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lunedì 12 marzo 2012

Costruire meno


-Sospese le vecchie «varianti» al Piano Regolatore, progetti sotto la lente della Regione Piemonte
Entro fine marzo – dopo alcuni mesi di cassa integrazione nell’impresa edile rosso – riprenderà la costruzione di tre nuovi condomini da 60 appartamenti in via Torino 38, area del Castelletto sul Po. È una buona notizia sul fronte dell’occupazione, ma anche un’occasione per ragionare sui piani edilizi a San Mauro Torinese. Da tempo con il sindaco Ugo Dallolio sono state sospese alcune discusse varianti al Piano Regolatore. Nelle prossime settimane si potrà tirare le fila delle consultazioni effettuate nei mesi invernali attraverso appositi «focus group». I piani urbanistici del comune di san mauro sono anche al vaglio di due commissioni in Consiglio regionale. Il futuro di San Mauro – nuove case, trasformazioni urbanistiche – si deciderà entro il prossimo mese di giugno anche attraverso «focus group», inchieste e indagini. Alcune discusse varianti al Piano regolatore sono state provvisoriamente congelate sotto il nuovo sindaco Ugo Dallolio, mentre i piani di trasformazione urbanistica, soprattutto in collina, sono finiti sotto la lente d’ingrandimento della Regione Piemonte.
Due commissioni.
Il 12 dicembre 2011 il Consiglio regionale ha istituito due Commissioni speciali: una d’inchiesta sull’urbanistica e una d’indagine sugli appalti relativi a dieci comuni scelti a campione, fra i quali rientra San Mauro. La prima commissione è presieduta da Andrea Buquicchio (Idv), il promotore, e ha come vicepresidenti Daniele Cantore (Pdl) e Gianna Pentenero (Pd). La seconda è guidata da Alberto Goffi (Udc), vicepresidenti Stefano Lepri (Pd) e Roberto De Magistris (Lega Nord). I lavori delle commissioni dureranno sei mesi, salvo proroghe, e passeranno al setaccio gli atti dell’urbanistica e gli appalti dal 1° gennaio 2008 a oggi relativi ai Comuni di Moncalieri, Nichelino, Chivasso, Rivarolo Canavese, Orbassano, Cuorgnè, Leinì, Ivrea, Ciriè e San Mauro.
Per conoscere i risultati di tutto l’iter si dovrà attendere l’estate. La Commissione è stata convocata per riferirne il 12 giugno 2012.
Focus group.
Per discutere sul futuro di San Mauro sono stati avviati il 31 ottobre 2011 appositi «focus group». Sono momenti di confronto tecnico sulle strategie urbanistiche tracciate dal Documento di programmazione urbanistica (Dpu), dal Protocollo d’intesa sul quadrante Nord-Est e dal Patto dei sindaci. Il primo dei tre incontri già svoltisi risale a novembre. Vengono riuniti rappresentanti di tutte le forze politiche di minoranza (Pdl, Udc, Lista Civica e Movimento 5 Stelle), il Comitato cittadino «No Variante 11», le quattro associazioni di commercianti della città (Fuori Centro, Sant’Anna-Pescatori Le due Burgà, San Mauro Oltre Po e San Mauro Centro), due associazioni degli agricoltori (Unione agricoltori Provincia di Torino e Confederazione italiana agricoltori), il Consorzio Pescarito e quindi la Commissione Edilizia e quella per il paesaggio del Comune. I lavori del focus group termineranno a fine marzo. «L’obiettivo – spiega il sindaco Dallolio – è ragionare sul nostro futuro in una prospettiva nuova, diversa, che non si limiti alla costruzione di case». Seguirà poi una comunicazione pubblica dei risultati, in attesa della quale il primo cittadino fa il punto sugli attuali scenari dello sviluppo urbanistico a San Mauro.
«Per prima cosa – spiega Dallolio – va detto che i piani di trasformazione di via Asti e via Musinet sono momentaneamente congelati. L’unico capitolo attualmente in via di sviluppo riguarda via Valle Quiete dove stiamo valutando una soluzione concordata fra Comune e Comitato dei residenti. Per il resto alienazioni non ce ne sono e non soltanto per volontà politica ma perché è richiesto dalla Corte dei Conti».
«Partendo dal dato dei 19.300 abitanti attuali, San Mauro, sostanzialmente, può crescere ancora un po’ ma congruentemente con la sua conformazione morfologica. Non dimentichiamo che si tratta di una città divisa dal fiume, con tutte le conseguenze del caso nei trasporti e nelle comunicazioni; di questo aspetto si deve tenere conto».
Priorità, quindi, alla riqualificazione delle abitazioni e degli edifici esistenti – come il progetto della Posta nell’area ex Desalles&Borzino – nella tutela delle aree ancora non edificate. Su questo tema, nelle ultime settimane, molte famiglie del Comitato No Varianti hanno ribadito la loro preoccupazione per le recenti frane collinari.
Per lo sviluppo.
«Tra le priorità c’è sempre la valorizzazione del complesso monumentale di Pulcherada e di tutte le altre occasioni di promozione turistica – conclude il sindaco, nell’anno del centenario del ponte Vecchio di San Mauro – A Pescarito, ad esempio, valorizzeremo l’edificio della Burgo progettato dall’architetto Oscar Niemeyer, azienda con la quale abbiamo inoltre avviato un dialogo finalizzato a salvaguardare le richieste dei lavoratori come è stato fatto con la Icap Sira dove abbiamo salvato una ventina di posti di lavoro. Valorizzare Pescarito faciliterà nel tempo la volontà di portare servizi: nuove attività industriali, poli di ricerca, snodi veicolari e anche la metropolitana».
«Infine prosegue la collaborazione tra i comuni del quadrante Nord Est. Dal 15 marzo il servizio dei vigili urbani avrà un’unica gestione amministrativa; i vigili rimangono regolarmente sul nostro territorio, con vantaggi nuovi sul piano della sinergia: in casi di manifestazioni importanti o di emergenza, ad esempio, potranno collaborare molte più unità (dal 15 marzo il comando di Polizia Locale Unione Nord Est Torino risponderà 24 ore su 24 ad un unico numero telefonico: 011.8165000, informazioni su: unionenet.it ndr) e arriveremo ad una copertura notturna globale grazie ad una ripartizione di zone e orari concordata con i sindacati».
Emanuele FRANZOSO

