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giovedì 20 dicembre 2012

Presepe è San Mauro

Anche quest’anno il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, nella suggestiva cornice del centro storico di San Mauro, che con le sue piccole e strette vie custodisce la millenaria abbazia, potremo assistere all’atmosfera del Presepe vivente. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Orsarese (famiglie originarie di Orsara di Puglia), patrocinata dalla Città di San Mauro Torinese, con la collaborazione delle quattro parrocchie della città, delle associazioni culturali «San Mauro Domani» e dei «Giovaninrete» e dei commercianti, è giunta alla sua terza edizione e si prepara a battere il record dello scorso anno, nel quale vennero censiti quasi 3 mila visitatori; il tutto sotto la premurosa vigilanza dei volontari della sezione sanmaurese della Protezione Civile.
Il presepe cresce anno dopo anno, mantenendo la sua particolarità di non voler essere ambientato nella Betlemme dell’anno 0 ma di essere popolare: alle scene tradizionali del Natale raccontate nei Vangeli si accostano le scene degli antichi mestieri, della vita contadina, nel tentativo di ricreare le sensazioni che si provavano qualche secolo fa in un semplice paesino di campagna come San Mauro o come Orsara, piccolo centro del foggiano dal quale provengono molte famiglie sanmauresi.
Al termine del percorso del presepe, caratterizzato quest’anno da un totale di trenta scene (sette nuovissime con alcuni mestieri ormai scomparsi) sarà possibile assistere a visite guidate nella chiesa parrocchiale di Pulcherada: in particolare verrà illustrato il ciclo pittorico del 1100 d.C. recentemente rinvenuto e restaurato. L’apertura del presepe è prevista intorno alle 17.30 con la suggestiva musica degli zampognari e continuerà fino alle 22. Alle 21 verrà posto nella mangiatoia il Bambino Gesù, interpretato da un piccolissimo sanmaurese; avrà quindi inizio il Concerto delle quattro corali parrocchiali, cui farà seguito l’arrivo dei Re Magi. In caso di cattivo tempo la manifestazione verrà rinviata al 6 gennaio con gli stessi orari. Tutte le offerte raccolte verranno devolute in beneficenza alla parrocchia. Un caloroso grazie a tutti coloro che per mesi lavorano gratuitamente alla realizzazione dell’evento. Partecipate numerosi!

