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martedì 6 dicembre 2011

Politica locale - Quale formazione?


Quali messaggi la comunità politica sanmaurese e le sue formazioni (non solo quelle presentatesi alle elezioni) potrebbero trarre dalla Visita pastorale di mons. Nosiglia? Uno è senz’altro legato ai giovani, cui l’Arcivescovo sta dedicando iniziative significative per dimostrare che si può contare su di loro. Posso portare due esempi di come a livello diocesano la Chiesa torinese stia cercando di dare risposte (e formazione) su argomenti appartenenti alla sfera politica. Si tratta di due esempi strettamente interconnessi: il Consiglio Diocesano dei Giovani e la Scuola Diocesana di Impegno Sociale e Politico.
Il Consiglio Diocesano dei Giovani è un tavolo di discussione, istituito da mons. Nosiglia, che ha raccolto una ventina di giovani provenienti da tutta la diocesi per chiedere loro consiglio su alcuni temi di attualità ed avere «antenne» sulle priorità sociali, anche verso i giovani, che la Chiesa, e nello specifico quella torinese, dovrebbe ascoltare. Nelle riunioni bimensili che si sono susseguite dallo scorso mese
di gennaio i temi più caldi sono stati formazione, lavoro, politica. Il tema della formazione, connesso a quello dell’educazione cristiana e della catechesi, era già nelle priorità del Vescovo, che ha inserito la questione educativa nel piano pastorale torinese. Il tema del lavoro ha portato alla formazione di «focus group» sul territorio e tavoli di discussione che hanno coinvolto realtà diverse sul territorio torinese e che hanno portato, in occasione della Notte dei Santi, ad un convegno cui hanno partecipato anche sindacati e uomini provenienti dalla scuola e dal volontariato. Per quanto riguarda la politica, ed è qui che il discorso si lega al precedente, è stata stimolata la nascita di una Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e politico. Appena partita, la Scuola di politica ha già un gran numero di iscritti, molti provenienti da alcune esperienze di politica nei Comuni e nelle Circoscrizioni, molti altri mossi dalla curiosità verso un tema che riguarda da vicino la propria vita da cittadini cristiani. Intervistando alcuni giovani che hanno partecipato al primo incontro della Scuola di Politica emerge il desiderio di confrontarsi in prima persona sul delicato rapporto fra impegno politico e vita cristiana. Si ha la sensazione che molti politici si dichiarino ispirati da valori cristiani per fini meramente elettorali, mentre altri agiscono più a titolo personale o per slogan, che in base a una vera conoscenza della Dottrina sociale della Chiesa. Gli argomenti affrontati dalla Scuola di politica e impegno sociale sono molti, a cadenza mensile. Sono organizzati con metodo molto efficace, «a corso» e non «a conferenze»; un metodo che permette di approfondire i temi con l’aiuto di tutor dedicati. Le iscrizioni sono ancora aperte, maggiori informazioni si trovano sul sito internet della diocesi di Torino.
M.D.D.

