parola. Domenica di Pasqua 8 aprile messe secondo l’orario festivo. Lunedì dell’Angelo 9 aprile alle 8.30 messa.
S. Maria Pulcherada
Tutti i venerdì alle 17.15 Via Crucis a San Rocco. Giovedì 5 aprile alle 18.30 Cena Domini, seguita da adorazione fino alle 24. Venerdì 6 alle 9 Lodi, alle 15 Via Crucis per i bambini, alle 18 Celebrazione
della Parola. Sabato 7 alle 9 Lodi, alle 21 Veglia Pasquale. Domenica di Pasqua 8 aprile Messe secondo l’orario festivo. Lunedì dell’Angelo 9 aprile

mercoledì 28 dicembre 2011

BENVENUTO MONS. CESARE: PADRE, VESCOVO E AMICO

Ecco il calendario della visita pastorale di Mons. Cesare Nosiglia - maggiori informazioni su "La Voce del Popolo".

Sabato 7 gennaio

ore 18 Messa a San Benedetto di inizio visita pastorale
ore 21 incontro con equipe di Unità Pastorale e consigli parrocchiali sempre a S.Benedetto

Domenica 8 gennaio

ore 9 confessioni a San Benedetto
ore 10 Messa //
ore 11,30 messa al Sacro Cuore di Gesù (Sambuy)

Lunedì 9 gennaio

ore 15,30 incontro con anziani e ammalati a San Benedetto
ore 18 incontro con i catechisti/e al teatro di Sant'Anna
ore 21 incontro giovani al Sacro Cuore di Gesù (Sambuy)

Martedì 10 gennaio

ore 15 visita case di riposo di San Mauro
ore 21 incontro con i genitori dei ragazzi del catechismo di San Benedetto

Mercoledì 11 gennaio

ore 9,30 visita alle scuole
ore 15-16,30 visita agli ammalati in casa
ore 18 visita alla comunità "Il picchio"
ore 21 Lectio Divina a Santa Maria di Pulcherada

Sabato 14 gennaio

ore 11 incontro con religiosi/e a villa Speranza
ore 15,30 incontro con i genitori dei ragazzi del catechismo di Sant'Anna, Santa Maria e Sacro Cuore a Sant'Anna.

Sabato 14 gennaio

ore 17 incontro con i cresimandi di prima e seconda media delle 4 parrocchie a Sant'Anna
ore 20 cena e incontro con i gruppi famiglie al Sacro Cuore

Domenica 15 gennaio
ore 9 confessioni a Pulcherada
ore 9,30 inaugurazione affresco di Pulcherada e a seguire Santa Messa
ore 11,30 Messa a Sant'Anna (non sarà celebrata la funzione delle 9 a S.Anna)

Lunedì 16 gennaio

ore 10 visita scuole
ore 17 incontro ragazzi elementari del catechismo di Sant'Anna
ore 18 incontro ragazzi elementari del catechismo di San Benedetto
ore 21: incontro con Caritas (San Vincenzo, Centro d'ascolto, Sea, Avulls, Tavolo della solidarietà) a San Benedetto

Giovedì 19 gennaio

ore 9,30 visita alle scuole
ore 17 ragazzi catechismo Santa Maria
ore 17.45 ragazzi catechismo Sacro Cuore
ore 21 il Consiglio Comunale invita l'arcivescovo

Venerdì 20 gennaio
ore 9,30 visita alle scuole
ore 11 visita i luoghi di lavoro
ore 15-17 pomeriggio con gli ammalati in casa
ore 21 incontro con il mondo economico a San Benedetto

