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martedì 9 luglio 2013

Quelli del CURRICULUM BIRRAE

Una serata rivolta ai giovani per imparare a compilare un curriculum vitae «come si deve» in uno dei luoghi preferiti dai ragazzi: il pub. «Curriculum Birrae», questo il simpatico nome dell’iniziativa che ha tenuto banco – anzi, bancone! – il 29 aprile al Derry Pub di San Mauro.

Organizzata dalla Gioc e da alcuni giovani dell’oratorio di San Mauro la serata ha visto la partecipazione di una ventina di persone (fra relatori, animatori, ragazzi e avventori più o meno casuali) interessate a un aspetto fondamentale per l’inserimento nel lavoro. «Portiamo il curriculum, rendiamolo efficace, beviamoci su» lo slogan dell’iniziativa grazie alla preziosa consulenza di Viola, una militante Gioc che ha ricevuto una formazione specifica e ha condiviso l’esperienza di decine di curriculum visionati.

Giovani e lavoro: è un tema caldo, non semplice da trattare, spesso vissuto con scoramento e negatività. Se le generazioni diverse non si parlano, anche il valore di iniziative come questa, dove i giovani aiutano altri giovani condividendo un po’ di tempo, le proprie conoscenze e le proprie capacità. Iniziativa analoghe, cui ci si è ispirati, si sono svolte in altre località, per esempio a Piossasco. Anche se i partecipanti erano in prevalenza universitari, le informazioni sui curriculum sono state apprezzate soprattutto per la spiegazioni di alcuni dettagli e a tante informazioni che normalmente vengono date per scontate o lasciate all’ambiguità di interpretazione: preferire il curriculum in formato europeo e Europass; fare assolutamente attenzione ad errori di battitura; evitare di inserire una foto, a meno che non sia richiesto; elencare le esperienze lavorative e di istruzione partendo dalla più recente, facendo sempre attenzione a non lasciare periodi di «inattività» troppo marcati; inserire poi tutte le caratteristiche personali facendo bene attenzione a suddividerle nelle corrette sezioni e soprattutto… metterci la firma!

Matteo DE DONA'

Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" del 26/5/2013

sabato 1 giugno 2013

Al termine delle scuole, bambini, ragazzi animatori e famiglie di San Mauro sanno che nelle parrocchie le attività non finiranno: restano sempre molto vivaci. Anche quest’anno, come sempre, saranno riproposte le settimane di Estate Ragazzi di Unità Pastorale e i Campi Estivi per i bambini dalle elementari alle medie: il calendario è pubblicato su questo numero di Testata d’Angolo a pagina IV. Le attività estive sono un «servizio » alle famiglie e un’occasione forte di socializzazione e crescita per tanti bambini e ragazzi.

 Estate: la stagione in cui maturano le attese. Non è infatti solo il periodo di agognata vacanza per i giovani studenti, ma è anche la stagione in cui animatori, educatori e catechisti chiudono un ciclo, un anno di formazione nei gruppi tenuti dall’autunno alla primavera nelle parrocchie. I Campi Estivi sono una bella conclusione di gruppo e possono essere un lancio per l’anno successivo.

 Estate, tempo di occasione anche per gli animatori di estate ragazzi che mettono a disposizione in maniera utile, responsabile, ma anche divertente, il proprio servizio.Chiara Ventrella, una delle responsabili insieme a Elisa Bordin e Daniele Catalano, spiega alcuni punti importanti dell’Estate Ragazzi: «tutti i giorni faremo attività e giochi legati a una lunga storia che ci accompagnerà per tutti i centri estivi! L’idea è quella di riuscire a divertirsi stando tutti insieme, rispettandosi; molto importante sarà il momento di preghiera che sarà presente ogni giorno». Le giornate sono scandite da grandi giochi, tornei sportivi, gite, laboratori e attività sempre nuove che stimolano i ragazzini sotto vari aspetti, in particolare quel che riguarda il fare le cose insieme, il gioco come la preghiera».

L’Estate Ragazzi di Unità Pastorale, arrivata alla sua settima edizione si svolgerà dal 17 giugno al 19 luglio, più quella di rientro dopo le vacanze dal 2 al 6 settembre. Quest’anno la novità più grande è anche la possibilità di un’Estate Ragazzi, sperimentalmente solo al pomeriggio, che si terrà a Sant’Anna per la settimana dal 17 al 21 giugno. I luoghi in cui si svolgerà l’Estate ragazzi full time saranno a San Benedetto la prima settimana, a Sant’Anna la seconda, al Sacro Cuore le tre rimanenti prima della pausa e a Santa Maria quella di settembre. La formazione dei giovani animatori ha il suo momento culminante in quattro incontri prima dell’estate in cui approfondire quali siano le regole comuni e quale sia il compito di un animatore; il secondo più operativo per prendere confidenza con giochi e temi di quest’anno; il terzo incontro la divisione organizzativa per le varie settimane; infine un incontro per imparare nuovi bans e per preparare il materiale per l’inizio della prima settimana. C’è da dire che però molti animatori hanno già avuto modo per tutto l’anno di darsi da fare per l’Oratorio (che si tiene a Sambuy il sabato pomeriggio) che ha avuto quest’anno una presenza costante da parte di un grintoso gruppo che ha avuto importanti compiti di organizzazione e non solo la mera presenza.

In contemporanea all’Estate Ragazzi sarà anche l’atteso momento dei campi estivi nelle case alpine dell’Unità Pastorale. Accompagnati dagli animatori, dalle cuoche e dagli assistenti spirituali, i ragazzi possono vivere un’esperienza di indipendenza, lontani dalla città (e in alcuni casi per la prima volta dai propri genitori) e vivere in maggior pienezza uno spirito di comunità, amicizia e vicinanza con il Creato. In questi campi si segue una storia, a volte ricavata dalla vita o dalle opere di qualche personaggio biblico, a volte ricamata sulle passioni dei ragazzi, in modo da coinvolgerli in maniera completa. Naturalmente non mancano mai giochi, gite, attività di ogni tipo e – per i ragazzi più grandi – gli immancabili turni di pulizia che rendono, almeno per una settimana, tutti un po’ più responsabili.

Il calendario dei campi vede cominciare la II e III elementare con il loro campo a Pialpetta dal 12 al 16 giugno, IV e V dal 16 al 23 giugno sempre a Pialpetta e in contemporanea anche a Oulx. I e II media saranno a Pialpetta e Oulx dal 23 al 30 giugno; la III media a Oulx dal 30 al 7 luglio. Per i ragazzi delle superiori anche quest’anno la proposta sarà legata all’Azione Cattolica; come lo scorso anno i ragazzi interessati delle varie parrocchie sanmauresi potranno unirsi ai loro coetanei da tutta la diocesi. Dall’1 al 6 luglio e dall’8 al 13 luglio si terranno i campi per il biennio, dal 15 al 20 luglio quelli per il triennio, tutti a Claviere.