giovedì 15 settembre 2011

Sospeso il piano edilizio


La sospensione dei piani urbanistici che prevedono nuovi complessi residenziali a San Mauro. L’emergenza economica e occupazionale, ma anche l’impegno per sviluppare la rete di trasporti, le risorse culturali. Sono i temi che il nuovo sindaco Ugo Dallolio, a capo di una Giunta di centrosinistra, discute con «Testata d’angolo» a pochi mesi dalla sua elezione. È tradizione del nostro giornale verificare periodicamente l’attività dell’amministrazione comunale: un modo per facilitare la lettura dei fatti ai cittadini e per favorire la partecipazione politica, soprattutto quella dei giovani.
Etica e politica. Signor Sindaco, avete inaugurato il vostro mandato aumentando la retribuzione economica del primo cittadino...
La retribuzione percepita dal sindaco non è aumentata neanche di un euro. Il mio predecessore percepiva 1.395 euro mensili, tanti quanti ne percepisco io. L’apparente aumento è dovuto al fatto che il mio predecessore era un
lavoratore autonomo, mentre io sono un lavoratore dipendente e per il particolare meccanismo previsto dalla legge il lavoratore dipendente percepisce la metà dell’indennità rispetto al lavoratore autonomo. Se si fossero lasciati gli stessi parametri avrei percepito la metà del mio predecessore. Tengo anche a sottolineare che l’amministrazione comunale nel suo complesso costa alla Città meno di 7 mila euro mensili.
La vostra Giunta muove i primi passi, ma c’è già qualcuno che vi accusa di assenteismo. Vi sembra di dedicare tempo sufficiente al governo della Città?
Dedico alle incombenze del Comune una quarantina di ore alla settimana distribuite tra le prime ore del mattino e il secondo pomeriggio, dopo le 17. Nel resto della giornata devo osservare i miei doveri di lavoratore dipendente, come gli altri assessori . Siamo stati eletti proprio perché condividiamo la situazione di molti. Gli assessori che sono impegnati nelle questioni sociali hanno una presenza giornaliera: mi riferisco ad Arborea che ha la delega al Sociale, Gilardi nel settore del Commercio e Reymondet nella Cultura. Altrettanto fa il vicesindaco Lucrezia Colurcio che ha la delega al Territorio e all’Urbanistica. Borgogno non ha presenza giornaliera, perché di mestiere fa il capo gabinetto del Sindaco di Torino Piero Fassino, ma non ha incarichi che lo pongano a contatto del pubblico. Posso dire che Borgogno rappresenta un recupero importante per la nostra città, non solo perché è un sanmaurese e abita a San Mauro, ma perché, data la sua professione, può garantirci un respiro territoriale diverso.
Quali problemi ha trovato insediandosi in Municipio?
Ho conosciuto una realtà con molti problemi di tipo geologico e territoriale. L’80% delle persone che mi cercano hanno di questi problemi. È il risultato di 20/25 anni caratterizzati da un certo tipo di gestione della città, che dovrà essere ripensato.