Sabato 21 gennaio

ore 17 a Santa Maria incontro con il gruppo Missionario

martedì 6 dicembre 2011

È di San Mauro il campione di vela

I ragazzi crescono e si fanno strada anche in luoghi e campi inaspettati o inusuali. Stiamo parlando di Federico Menegatti, un giovane diciassettenne sanmaurese (nato a Moncalieri nel 1994), e quindi figlio della «bassa» che, inaspettatamente, ma solo per chi non lo conosce veramente a fondo, ha vinto all’ultima regata il campionato zonale della Liguria lo scorso 9 ottobre per barche Laser 4,7 (la misura si riferisce alla superficie della vela) dopo diverse combattutissime gare (Andora dal 6 all’8 maggio; Vado ligure il 12 giugno; Bogliasco il 3 luglio; Arma di Taggia il 16 e 17 luglio; Varazze il 17 e 18 settembre e l’ultima di Loano, appunto l’8 e 9 di ottobre). Federico ha prevalso su altri 16 agguerriti concorrenti, teoricamente ben più titolati o comunque avvantaggiati dal fatto di risiedere in zone che permettono una maggiore vicinanza al mare e alla cultura marinara di quanto, obiettivamente, non sia la nostra pianura Padana, notoriamente patria di piemontesi «bugia nen». Come ci dice lo stesso Federico: «Certamente la distanza dal mare, o comunque da una zona di cultura marinara, non mi ha avvantaggiato ma evidentemente ha prevalso la passione e anche, un po’, la mia testardaggine. Anche se non posso dimenticare che l’amore per questo sport mi è stato trasmesso da mio padre Daniele, grande appassionato di vela fin da giovane e certamente mio primo maestro in buoni risultati scolastici che gli consentono di continuare a praticare la sua passione: «non posso certo permettermi di ‘toppare’ un’interrogazione – sottolinea il giovane campione – La mamma è stata chiara; ‘la vela viene dopo lo studio! E con questo ho detto tutto’».
C’è da immaginare che dopo questo successo le tue aspirazioni saranno di diventare un grande della vela come, ad esempio, Giovanni Soldini, diventato famoso per le sue traversate in solitaria, o Paul Canard e Dennis Conner, famosissimi timonieri dell’America’s Cup, e di partecipare alle grandi regate internazionali...
«In effetti, anche se quello delle regate appare come un mondo molto attraente, soprattutto per un ragazzo della mia età, e anche se intendo continuare a fare regate per molti anni, la mia aspirazione più grande è sicuramente quella di riuscire a diventare un allenatore federale di vela. La trovo una collocazione attinente al mio carattere e modo di essere».
Niente da dire: anche modesto e con i piedi per terra. Cosa si può chiedere di più?
Piero NEBBIA