Matteo DE DONA'

Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" il 26/5/2013

mercoledì 17 aprile 2013

Festa della Pace

La Festa della Pace, celebrata a Torino il 3 febbraio dall’Azione Cattolica Diocesana con la partecipazione di un folto gruppo di sanmauresi, è un appuntamento che si ripete da molti anni. Rappresenta il culmine di un percorso che i bambini e i ragazzi di tante parrocchie compiono nel mese di gennaio, riflettendo appunto sui temi della pace durante gli incontri settimanali con i propri catechisti ed educatori. I catechisti/educatori animano il percorso di 4 incontri sulla base di un mini-sussidio preparato dall’équipe diocesana Acr (Azione Cattolica Ragazzi) per le scuole elementari e medie, dall’ Ufficio Giovani per le superiori. Ogni anno si fa riferimento alle parole pronunciate dal Papa nel giorno della Festa mondiale della Pace (1 gennaio). 

Quest’anno il discorso di Benedetto XVI era centrato sugli «operatori» di pace. I ragazzi ne hanno discusso con particolare riferimento al territorio in cui vivono e alle situazioni prive di servizi o di aiuti per le persone più bisognose, in difficoltà. Hanno dedicato cartelloni e plastici alla proposta di interventi per migliorare alcuni aspetti della propria città, quartiere, parrocchia. Nel giorno della Festa conclusiva i ragazzi di San Mauro hanno incontrati quelli delle altre parrocchie presso l’Arsenale della Pace di Torino (Sermig).

 La mattina di domenica 3 febbraio, dopo un momento Segue da pagina I di accoglienza e ballo, sono stati divisi in squadre sulla base delle diverse fasce di età. Per i ragazzi delle elementari e delle medie c’èera un gioco a stand, finalizzato a costruire la «città della pace». Per i ragazzi delle superiori attività di riflessione e condivisione in gruppo. Nel primo pomeriggio Messa nella chiesa del Cottolengo, celebrata da don Marco Ghiazza (assistente diocesano Acr), don Luca Ramello (assistente Giovani) e don Stefano Bertoldini, viceparroco della Crocetta.

La Marcia della Pace è partita dopo la Messa con musica, canti, balli, palloncini, molto festosa. Ha fatto tappa al Cottolengo (il Santo fondatore fu operatore di pace con i malati e le persone in difficoltà), la Basilica di Maria Ausiliatrice (san Giovanni Bosco costruttore di pace con i giovani), il monumento a San Giuseppe Cafasso (operatore di pace con i carcerati e i condannati a morte), al Sermig che è Arsenale «della pace». Al termine della marcia (che ha seguito come percorso via Cottolengo, via Maria Ausiliatrice, piazza Maria Ausiliatrice, corso Regina Margherita, piazza della Repubblica, lungo Dora Agrigento, Sermig), ci si è ritrovati nell’Arsenale della Pace per un ultimo momento di preghiera e testimonianze di solidarietà a cura della confraternita del Sermig. Infine merenda e balli tutti insieme.

Elisa BORDIN

Articolo pubblicato 
su "Testata d'Angolo" del 17/02/2013

sabato 8 dicembre 2012

Gesti concreti, perché sia Natale

L’avvento è il tempo dell’attesa della venuta del Signore Gesù. Nella liturgia ripeteremo molte volte «Vieni signore Gesù» e lo invocheremo non solo nel ricordo della sua venuta 2000 anni fa circa, di cui faremo memoria nel giorno di natale, non solo ricordando la presenza viva del risorto nella nostra vita, ma soprattutto chiedendo il suo ritorno vittorioso, la venuta del suo regno che è un regno di pace e di bontà, di giustizia e di libertà.
Invocare nella liturgia il ritorno del signore ci deve anche spronare a far sì che questo regno di pace e di bontà, di giustizia e libertà sia vissuto nella concretezza della nostra vita e nella concretezza delle nostre comunità.

Per questo le nostre comunità parrocchiali, in questo periodo di crisi economica (e non solo economica!) continuano ad essere impegnate in azioni di carità e di solidarietà e in azioni educative per vivere la comunione. In questi giorni, dopo le settimane comunitarie dei ragazzi e delle ragazze delle superiori (in cui i ragazzi e le ragazze, in due settimane separate, vivendo insieme alla casa dell’Immacolata hanno messo la preghiera e la vita di comunione al centro della vita ordinaria), dopo le sei settimane comunitarie vissute da quattro giovani ragazze dai 19 in su (che per sei settimane hanno vissuto insieme nella casa parrocchiale del sacro Cuore di Gesù a sambuy, condividendo tutta la loro vita ordinaria, la gestione economica della vita comunitaria e la vita di preghiera seguendo il Vangelo di marco nei capitoli della Passione e risurrezione di Gesù), dopo l’inizio degli incontri di formazione dei gruppi dei giovani, delle famiglie e degli anziani (che aderiscono al percorso formativo dell’azione Cattolica Italiana), ci incontreremo nei ritiri di avvento per far spazio nella nostra vita a Dio e al suo regno.


Continuano anche i gesti concreti di attenzione verso i più poveri della nostra città: grazie alla generosità di tanti sanmauresi (che si è espressa ultimamente nella raccolta fondi di euro 3.525 svolta fuori dal cimitero e la raccolta cibo fatta davanti al Famila e al Carrefour di sant’anna) la san Vincenzo di unità Pastorale è arrivata a seguire 100 famiglie che fanno fatica; le nostre parrocchie, in collaborazione con il Comune di San Mauro, accompagnano alcune famiglie che hanno ricevuto lo sfratto esecutivo o garantendo per l’affitto o ospitandole temporaneamente nella casa parrocchiale di Sambuy e nella stanza con bagno che c’è a Sant’Anna.