giovedì 15 settembre 2011

Sospeso il piano edilizio


La sospensione dei piani urbanistici che prevedono nuovi complessi residenziali a San Mauro. L’emergenza economica e occupazionale, ma anche l’impegno per sviluppare la rete di trasporti, le risorse culturali. Sono i temi che il nuovo sindaco Ugo Dallolio, a capo di una Giunta di centrosinistra, discute con «Testata d’angolo» a pochi mesi dalla sua elezione. È tradizione del nostro giornale verificare periodicamente l’attività dell’amministrazione comunale: un modo per facilitare la lettura dei fatti ai cittadini e per favorire la partecipazione politica, soprattutto quella dei giovani.
Etica e politica. Signor Sindaco, avete inaugurato il vostro mandato aumentando la retribuzione economica del primo cittadino...
La retribuzione percepita dal sindaco non è aumentata neanche di un euro. Il mio predecessore percepiva 1.395 euro mensili, tanti quanti ne percepisco io. L’apparente aumento è dovuto al fatto che il mio predecessore era un
lavoratore autonomo, mentre io sono un lavoratore dipendente e per il particolare meccanismo previsto dalla legge il lavoratore dipendente percepisce la metà dell’indennità rispetto al lavoratore autonomo. Se si fossero lasciati gli stessi parametri avrei percepito la metà del mio predecessore. Tengo anche a sottolineare che l’amministrazione comunale nel suo complesso costa alla Città meno di 7 mila euro mensili.
La vostra Giunta muove i primi passi, ma c’è già qualcuno che vi accusa di assenteismo. Vi sembra di dedicare tempo sufficiente al governo della Città?
Dedico alle incombenze del Comune una quarantina di ore alla settimana distribuite tra le prime ore del mattino e il secondo pomeriggio, dopo le 17. Nel resto della giornata devo osservare i miei doveri di lavoratore dipendente, come gli altri assessori . Siamo stati eletti proprio perché condividiamo la situazione di molti. Gli assessori che sono impegnati nelle questioni sociali hanno una presenza giornaliera: mi riferisco ad Arborea che ha la delega al Sociale, Gilardi nel settore del Commercio e Reymondet nella Cultura. Altrettanto fa il vicesindaco Lucrezia Colurcio che ha la delega al Territorio e all’Urbanistica. Borgogno non ha presenza giornaliera, perché di mestiere fa il capo gabinetto del Sindaco di Torino Piero Fassino, ma non ha incarichi che lo pongano a contatto del pubblico. Posso dire che Borgogno rappresenta un recupero importante per la nostra città, non solo perché è un sanmaurese e abita a San Mauro, ma perché, data la sua professione, può garantirci un respiro territoriale diverso.
Quali problemi ha trovato insediandosi in Municipio?
Ho conosciuto una realtà con molti problemi di tipo geologico e territoriale. L’80% delle persone che mi cercano hanno di questi problemi. È il risultato di 20/25 anni caratterizzati da un certo tipo di gestione della città, che dovrà essere ripensato.
Poi pesano molto gli sfratti e la mancanza di lavoro. La crisi a San Mauro è pesante. Mi sono attivato con il Cisa (il consorzio intercomunale) e con l’Atc: dovremmo ottenere la disponibilità di alcuni alloggi per i nuclei bisognosi. Per quanto riguarda il lavoro abbiamo ottenuto dalla Fondazione San Paolo 45 mila euro che ci consentiranno di attivare 380 ore di lavori socialmente utili per 11 disoccupati. È poco, ma il Comune non ha la possibilità di creare direttamente lavoro. Possiamo però cercare di creare le condizioni per attirare attività lavorative. A settembre si aprirà un tavolo con la Provincia, i comuni di Torino e di Settimo (in attesa che entri nella partita anche la Regione) per valutare soluzioni per l’area di Pescarito, che logisticamente è ben collocata. Il problema è cosa fare per attrarre industria e commercio in una situazione di crisi economica. Con i comuni del nord est (Settimo, Borgaro, Caselle, Volpiano, San Benigno) che coinvolgono 120 mila abitanti si cercheranno azioni coordinate per il commercio e altre manifestazioni di tipo economico, oltre che sinergie di servizi.
La vostra campagna elettorale ha puntato molto sulla riorganizzazione del territorio e su una politica che guardi più alla riqualificazione che alla costruzione di nuovi insediamenti abitativi. Quali saranno le azioni che conseguiranno?
Da settembre si comincerà ad organizzare tavoli di lavoro con i cittadini per riorganizzare il territorio e il futuro di San Mauro dandoci una prospettiva di 15 anni. Nel frattempo saranno sospese le varianti urbanistiche 11 e 14 (che prospettavano la costruzione di nuove unità abitative nella zona pedecollinare e nell’Otre Po, ndr.).
Non le sembra un po’ generico parlare di tavoli di lavoro? Chi concretamente dovrebbe farne parte?
Niente di demagogico. Ho in mente certamente tecnici con designazione politica, appartenenti a tutte le aree politiche, ma anche opinion leader. Per gli opinion leader occorre individuare criteri di scelta: possono essere rappresentanti delle borgate, leader di movimenti spontanei, rappresentanti veri della società civile. E occorre rivalutare la collina da un punto di vista paesaggistico e turistico. Il territorio va difeso, ma coinvolgendo anche i privati. Non prevediamo costruzioni nuove, ma occorre realisticamente ragionare sull’esistente. Bisognerà poi intervenire sui trasporti avendo occhio soprattutto alle esigenze di anziani e studenti. Si tratta di rendere funzionale la linea 3 sull’asse Settimo/San Mauro e di ridiscutere il percorso del 57, che dovrebbe servire meglio la zona, ma essendo doppio non può circolare in tutte le strade. È un problema da risolvere.
Pensa che il Comune di San Mauro, pur con le ristrettezze di bilancio, debba continuare a investire nel recupero di Santa Maria di Pulcherada?
Sono convinto che le risorse vadano trovate. Il lavoro va ultimato. L’affresco del Cristo pantocratore che è venuto alla luce con le prime opere di recupero è di grande valore artistico e storico, forse la testimonianza più significativa nel panorama medievale piemontese. Può diventare una importante attrattiva turistica e avere anche ricadute economiche per la città. Sarebbe interessante creare un circuito con l’Abbazia di Novalesa. Senza scordare che San Mauro ospita gli uffici della Burgo che sono stati progettati dal grande architetto brasiliano Niemaier, che è tra i progettisti della capitale Brasilia. La Burgo potrebbe dare la propria disponibilità per alcune visite guidate.
Roberto PORRATI