Anziani - Non solo nonni



Passeggiando per le vie e i giardini di San Mauro e vedendo quanti nonni si prendono cura dei nipoti, mi è venuta in mente una battuta di Cesare Zavattini, scrittore e scenografo importante, che ha lavorato anche con Fellini: «Si muore soltanto quando non c’è più nessuno che desidera che tu resti in vita». É una battuta che ci dice quanto sia fondamentale ad ogni età vivere in relazione con gli altri. Per un anziano cristiano non parliamo di una relazione qualunque, che può esaurirsi nel giocare a carte al bar. Parliamo piuttosto di uno stare insieme, che porta a vivere sempre la dimensione dell’amore in ogni circostanza. A volte è accudire i nipoti, cioè prendersi cura di un futuro che l’anziano non vedrà, ma che gli consente di vivere profondamente la dimensione della speranza, che è vita. Altre volte si resta in vita prendendosi cura di un altro anziano perchè non abbia a immalinconirsi nella solitudine, a volte portando insieme il dolore di un altro.
La speranza cristiana si apre a qualunque età e ci dice che non c’è mai un tempo inutile, se sappiamo trovare uno scopo al tempo che passa. Abramo ha iniziato la grande avventura in età molto
avanzata, da anziano ha creduto alla proposta che Dio faceva incredibilmente a lui, ci ha creduto, l’ha vissuta fino in fondo e il suo tempo non è stato soltanto uno scorrere di ore, giorni e anni, ma è stato l’inizio del tempo della possibilità della salvezza per tutti, proprio per tutti noi ebrei, cristiani, credenti in altre religioni e anche non credenti e basta. Oggi nessun regista di spot pubblicitari avrebbe mai ingaggiato Abramo: non era giovane, non era bello. Dio però i suoi spot li scrive in altro modo; come al solito sorprende prendendo la pietra scartata e con questa edifica la sua proposta, proprio a partire da una persona anziana. Invecchiando dovremmo ricordarci di questa predilezione che Dio ha avuto per Abramo; non soltanto per consolarci, ma per acquisire la consapevolezza di essere parte di un progetto che va avanti anche grazie alle persone anziane. L’Unità pastorale di San Mauro offre molte possibilità di partecipazione a tutti. Si è costituito un gruppo anziani molto attivo, che supporta i gruppi di anziani delle singole parrocchie. Spesso si sta insieme nei pellegrinaggi. Chi meglio degli anziani, che hanno camminato lungo tutto il corso della loro vita, può capire il senso di un pellegrinaggio? Non una semplice gita, ma la ricerca di uno scopo al proprio viaggiare, di una meta, una finalità.
Mi ha molto colpito che nell’ultimo pellegrinaggio organizzato dall’Unità pastorale sui luoghi delle beata Chiara Luce Badano nel primo anniversario della beatificazione (vedi servizio a pag. I) abbiano partecipato molti anziani. Chiara Luce è tanto cara a Papa Benedetto per la sua gioventù, per come ha vissuto la sua relazione con Gesù nel dolore, sì, misticamente certo, ma anche tanto «da giovane». I pellegrini anziani l’hanno colto e l’hanno sentito proprio. Partecipano nel corso degli anni ad altri apprezzati pellegrinaggi presso i santuari, o alle radici della spiritualità somasca, come è accaduto in passato. C’è, insomma, anche una chiesa per gli anziani: la nostra comunità cerca di accompagnare tutti.
Per chi sente venir meno le forze e deve chiedere aiuto, cercare assistenza, anche professionale, a San Mauro troviamo la Casa del Famulato Cristiano, espressione delle suore del Famulato Cristiano, fondate da mons. Adolfo Barberis. Qui l’amore cristiano si esprime in un’assistenza qualificata, con psicoterapia e fisioterapia, un’animazione molto vivace con un gruppo di canto, lettura di giornali e dei periodici che, aprendosi all’esterno, si giova anche di spettacoli teatrali. Molto interessante è che il gruppo di animatori sia composto da parenti degli ospiti o di ex ospiti, che hanno mantenuto un legame con la struttura.
diacono Roberto PORRATI