Gesti per far spazio nella nostra città e nella nostra vita alla venuta del Signore Gesù, gesti che ricordano la sua venuta 2000 anni fa, gesti che dicono il desiderio che il Regno del Cristo Risorto sia presente qui e ora in mezzo a noi... Vieni Signore Gesù.

don Claudio e don Ilario

articolo apparso su "Testata d'Angolo" del 25 XI 2012

lunedì 12 marzo 2012

Il futuro dei giovani, l'etica del lavoro

Mi sembra utile riproporre alcune riflessioni fatte a San Mauro dal nostro Arcivescovo sui problemi dell’economia rispondendo a giovani, imprenditori e commercianti nel corso della sua recente Visita pastorale, che ha toccato i temi caldi del lavoro e del rispetto della persona.
Il mondo cattolico ha da sempre considerato fondamentale il lavoro, tanto che don Bosco per recuperare i giovani e dare loro una prospettiva di vita cominciava con il cercare un lavoro; e lo fece anche con una tale competenza che proprio a lui si deve la definizione del primo contratto di apprendistato. È normale perciò che le parrocchie si aprano alle tematiche del mondo del lavoro, anche perché la crisi sarà lunga e davanti abbiamo un anno pesante. Immediato il collegamento tra lavoro e dignità della persona. L’enciclica di Benedetto XVI «Caritas in veritate» fa da sfondo alle riflessioni dell’Arcivescovo. Ricordiamo che già nel suo esordio l’enciclica dice che «La carità (amore, grazia) è la via maestra della dottrina sociale della Chiesa. Ogni responsabilità e impegno delineati da tale dottrina sono attinti alla carità che, secondo l’insegnamento di Gesù, è la sintesi di tutta la Legge... è il principio non solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche delle macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici». In questo quadro si collocano le riflessioni in ordine alla salvaguardia dei posti di lavoro e del profitto, che è positivo se crea ricchezza per tutti, senza mai andare a scapito della persona del lavoratore, della solidarietà intesa in senso ampio e della giustizia. A queste condizioni dal profitto si ha un vantaggio sociale. Ma se il profitto è l’unico riferimento, il lavoratore è valutato solo per quello che produce. Al centro non c’è più la persona, l’ambiente in cui si colloca l’attività produttiva, la città, e l’impresa sfugge alle sue responsabilità sociali.
Per superare questo momento difficile occorre cooperazione tra datori di lavoro e lavoratori, superando tradizionali contrapposizioni. Si può pensare a contratti di solidarietà, lavorare meno per lavorare tutti; questa è una scelta solidale. È stato fatto uno sforzo importante per salvare le banche ed evitare il collasso dell’economia, ma ora le banche devono finanziare l’economia.
La crisi che stiamo vivendo nasce dalla finanza. È partita dall’America, dove l’idea che i soldi si facciano «con i soldi» è stata per decenni una linea guida. Non è una linea compatibile con il pensiero dei cattolici e sacrifica i lavoratori: i soldi si devono fare «con il lavoro», non con i soldi. La radice della crisi è etica e spirituale. La «Caritas in veritate» ricorda che «senza verità, senza fiducia e amore per il vero, non c’è coscienza e responsabilità sociale, e l’agire sociale cade in balia di privati interessi e di logiche di potere, con effetti disgregatori sulla società, tanto più in una società in via di globalizzazione, in momenti difficili come quelli attuali». L’etica non può mai mancare, il mercato non è un valore assoluto.
Bisogna ritornare a mettere al centro l’uomo, la famiglia e l’ambiente. Ma anche la sobrietà. Avere il senso del sacrificio è positivo. Rispondendo ai giovani che gli hanno presentato la precarietà del loro futuro l’Arcivescovo ha risposto che nella provvisorietà la dignità della persona viene sottostimata e coartata.
Mettere al centro la persona: non è un principio astratto, ma un programma decisivo. Si deve favorire l’intraprendenza giovanile per aiutare a cogliere le opportunità. Il micro credito è importante per l’imprenditoria giovanile. Bisogna attivare centri che aiutino i giovani nella ricerca, per sostenerli e orientarli. Bisogna fare rete. Il precariato è instabilità.Il mondo cattolico non si sottrae a questi problemi e nella diocesi di Torino pone a disposizione strumenti come la Fondazione Operti, ricercata anche dagli enti pubblici per realizzare il welfare: restituisce dignità e autonomia attraverso interventi di micro credito, ricerca di contratti di lavoro... Non sussidi, ma lavoro.
diacono Roberto PORRATI

martedì 6 dicembre 2011

Sulle orme dei Santi - Alla scoperta dei luoghi legati a don Bosco, Cafasso, Cottolengo...

Gli itinerari sulle orme dei Santi – organizzati a Torino nell’ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia – si sono arricchiti di un nuovo percorso. Sino a metà dicembre è possibile prenotare e visitare gratuitamente i luoghi legati a grandi figure di santità, che dall’Ottocento in avanti hanno fatto conoscere Torino nel mondo. Sono itinerari legati ad Allamano, Cottolengo, don Bosco, Faà di Bruno, Muri e quartiere interreligioso di San Salvario: si aggiunge a questi percorsi un settimo percorso trasversale, che ripercorre gli altri itinerari, con l’aggiunta dei luoghi legati a Giulia di Barolo e Cafasso. Le visite si svolgono sotto la direzione di una decina di giovani: non guide professioniste ma di ragazzi e ragazze – anche stranieri – che provengono dalle parrocchie o dal mondo associativo (anche di San Mauro) e che hanno ricevuto una formazione specifica sul tema nei mesi precedenti all’attività. Accompagnano torinesi e turisti alla scoperta di curiosità e aneddoti della città. L’iniziativa rientra all’interno del programma «Torino di santi, quale futuro?», promosso dalla Pastorale della Cultura e dell’Università dell’Arcidiocesi di Torino, di cui è referente don Ermis Segatti, con il sostegno economico della Regione Piemonte. Scopo dell’iniziativa è di offrire un contributo alla riflessione sul 150° dell’unità d’Italia, a partire dall’esperienza dei santi torinesi che hanno vissuto a cavallo tra i due secoli. Oltre trecento i visitatori che, nella fase sperimentale da marzo a oggi, hanno ripercorso le strade, le piazze, gli edifici vecchi e nuovi della città, come l’oratorio San Luigi, Valdocco, la Consolata, la Volta Rossa, il campanile della chiesa di Nostra Signora del Suffragio, il Collegio Artigianelli, il santuario dell’Allamano. In questa parte finale dell’anno ci sarà anche un coinvolgimento delle parrocchie e delle scuole, tutti i fine settimana. Si riprenderà a febbraio 2012. Nuove iniziative e percorsi sono previsti su altre figure chiave, religiose e laiche, che verranno promosse nei prossimi mesi. Il calendario delle visite e maggiori informazioni su tutte le iniziative si possono trovare sul sito: www.santisociali.it. Possibilità di concordare visite anche fuori calendario. Per prenotare i percorsi è possibile telefonare al numero 366.4832712 dal lunedì al sabato (dalle 12.30 alle 14 e dalle 18.30 alle 21) oppure inviare una mail a: percorsi@santisociali.it.
Emanuele FRANZOSO