Poi pesano molto gli sfratti e la mancanza di lavoro. La crisi a San Mauro è pesante. Mi sono attivato con il Cisa (il consorzio intercomunale) e con l’Atc: dovremmo ottenere la disponibilità di alcuni alloggi per i nuclei bisognosi. Per quanto riguarda il lavoro abbiamo ottenuto dalla Fondazione San Paolo 45 mila euro che ci consentiranno di attivare 380 ore di lavori socialmente utili per 11 disoccupati. È poco, ma il Comune non ha la possibilità di creare direttamente lavoro. Possiamo però cercare di creare le condizioni per attirare attività lavorative. A settembre si aprirà un tavolo con la Provincia, i comuni di Torino e di Settimo (in attesa che entri nella partita anche la Regione) per valutare soluzioni per l’area di Pescarito, che logisticamente è ben collocata. Il problema è cosa fare per attrarre industria e commercio in una situazione di crisi economica. Con i comuni del nord est (Settimo, Borgaro, Caselle, Volpiano, San Benigno) che coinvolgono 120 mila abitanti si cercheranno azioni coordinate per il commercio e altre manifestazioni di tipo economico, oltre che sinergie di servizi.
La vostra campagna elettorale ha puntato molto sulla riorganizzazione del territorio e su una politica che guardi più alla riqualificazione che alla costruzione di nuovi insediamenti abitativi. Quali saranno le azioni che conseguiranno?
Da settembre si comincerà ad organizzare tavoli di lavoro con i cittadini per riorganizzare il territorio e il futuro di San Mauro dandoci una prospettiva di 15 anni. Nel frattempo saranno sospese le varianti urbanistiche 11 e 14 (che prospettavano la costruzione di nuove unità abitative nella zona pedecollinare e nell’Otre Po, ndr.).
Non le sembra un po’ generico parlare di tavoli di lavoro? Chi concretamente dovrebbe farne parte?
Niente di demagogico. Ho in mente certamente tecnici con designazione politica, appartenenti a tutte le aree politiche, ma anche opinion leader. Per gli opinion leader occorre individuare criteri di scelta: possono essere rappresentanti delle borgate, leader di movimenti spontanei, rappresentanti veri della società civile. E occorre rivalutare la collina da un punto di vista paesaggistico e turistico. Il territorio va difeso, ma coinvolgendo anche i privati. Non prevediamo costruzioni nuove, ma occorre realisticamente ragionare sull’esistente. Bisognerà poi intervenire sui trasporti avendo occhio soprattutto alle esigenze di anziani e studenti. Si tratta di rendere funzionale la linea 3 sull’asse Settimo/San Mauro e di ridiscutere il percorso del 57, che dovrebbe servire meglio la zona, ma essendo doppio non può circolare in tutte le strade. È un problema da risolvere.
Pensa che il Comune di San Mauro, pur con le ristrettezze di bilancio, debba continuare a investire nel recupero di Santa Maria di Pulcherada?
Sono convinto che le risorse vadano trovate. Il lavoro va ultimato. L’affresco del Cristo pantocratore che è venuto alla luce con le prime opere di recupero è di grande valore artistico e storico, forse la testimonianza più significativa nel panorama medievale piemontese. Può diventare una importante attrattiva turistica e avere anche ricadute economiche per la città. Sarebbe interessante creare un circuito con l’Abbazia di Novalesa. Senza scordare che San Mauro ospita gli uffici della Burgo che sono stati progettati dal grande architetto brasiliano Niemaier, che è tra i progettisti della capitale Brasilia. La Burgo potrebbe dare la propria disponibilità per alcune visite guidate.
Roberto PORRATI