Emergenza lavoro - Famiglie in allarme

Il 20 gennaio 2008 inaugurammo il primo numero di «Testata d’Angolo», edizione locale del settimanale diocesano «La Voce del Popolo», con un articolo dal titolo: «Il silenzio dei poveri». Si parlava delle nuove povertà ed eravamo solo all’inizio di quella crisi economica di cui si continua a parlare ininterrottamente da quattro anni. Cosa è cambiato nel frattempo? Dal 2008 il problema della povertà si è esteso a centinaia di nuove famiglie anche a San Mauro Torinese. E le famiglie colpite non sono tutte silenziose, ma gridano aiuto, chiedono ascolto.
L’area in cui si estende il territorio sanmaurese si sta trasformando, oggi appare molto variegata. Ci sono la collina con le sue abitazioni ai piedi del Parco protetto di Superga, il centro storico e le borgate di Sant’Anna-Pescatori e Sambuy (dove oltre alle case esistono molte attività commerciali) e l’Oltrepo, zona recentemente ridisegnata con nuovi palazzi e attività che confina con l’autoporto Pescarito: il cuore industriale e della produzione. Tutto questo in 12,5 chilometri quadrati.
Molte attività industriali hanno purtroppo chiuso (Panem, Arancio...) o annunciato che lo faranno (Edilibro Boccato, Cartiere Burgo). Altre hanno lasciato a casa molti lavoratori, alternando periodi di cassa integrazione a piccoli momenti di ripresa come la Case New Holland, in strada Settimo. Le parrocchie, i servizi socio-assistenziali e le altre istituzioni cercano di rispondere all’emergenza ponendo maggiore attenzione ai «nuovi» poveri. È uno dei temi che sarà presentato a mons. Nosiglia nei giorni della sua Visita pastorale.
L’Arcivescovo avrà occasione di visitare anche realtà produttive virtuose, che per fortuna non mancano in città. Ma l’attenzione maggiore sarà posta alla conoscenza diretta delle realtà in difficoltà. Si tratterà di mettersi in ascolto delle centinaia di famiglie che faticano ad arrivare dignitosamente alla fine del mese e delle molte che temono per il futuro.
«La nuova povertà è forse più dura da sopportare perché manca l’abitudine, e al disagio economico si somma quello sociale – ricorda Pierluigi Dovis, direttore della Caritas diocesana torinese – Secondo le cifre ufficiali quest’anno il tasso di povertà in Piemonte è sceso dal 5,9 al 5,3%, ma noi abbiamo altri numeri, ben più pesanti: 12% di poveri nell’area metropolitana di Torino».
Monsignor Nosiglia conoscerà gli imprenditori, che in alcuni casi vivono le stesse paure e timori dei loro dipendenti. L’economia di San Mauro è messa a dura prova da tanti fattori concomitanti: mancanza di commesse, concorrenza e delocalizzazioni. L’utilizzo di cassa integrazione – ordinaria, straordinaria e in deroga – è spesso un’anticamera della mobilità e dei licenziamenti. In queste settimane la Camera del Lavoro torinese ha lanciato un allarme preoccupante proprio in questo senso: l’incertezza sulla reale disponibilità di ammortizzatori sociali in deroga rischia di spingere le aziende a optare per il licenziamento dei propri dipendenti. «Per il 2012 è stata stanziata, per la cassa in deroga, la stessa cifra del 2011» assicurano dalla Camera del Lavoro, dove comunque riconoscono: «il denaro non basterà».
La Case New Holland, sebbene da anni conviva con la «cassa», ha trascorso periodi di buona salute. Quest’estate – precisamente ad agosto 2011 – il comparto Fiat Industrial (camion, veicoli industriali, edili e agricoli) ha registrato un rialzo del 5%, trainato in buona parte dal sito sanmaurese. Sempre nel periodo estivo sono state 15 le nuove assunzioni in strada Settimo. Ma non bastano numeri così esigui a diradare lo spettro della crisi che ormai si è materializzato e diffuso in molti settori: i lavoratori dell’automotive stanno vivendo comunque mesi difficili. A pochi isolati dalla Cnh, in un capolavoro dell’architettura quale è l’edificio delle Cartiere Burgo – opera dell’architetto brasiliano Oscar Niemeyer – decine di lavoratori rischiano di dover fare le valigie. Il gruppo, uno dei principali produttori mondiali di carte patinate, ha intenzione di chiudere la sede che occupa 174 persone. L’intenzione dell’azienda è di concentrare le attività a Villafranca Vicentina, dove già si trova la sede legale. Secondo i sindacati la chiusura dovrebbe avvenire gradualmente nel giro di una ventina di mesi. Soltanto a luglio 2011 la sede sanmaurese della Burgo aveva compiuto 30 anni e per l’occasione era stata organizzata una grande festa a porte aperte nell’omonima via, intitolata al fondatore dell’azienda Luigi Burgo. Contemporaneamente, però, alcune figure interne all’azienda avevano già preso la via veneta mentre lo stabile, da tempo messo in vendita, pare non abbia ricevuto offerte da possibili compratori. Sono tutti segni di un tessuto economico complesso e difficile da comprendere.
Emanuele FRANZOSO