È di San Mauro il campione di vela

I ragazzi crescono e si fanno strada anche in luoghi e campi inaspettati o inusuali. Stiamo parlando di Federico Menegatti, un giovane diciassettenne sanmaurese (nato a Moncalieri nel 1994), e quindi figlio della «bassa» che, inaspettatamente, ma solo per chi non lo conosce veramente a fondo, ha vinto all’ultima regata il campionato zonale della Liguria lo scorso 9 ottobre per barche Laser 4,7 (la misura si riferisce alla superficie della vela) dopo diverse combattutissime gare (Andora dal 6 all’8 maggio; Vado ligure il 12 giugno; Bogliasco il 3 luglio; Arma di Taggia il 16 e 17 luglio; Varazze il 17 e 18 settembre e l’ultima di Loano, appunto l’8 e 9 di ottobre). Federico ha prevalso su altri 16 agguerriti concorrenti, teoricamente ben più titolati o comunque avvantaggiati dal fatto di risiedere in zone che permettono una maggiore vicinanza al mare e alla cultura marinara di quanto, obiettivamente, non sia la nostra pianura Padana, notoriamente patria di piemontesi «bugia nen». Come ci dice lo stesso Federico: «Certamente la distanza dal mare, o comunque da una zona di cultura marinara, non mi ha avvantaggiato ma evidentemente ha prevalso la passione e anche, un po’, la mia testardaggine. Anche se non posso dimenticare che l’amore per questo sport mi è stato trasmesso da mio padre Daniele, grande appassionato di vela fin da giovane e certamente mio primo maestro in buoni risultati scolastici che gli consentono di continuare a praticare la sua passione: «non posso certo permettermi di ‘toppare’ un’interrogazione – sottolinea il giovane campione – La mamma è stata chiara; ‘la vela viene dopo lo studio! E con questo ho detto tutto’».
C’è da immaginare che dopo questo successo le tue aspirazioni saranno di diventare un grande della vela come, ad esempio, Giovanni Soldini, diventato famoso per le sue traversate in solitaria, o Paul Canard e Dennis Conner, famosissimi timonieri dell’America’s Cup, e di partecipare alle grandi regate internazionali...
«In effetti, anche se quello delle regate appare come un mondo molto attraente, soprattutto per un ragazzo della mia età, e anche se intendo continuare a fare regate per molti anni, la mia aspirazione più grande è sicuramente quella di riuscire a diventare un allenatore federale di vela. La trovo una collocazione attinente al mio carattere e modo di essere».
Niente da dire: anche modesto e con i piedi per terra. Cosa si può chiedere di più?
Piero NEBBIA

Politica locale - Quale formazione?


Quali messaggi la comunità politica sanmaurese e le sue formazioni (non solo quelle presentatesi alle elezioni) potrebbero trarre dalla Visita pastorale di mons. Nosiglia? Uno è senz’altro legato ai giovani, cui l’Arcivescovo sta dedicando iniziative significative per dimostrare che si può contare su di loro. Posso portare due esempi di come a livello diocesano la Chiesa torinese stia cercando di dare risposte (e formazione) su argomenti appartenenti alla sfera politica. Si tratta di due esempi strettamente interconnessi: il Consiglio Diocesano dei Giovani e la Scuola Diocesana di Impegno Sociale e Politico.
Il Consiglio Diocesano dei Giovani è un tavolo di discussione, istituito da mons. Nosiglia, che ha raccolto una ventina di giovani provenienti da tutta la diocesi per chiedere loro consiglio su alcuni temi di attualità ed avere «antenne» sulle priorità sociali, anche verso i giovani, che la Chiesa, e nello specifico quella torinese, dovrebbe ascoltare. Nelle riunioni bimensili che si sono susseguite dallo scorso mese
di gennaio i temi più caldi sono stati formazione, lavoro, politica. Il tema della formazione, connesso a quello dell’educazione cristiana e della catechesi, era già nelle priorità del Vescovo, che ha inserito la questione educativa nel piano pastorale torinese. Il tema del lavoro ha portato alla formazione di «focus group» sul territorio e tavoli di discussione che hanno coinvolto realtà diverse sul territorio torinese e che hanno portato, in occasione della Notte dei Santi, ad un convegno cui hanno partecipato anche sindacati e uomini provenienti dalla scuola e dal volontariato. Per quanto riguarda la politica, ed è qui che il discorso si lega al precedente, è stata stimolata la nascita di una Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e politico. Appena partita, la Scuola di politica ha già un gran numero di iscritti, molti provenienti da alcune esperienze di politica nei Comuni e nelle Circoscrizioni, molti altri mossi dalla curiosità verso un tema che riguarda da vicino la propria vita da cittadini cristiani. Intervistando alcuni giovani che hanno partecipato al primo incontro della Scuola di Politica emerge il desiderio di confrontarsi in prima persona sul delicato rapporto fra impegno politico e vita cristiana. Si ha la sensazione che molti politici si dichiarino ispirati da valori cristiani per fini meramente elettorali, mentre altri agiscono più a titolo personale o per slogan, che in base a una vera conoscenza della Dottrina sociale della Chiesa. Gli argomenti affrontati dalla Scuola di politica e impegno sociale sono molti, a cadenza mensile. Sono organizzati con metodo molto efficace, «a corso» e non «a conferenze»; un metodo che permette di approfondire i temi con l’aiuto di tutor dedicati. Le iscrizioni sono ancora aperte, maggiori informazioni si trovano sul sito internet della diocesi di Torino.
M.D.D.

Le settimane comunitarie


















Presso la Casa dell’Immacolata in via dell’Asilo 12 dal 6 al 19 novembre si sono svolte le «settimane comunitarie» dei ragazzi e ragazze sanmauresi delle scuole superiori. Hanno visto la partecipazione di 8 ragazzi e 4 animatori nella prima settimana, di 11 ragazze e 3 animatrici nella seconda. Prezioso il supporto di don Ilario, don Claudio, don Lorenzo e suor Generosa. Per i partecipanti si è trattato di due intense settimane: hanno avuto la possibilità di conoscersi, fare nuove esperienze, gestire gli impegni non solo in funzione di se stessi ma dei compagni. Molto apprezzati anche i momenti di riflessione e approfondimento della fede. Nella primavera 2012 sono già in programma nuove settimane di comunità.

Pianeta giovani - Crescere insieme

Ogni anno in concomitanza con la festa dei Corpi Santi, la domenica precedente alla Fiera, il Ponte Vecchio è colorato dai gazebo delle numerose associazioni sanmauresi. Trovarle tutte assieme, in un unico colpo d’occhio, è un’esperienza arricchente perché permette di abbracciare un tessuto umano e sociale particolarmente fecondo: donne e uomini che di fronte a missioni condivise si sono associati, si sono dati una struttura per realizzare i propri progetti.
Tanti gli ambiti presenti, molti di puro volontariato, moltissimi sportivi, numerosi anche quelli culturali e di risposta ai bisogni delle persone: alcune associazioni affondano le proprie radici nella storia sanmaurese degli ultimi trent’anni, altre passano e vanno come stagioni, o si ripresentano a distanza di anni per coprire bisogni ed esigenze sempre nuove, e a riempire i buchi che quelle che sono vissute come istituzioni, la scuola, la parrocchia, il Comune, faticano a coprire per inadeguatezza di risorse. La visita dell’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia nella comunità sanmaurese sarà un’opportunità di incontro non tanto con le associazioni in sé, ma con le persone che le animano. Nella sua recente Lettera pastorale mons. Nosiglia ha fatto proprio il motto di san Giovanni Bosco, che invita ad essere in ogni aspetto della propria vita «buoni cristiani ed onesti cittadini». Adoperarsi al meglio per portare a compimento missioni tese a migliorare la società, senza scopo di lucro nella quasi totalità delle associazioni.
Per quanto riguarda la vita associativa nelle parrocchie, è in atto da qualche tempo un dibattito che interessa il futuro stesso delle parrocchie. È noto che il futuro si giocherà sul protagonismo dei laici, sulla loro capacità di assumere ruoli di responsabilità nella pastorale ordinaria delle comunità cristiane. Questa riflessione dev’essere proseguita e deve arrivare ai giovani in formazione per suscitare in essi uno stile di vita, la capacità di assumere responsabilità e di operare insieme, anche in forma associativa, quanto mai efficace per portare il messaggio del Vangelo che cambia la storia personale e il mondo in cui viviamo.
È necessaria un’evoluzione di mentalità, che parta dalle persone per metterle insieme in strutture organizzate, capaci di durare nel tempo. Negli ultimi mesi, a livello giovanile, questo dibattito e questo avvicinamento ha subito un’accelerazione. Con l’associazione di Azione Cattolica i rapporti sono operativi: per la formazione dei bambini e dei giovani, degli adulti, anziani e famiglie si utilizzano proprio i sussidi di formazione dell’Ac.
Per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro è stato avviato un piccolo progetto insieme alla Gioc (Gioventù Operaia Cristiana), partendo dai giovani delle scuole superiori ma anche da quelli che non seguono percorsi regolari.
L’associazionismo è un bene prezioso in una società dove lo Stato, ma anche la Chiesa, la famiglia, il mondo del lavoro appaiono sempre più deboli e disorientati: pensare di far tutto da soli, anziché unire le forze, anziché entrare in associazione con altri, è un’illusione, un pretesto buono a giustificare gli obiettivi mancati.
Certo, stanno cambiando le nostre condizioni di vita. I ritmi sempre più esigenti del lavoro (quando c’è) minano l’associazionismo perché riducono il tempo libero, la possibilità di dedicarlo agli altri. È un aspetto nuovo, da non trascurare. Una ragione in più per approfondire temi che toccano il cuore della vita della nostra città, delle parrocchie, dell’evangelizzazione.
Matteo DE DONÀ

Con Chiara Luce


L’oratorio di Sambuy (sacro Cuore di Gesù) è intitolato a Chiara Luce Badano. Per conoscere meglio questa giovane beata, morta nel 1990 a soli 19 anni, domenica 30 ottobre un gruppo di 33 sanmauresi ha raggiunto Acqui Terme e poi Sassello, dove Chiara visse e dove abitano tuttora i suoi genitori.
L’occasione veniva da una giornata che la città di Acqui Terme ha voluto dedicare alla novella Beata: dapprima una messa solenne in Duomo, poi l’intitolazione di una via a suo nome, la cui targa è stata scoperta dalla mamma di Chiara. Quando i sanmauresi sono entrati nel Duomo di Acqui hanno trovato l’ambiente in penombra. Poi alle 10.30, in perfetto orario, le luci si sono accese. «C’è stata un’interruzione d’energia elettrica – è stato spiegato – Chiara Luce ci ha messo alla prova, ci esorta a far brillare l’energia della fede».
La celebrazione è stata presieduta dal Vescovo di Acqui mons. Pier Giorgio Micchiardi, dal Vescovo emerito mons. Livio maritano e da sacerdoti, diaconi, tra cui il diacono di san mauro Roberto Porrati. C’era il postulatore della causa di beatificazione di Chiara Luce, tenuta a Roma il 25 settembre 2010 in un tripudio di fedeli, molti membri del movimento focolarino, che con il loro entusiasmo manifestarono la voglia di far conoscere il profilo di una ragazza mistica, capace di accogliere ogni persona come se stesse incontrando Gesù.
La giornata si è conclusa attorno alle 20. ai sanmauresi, giunti ad Acqui per conoscere la beata Badano, resta anche il ricordo di un bel momento comunitario, un’occasione sfruttata per conoscersi meglio, parlarsi con calma, lasciando da parte il ritmo frenetico della vita quotidiana.
Luisa PILONE

L’Arcivescovo a San Mauro


Solenne celebrazione di apertura sabato 7, poi appuntamenti con i gruppi e le associazioni – Confesserà i fedeli a San Benedetto e Sant’Anna
PROGRAMMA DELLA VISITA:
Sabato 7 gennaio. La Visita di mons. Nosiglia si aprirà con una messa alle 18 nella chiesa di san Benedetto. Alle 21, sempre a san Benedetto, incontro con l’Equipe di Unità pastorale e i Consigli parrocchiali. Domenica 8. Alle 9 l’Arcivescovo amministrerà le confessioni a san Benedetto, seguite da messa alle 10. Alle 11.30 messa al sacro Cuore. Lunedì 9. Alle 15.30 incontro con anziani e ammalati (san Benedetto), alle 18 con le catechiste (Teatro sant’Anna), alle 21 con giovani e giovanissimi (sacro Cuore).
Martedì 10. Alle 15 Casa di Riposo san Giuseppe. Alle 21 genitori catechismo di san Benedetto.
Mercoledì 11. Alle 18 comunità del Picchio. Alle 21 Lectio Divina a santa maria di Pulcherada. Sabato 14. Alle 11 incontro con religiosi e religiose (Villa speranza), alle 15.30 con i genitori del catechismo (sant’Anna), alle 17 con i cresimandi, alle 20 con i gruppi famiglie e gruppi di adulti (sacro Cuore). Domenica 15. Alle 9 confessioni a santa maria, seguite da messa alle 10. Alle 11.30 messa a sant’Anna. Lunedì 16. Alle 17 incontro con i ragazzi del catechismo di sant’Anna, alle 18 con i ragazzi del catechismo di san Benedetto, alle 21 con gli operatori Caritas (san Benedetto). Giovedì 19. Alle 17 incontro con i ragazzi del catechismo di santa maria, alle 18 con i ragazzi del catechismo del sacro Cuore. Alle 21 incontro con il Consiglio comunale. Venerdì 20. Alle 21 incontro con gli operatori economici e del mondo del lavoro di san mauro. Sabato 21. Alle 15 colloqui personali con i preti e il diacono.

Firmes en la fe, firmes en la fe, caminamos en Cristo, nuestro Amigo, nuestro Señor. (saldi nella fede, camminiamo con Cristo, nostro amico, nostro signore). Questo canto ha risuonato nella voce e nel cuore di milioni di giovani questa estate alla giornata mondiale della gioventù a Madrid (tra cui una trentina di san mauro Torinese). Questo canto può essere il sottofondo dell’evento di Chiesa che a gennaio 2012 ci apprestiamo a vivere: la Visita Pastorale del nostro arcivescovo mons. Cesare Nosiglia. Essere confermati nella fede dal successore degli apostoli, vescovo della Chiesa di Torino, è il dono che riceveremo dal 7 al 22 gennaio, giorni in cui mons. Nosiglia camminerà nelle nostre strade, ci incontrerà e ci testimonierà la risurrezione di Gesù.
Scrive l’arcivescovo nella lettera di indizione della sua Visita: «la Visita Pastorale è il dono ed il compito primario di un Vescovo che vuole stare con la sua gente, ascoltare il suo popolo, camminare insieme sulle vie che il signore indica». Ed è questo il clima con cui vogliamo accoglierlo noi di san mauro Torinese: con il Vescovo vogliamo camminare, confrontarci per condividere la millenaria storia della fede della nostra città e per condividere il bel cammino di collaborazione della nostra unità pastorale e pensare, discernere le vie che il signore ci indica per le nostre parrocchie, la nostra città e la nostra diocesi. L’arcivescovo incontrerà molte persone, si recherà sui luoghi del lavoro, della vita civile e religiosa della nostra città, ma soprattutto ci incoraggerà nel camminare uniti per promuovere il bene comune.
La visita del Vescovo ci aiuterà a sentirci uniti alla Chiesa diocesana, parte della Chiesa cattolica, ma soprattutto ci testimonierà concretamente la passione del Cristo per tutti gli uomini e per tutte le donne, in qualsiasi situazione morale, fisica, economica si trovino.
nel tempo del natale ci prepareremo alla Visita del Vescovo come ad un altro dono che la Chiesa ci fa. Il volantino di presentazione della Visita ci invita a vivere «la gioia di incontrarci» per poterlo accogliere con un caloroso abbraccio e dirgli «Benvenuto Padre, Vescovo ed amico».
don Ilario e don Claudio

giovedì 15 settembre 2011

Dopo la giornata di Madrid


«Ho vissuto la bellezza di essere cristiana». Così Ilaria De Donà, una dei numerosi sanmauresi che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù 2011, riassume insieme a Elisa Bordin la sua esperienza spagnola che l’ha portata a incontrare il Papa. Fin da subito, ciò che ha caratterizzato il viaggio è stato un grande e coinvolgente entusiasmo, largamente condiviso con gli altri numerosissimi partecipanti provenienti da ogni parte del mondo.
Il soggiorno in Spagna, articolato in due momenti di cui il primo nella città di Tarragona, si è svolto nell’alternanza tra il raccoglimento gioioso nella preghiera e la fatica del doversi adattare, compensata, però, dalla voglia e dalla felicità di essere lì presenti. Il gruppo sanmaurese, una volta arrivato a Madrid, si è sistemato in un centro sportivo della vicina cittadina di Majada Honda dove quasi ogni mattina i ragazzi hanno assistito alla celebrazione della Messa e a tre catechesi, volte a farli riflettere su alcuni aspetti fondanti della fede. Nel pomeriggio ogni gruppo poteva gestirsi il tempo libero come desiderava all’interno della città. In seguito all’arrivo di Papa Benedetto XVI, sono state invece organizzate dai volontari e dai responsabili delle attività, delle testimonianze e delle esibizioni, come ad esempio quelle del 20 agosto nell’aerodromo di Cuatro Vientos. L’ultima giornata vissuta a Madrid, il sabato che ha preceduto il giorno della partenza, è stata allo stesso tempo quella più profonda e quella più faticosa: oltre al fatto di dover dormire a terra, i giovani hanno dovuto ripararsi da una forte pioggia. In questo contesto, Elisa ricorda quanto «l’esortazione fatta ai giovani attraverso i grandi teleschermi istallati per l’occasione, abbia portato tutti i ragazzi presenti a recitare il Padre Nostro, producendo così un profondo ed emozionante coro multilinguistico pieno di speranza e calore». In seguito a questa esperienza ricca di fede e condivisione sia Ilaria che Elisa hanno acquisito la consapevolezza di quanto desiderano che la fede abbia un ruolo centrale nella loro vita, anche considerando il fatto che nella quotidianità, in cui si vive a contatto anche con persone non credenti, sia difficile testimoniare la fede in Dio. Tutti i componenti del gruppo, come afferma Ilaria, hanno la voglia, la speranza e la forza di «mantenere viva la grande fiamma della fede anche in contesti generalmente non religiosi». Si augurano, inoltre, di riuscire ad essere presenti alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà dal 23 al 28 luglio 2013 a Rio de Janeiro, in Brasile.
Insieme a Elisa e Ilaria hanno partecipato all’incontro di Madrid don Claudio Furnari e don Ilario Corazza, i seminaristi Alberto Nigra e Danilo Piras, suor Mariella Toselli e suor Virginia Abril Abril, Alessandro Marino, Carolina Fasano, Chiara Risso, Elisa Ottaviani, Enrico Trogolo, Fabio Amoroso, Federico Braida, Francesca Lisa, Francesco Camussi, Giulia Faggiano, Giulia Prete, Giulia Risso, Ilaria Modenese, Lorenzo Rizzi, Michela Racca, Monica Risso, Monica Zullo, Paolo Gilardi e Silvia Ottaviani.
Greta GUAZZOTTI

Patronale, animazione in piazza

Una patronale all’insegna della cultura e dei giovani, senza tralasciare la tradizione. I festeggiamenti civili di San Mauro cominciano con un incontro pubblico di illustrazione degli antichi affreschi ritrovati recentemente nella chiesa abbaziale di Santa Maria di Pulcherada, venerdì 16 settembre alle 21 presso la sala consiliare del Comune di San Mauro (ingresso dal retro). Sempre venerdì si inaugura il Padiglione delle feste in piazza Gramsci, quartier generale della Pro Loco del presidente Maurilio Rastelli (per prenotarsi alle cene tel. 011.8221592, 347.5044915 o 368.7327727); alle 21.30 nel padiglione spettacolo di cabaret a ingresso gratuito «Crociera sul Po» con Carlotta Jossetti, Stefano Brusa e Andrea Beltramo.
Si prosegue sabato 19 settembre: alle 16 partigiani in festa al Padiglione delle feste con concerto degli «Union des amis chanteurs» organizzato dall’Anpi sezione Leo Lanfranco. A partire dalle 18 presso il gazebo di piazza Europa «Concerto per Dario», commemorazione dell’indimenticato Dario Ghidini a cura dell’associazione «Amici di Dario», media partner «Giovani in rete» (www. giovaninrete.it). Alle 19.30 al Padiglione delle feste iniziano gli appuntamenti gastronomici con «Grigliate e non solo» a cura della Pro Loco; a seguire serata danzante. Domenica 18 stand informativi delle associazioni, del Comune e del gruppo «Giovani in rete» in tutto il centro storico e sul ponte vecchio con intrattenimenti musicali, workshop e la partecipazione del corpo filarmonico cittadino. Serata culinaria con la Pro Loco come da tradizione, seguita da concerto rock di gruppi giovani a ingresso gratuito, media partner «Giovani in rete» (www.giovaninrete.it). Lunedì 19 gare di bocce al parco Einaudi e serata a base di Paella (Pro Loco), poi musica revival con i «Ne fai’s band».
Martedì 20 torna la tradizionale fiera mercato a partire dalle 8 del mattino, mostra agricola alle 9 in via IV Novembre a cura dell’associazione «Il Cerchio», e ancora gare di bocce, mostra equina dalle 9 alle 12 in via del Porto. Dalle 14.30 piazza Gramsci si trasforma in parco giochi a cielo aperto per i bambini con l’animazione dell’associazione «Pan per focaccia». Alle 19,30 bollito misto (Pro Loco), alle 21 serata danzante, alle 22 il consueto spettacolo pirotecnico.
Emanuele FRANZOSO

sabato 21 maggio 2011

Estate Ragazzi, in maggio le iscrizioni

L’Unità Pastorale di San Mauro offre anche quest’anno tante possibilità ai bambini e ragazzi, per passare un’estate in allegria: campi in montagna e cinque settimane di attività negli gli oratori. I moduli di iscrizione (con fotocopia delle vaccinazioni e della tessera sanitaria) devono essere consegnati nelle le parrocchie di appartenenza: dal 2 maggio a Sant’Anna alle 16.30; dal 9 maggio al Sacro Cuore di Gesù alle 17; dal 3 maggio a Santa Maria in orario di catechismo; dal 2 maggio a San Benedetto alle 9.
Estate Ragazzi. Dal 13 al 17 giugno si terrà presso l’oratorio San Benedetto; dal 20 al 24 giugno all’oratorio Sant’Anna; dal 27 giugno all’1 luglio oratorio Sacro Cuore di Gesù; dal 4 all’8 luglio oratorio Sacro Cuore di Gesù; dal 5 al 9 settembre oratorio di Santa Maria di Pulcherada.
Campi estivi. Per i bambini di I, II e III elementare dal 13 al 18 giugno a Pialpetta. Per la IV e V elementare dal 19 al 25 giugno a Pialpetta. Sempre per la IV e V elementare dal 19 al 25 a Oulx. Per la I e II media dal 26 giugno al 3 luglio a Pialpetta. Sempre per la I e II media dal 26 giugno al 3 luglio a Oulx. Per la III media dal 3 al 10 luglio a Oulx. Per le scuole Superiori dal 10 al 17 luglio a Oulx.

lunedì 16 maggio 2011

Facebook, usare il cervello

Degli oltre 400 mila piemontesi iscritti a Facebook – il social network più diffuso del mondo – alcuni risiedono a San Mauro Torinese. Nella nostra città, come ovunque, c’è chi ama Facebook e chi lo teme, chi lo odia e chi ne abusa. Il suo successo deriva dalla semplicità dell’utilizzo e dal fatto che si indirizza a tutti e a nessuno. Non vi si trovano solo persone fisiche: ogni istituzione, squadra, associazione ha un gruppo su facebook. Non manca infatti il gruppo dell’oratorio di San Mauro, popolato dai ragazzi e dagli animatori.
Chissà però quanti ragazzi, quanti giovani si interrogano sul senso profondo di Facebook, sui suoi limiti, sul «peso» che esercita nella nostra vita, sugli accorgimenti da avere quando lo si utilizza. Facebook ci mette in piazza: racconta le nostre persone, ci spinge a condividere con gli «amici» idee, fatti privati, immagini, informazioni... Certo, le immagini pubblicate su Facebook sono belle da vedere, ma chi le pubblica pensa davvero di sviluppare relazioni di amicizia attraverso questo strumento? Il termine «amicizia», grazie a facebook, sta diventando molto inflazionato... È vero, Facebook seleziona gli «amici» con cui scambiare immagini e dati, ma siamo poi tanto sicuri della privacy? Molti utenti non modificano le impostazioni di sicurezza, cosicchè sono visibili a chiunque.
Facebook si presenta come strumento «democratico», libero perché alimentato da coloro che vi partecipano. Ma è davvero democrazia o, per citare Matvejevic, una «democratura», una dittatura mascherata da democrazia? Controlliamo o siamo controllati? Quanto vengono tenute in considerazione le nostre idee? La piattaforma di Facebook viene periodicamente modificata da coloro che l’hanno inventata e la gestiscono: ogni volta scattano critiche, si formano gruppi di protesta, ma nessuno spinge mai il proprio dissenso fino all’estremo di non utilizzare più Facebook, che non cambia, resta com’è, in mano ai suoi «proprietari». È solo un esempio.
Se siamo entrati nella comunità di Facebook – altro esempio su cui riflettere – non siamo liberi di uscirne, di cancellare il nostro nome, i nostri dati. Almeno, non possiamo farlo attraverso Facebook. Il social network disattiva su richiesta il tuo account, lo iberna temporaneamente, ti nasconde, ma dal momento in cui reinserisci la tua password e la tua mail tutto torna come prima: vuol dire che i dati restano sempre registrati da qualche parte.
Diversi metodi sono stati studiati per cancellarsi. Esistono «siti» esterni indipendenti che ti aiutano ad eliminare definitivamente l’account (anche se Facebook ha la possibilità di mantenere per i dieci mesi successivi le informazioni in archivio). C’è chi ha studiato un trucco attraverso le mail per aggirare il problema e far ripartire da zero il profilo.
Il consiglio più importante, in conclusione, è usare la testa: non confondere la bacheca di internet con un pomeriggio a casa degli amici più stretti, in cui posso lasciarmi andare e dire ciò che voglio, o come una seduta dallo psicologo... Facebook è solo un mezzo di comunicazione. E – non fa male ricordarlo – non esiste solo «face»: esistono anche i «books»!
Daniele CATALANO

venerdì 18 febbraio 2011

Prossimi appuntamenti per i Giovani

Ecco i prossimi appuntamenti dedicati ai giovani della nostra Unità pastorale.
Prosegue il corso di formazione sui Giovani invisibili: martedì 22 marzo, e giovedì 3 aprile alle 21 a San Benedetto. Ecco le altre occasioni danon perdere:

- Settimana Comunitaria SUPERIORI femminile: da domenica 20 a sabato 26 febbraio 2011
- Settimana Comunitaria SUPERIORI maschile: da domenica 27 febbraio a sabato 5 marzo 2011
- Festa in piazza per CARNEVALE: domenica 6 marzo
- Ritiro Quaresima GIOVANI >18: sabato 12 - domenica 13 marzo 2011 (in monastero)
- Settimana Comunitaria GIOVANI >18: da marzo 26 a sabato 30 aprile 2011

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? (MT 5,13)

mercoledì 10 marzo 2010

Giovani in ritiro in Val D'Aosta

Un fine settimana in monastero a 1350 metri. È l'esperienza vissuta da un gruppo di giovani delle parrocchie di San Mauro, sabato 6 e domenica 7 marzo a Saint Oyen tra Aosta e il valico del Gran San Bernardo. Amedeo, Matteo, Max, Paolo, Emanuele, Alberto, Stefano, Claudio, Giulia, Chiara, Claudia, Maria Elena, Carolina, Elisa, Irene, Generose, Stefania, Maria Teresa, Grazia, e Liliana. Hanno scelto di trascorrere due giorni intensi di preghiera, riflessione e silenzio pernottando nell'ex fortino di Chateau Verdun, dal quale è stata ricavata una casa accoglienza, e condividendo i momenti di preghiera con le monache benedettine. Le hanno viste più volte nei due giorni attraverso le grate dentro la cappellina adiacente i l monastero e hanno avuto anche la possibilità di incontrare una loro rappresentante e porle alcune domande. Trattandosi di monache di clausura, è stato un episodio insolito. Si tratta di religiose contemplative che seguono la regola di San Benedetto e il motto "Ora et labora" e non hanno quasi nessun contatto con la vita al di fuori del monastero. Conducono una vita semplice e scandita dai momenti di preghiera accompagnati dai canti gregoriani.
Quello che non manca sono le vocazioni. Ogni anno, infatti, si aggiungono sempre nuove conosrelle all'ordine delle monache benedettine. Per una quarantina di ore, il gruppo di sanmauresi ha conosciuto e sperimentato uno stile di vita molto radicale e caratterizzato dalla ricerca della piena unione con Dio.

mercoledì 24 febbraio 2010

Difficile crescere se la famiglia non c'è

Viviamo nella società delle libertà individuali: ognuno deve cercareciò che è bene per lui; ognuno deve realizzarsi come meglio crede e riesce. In casa i figli sono abituati alla contrattazione e alla negoziazione continua; i bambini sono spinti ad avere gusti e desideri autonomi (per esempio atavola, nel vestire e negli acquisti). Le virtù familiari non sono più,quindi, l’obbedienza, la docilità, la subordinazione. Emergono altri valori come il rispetto, la reciproca stima e considerazione, il dialogo e, soprattutto, lo scambio affettivo.

Nessun genitore, d’altra parte, desidererebbe oggi essere obbedito per timore. Si attende di essere obbedito per amore. L’«obbedienza per amore» è uno strano paradosso, se applicato allefaccende umane: non per nulla, la frase per lo più è riferita al rapportodel credente con «le cosedi Dio». Oggi, comunque, nonprevale l’obbedienza per amorequanto piuttosto la fi ne dell’obbedienza. L’affetto genitoriale, così come oggi è vissuto, non sembraessere in grado di convincere circa l’obbedienza. I figli, bambini o adolescenti, non possono essere considerati personegià autonome. In realtà, finché rimangono in casa, non sono né indipendenti né pienamente autonomi.L’educazione è indispensabile per la loro maturazione personale,per sostenere il processodella costruzione della loro fragile identità.

Oggi, poi, si aggiunge una condizione nuova, diversa dal passato: lasocietà delle libertà, la possibilità di fare tante cose e di sognare unavita piena di opportunità, comportauno stress e produce una fatica del vivere sconosciuta alle generazioni precedenti. Le nuove generazioni appaiono, così, spesso,svogliate, demotivate, particolarmente restie all’obbedienza. Per attuare in pratica ciò che pure, in astratto, si considera buono egiusto non basta saperlo, ci vuole anche la «buona volontà». Nonsono, quindi, sufficienti le raccomandazioni,i consigli, le spiegazioni.Neppure il dialogo puòessere suffi ciente.

Eppure la base umana della libertà è proprio la capacità di volere.Questa non può essere «appresa»né, meno ancora, data per scontata.Essa è in parte il frutto di autodeterminazionee, in parte, è ilrisultato del riconoscimento cheviene dei legami umani riusciti:una buona vita familiare, esperienzecostruttive a scuola, (in parrocchia)e con gli amici, stili di vitaadeguati. Qui si pone il contributoessenziale della vita familiare e deirapporti umani determinanti. Lepersone sono quelle che sono grazieal valore delle persone incontrate:i genitori che hanno e hannoavuto, gli amici, i testimoni…Nelle relazioni vitali familiari,soprattutto, sono poste le basi di ogni ulteriore conquista; si crea ilterreno in cui la volontà immerge le sue radici, si fondano le misteriosecondizioni della volontàlibera. Per questo si educa anche e soprattutto amando e non soloinsegnando e, per questo, l’amore non può solo essere affetto (codice materno) è anche regole di vita (codice paterno). L’essere madri ed essere padri non sono più, oggi, ruoli rigidamentelegati al genere, ma spazi educativiche presuppongono un’intesa familiare da costruire e sosteneresenza sosta. Un buon rapportofamigliare, capace di comporre in armonia l’uguaglianza delle personee la diversità dei ruoli, diventail più impegnativo investimento di creatività, d’intelligenza e disensibilità degli adulti di oggi.Le Scuole dei genitori sono laboratoriin cui nascono e si sperimentanonuovi modelli di genitorialità,nuove reciprocità tra isessi e le generazioni. In rispostaalla società degli «individui», senzalegami e senza appartenenze, igenitori organizzati rivendicanoun ruolo attivo e consapevolenell’educazione dei figli.

La formazione dei genitori è ancheuna «fabbrica delle idee» dovesi studiano e si comprendono imutamenti in atto nella società.L’individualismo lancia una sfi dache sembra avere tutte le premesseper risultare vincente: scioglieretutti i legami, illudere i singolicirca la loro libertà individuale,fermare il tempo al presente per aumentarne il godimento, interromperela catena vitale tra legenerazioni perché chi può (gli adulti) accumuli tutti i vantaggia discapito di chi non può (i bambini) o ancora non è. Il risultato è duplice: la distruzione della speranza e un cumulo enorme di sofferenza affettiva nella forma della solitudine. Nonostante la cultura dominante si sforzi di dimostrareil contrario, il caratteregenerativo della famiglia non puòessere adombrato. Dunque: «Hobisogno della famiglia per diventare libero».

don Domenico CRAVERO