Claudio CERICOLA

articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" del 25 XI 2012

lunedì 12 marzo 2012

San Mauro scopre e torna ad apprezzare il proprio patrimonio culturale











-Un anno fa il ritrovamento dell’affresco di Pulcherada
Non tutti sanno che nel 1850 San Mauro fu scelta dal re Vittorio Emanuele II per una grande esercitazione militare. Il sovrano sorvegliava le operazioni dalla torre del Castello di Sambuy storico monumento insieme al millenario complesso di Pulcherada. Dopo il ritrovamento, nell’abside di Santa Maria di Pulcherada, dell’affresco di Cristo Pantocrator, attribuito al XII secolo, si è recentemente aperto a San Mauro un interessante dibattito sulla valorizzazione del territorio non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche architettonico e culturale. In tale ambito è importante prendere in considerazione il castello di Sambuy, abitato dai conti Balbo Bertone da più di 500 anni. È considerato una fra le dimore di maggior interesse storico artistico nell’area torinese. Della sua lunga storia vogliamo trasmettere ai lettori i momenti più salienti.
Il territorio al confine con Castiglione, originariamente appartenuto all’abbazia di San Mauro, fu anticamente conteso dai marchesi del Monferrato e dai Savoia del ramo degli Acaya. Intorno all’anno Mille era sotto la giurisdizione del marchese del Monferrato ma successivamente, in seguito alla politica espansionistica degli Acaya, i confini si spostarono presso Castiglione, nella zona ancor oggi detta «Pedaggio».
Il feudo venne ad assumere una notevole importanza strategica. Per le continue guerre tra i marchesi del Monferrato e i Savoia fu conteso fino al 1430, data molto importante nella storia del feudo. Verso il 1300 il nobile Nicolino da Rivalta divenne primo feudatario di Sambuy, avendolo ricevuto dall’abbazia di San Mauro con piena giurisdizione. Con atto ufficiale del 4 ottobre 1430 Balbo Bertone acquisì il feudo che i suoi eredi hanno mantenuto fino ai nostri giorni. Una copia autenticata di tale atto, conservata presso l’Archivio di Stato di Torino, fu redatta nel 1772 ed il parroco di San Mauro, monsignor Davide Corino, al quale è anche stata intitolata una via in San Mauro centro, ne fece una traduzione dal latino. Sempre nel 1772 la signoria di Sambuy fu eretta a contea dal re di Sardegna Carlo Emanuele III e da allora i membri della nobile famiglia assunsero il titolo di «Conti di Sambuy». L’ultima investitura data dall’abate risale al 1782, dopo di che nel 1803 l’abbazia fu soppressa, così come i diritti feudali: i proprietari dei terreni o case da quel momento non dovettero più pagare annualmente il conte feudatario, che conservò il diritto di pesca sul Po (allora si poteva pescare), i pascoli sul gerbido e la presa d’acqua per il mulino già esistente. Dall’infeudazione avvenuta nel 1430 fino alla rivoluzione francese, coloro che lavoravano in queste terre non pagarono tributi all’abbazia: possiamo affermare che il territorio su cui oggi si estende la frazione di Sambuy ebbe una sua storia autonoma rispetto alle altre zone di San Mauro. Venendo ad epoche storiche più recenti ed immaginandoci turisti di questi luoghi vediamo nell’Ottocento un castello fiancheggiato dalle abitazioni che formavano l’antico borgo. Dopo il 1820 il conte Camillo Balbo Bertone acquistò progressivamente tutte le case formanti il borgo. Una gran parte di esse furono abbattute al fine di realizzare l’attuale parco, la scuderia e l’orangerie. Le abitazioni vennero trasferite lungo la strada nazionale. Il conte Camillo fece restaurare la cappella, risalente probabilmente al XIV secolo e dedicata all’Immacolata Concezione, inoltre fece costruire il muro di cinta lungo la strada nazionale, la cancellata in ferro, fece coprire il cortile interno al castello, che divenne una sala da biliardo, e fece edificare un nuovo porticato. L’architetto Pelagio Pelagi, una delle figure più significative del 1800, progettò e realizzò la limonaia, il cancello grande, la fascia esterna della cascina, decidendo di lasciare dal borgo la piccola torre e decorandola con elementi neoclassici Un avvenimento molto importante, da ricordare, risale all’ottobre del 1850, quando i terreni che circondavano il castello furono scelti dal re Vittorio Emanuele II per la simulazione di una manovra di guerra. Il Re rimase ad osservare le manovre militari dalla torre e fu in quella occasione che venne caldeggiata la nomina di Camillo Benso conte di Cavour. Altra figura ottocentesca di notevole rilevanza storica è il conte Ernesto Balbo Bertone, soprintendente ai lavori pubblici di Torino, poi assessore ai lavori pubblici, in seguito sindaco di Torino e nel 1883 senatore del Regno. Progettò il parco del Valentino, i giardini Margherita di Bologna, ed è a lui che si deve la struttura attualmente visibile del parco di Sambuy, Oggi possiamo ammirare imponenti platani, maestosi tigli, scultorei faggi, rose antiche e rarità botaniche come per esempio il Pinus pungeana, proveniente dal giardino imperiale di Pechino. La famiglia Balbo Bertone merita un plauso per la cura nel mantenere il parco secondo la struttura originaria, e per la cura degli esemplari esistenti. Si osservano nel parco numerose scritte risalenti a periodi storici differenti. Una di queste, in lingua francese, afferma: «Pianta un albero e se non conoscerai chi potrà godere della sua ombra, pensa che i tuoi antenati l’hanno piantato per te senza conoscerti».
Luisa PILONE

Quaresima e Pasqua, tutte le celebrazioni

Appuntamenti per tutta San Mauro
• Tutti i venerdì alle 7 Lodi a san Benedetto, alle 18.30 Vespri a san Rocco. • Cena del digiuno venerdì 30 marzo alle 19.30 e celebrazione penitenziale alle 21 a san Benedetto. • Via Crucis venerdì 6 aprile alle 21 sul territorio del Sacro Cuore di Gesù.
S. Cuore Gesù
Venerdì 30 marzo alle 17 Via Crucis per i bambini. Giovedì 5 aprile alle 21 Cena Domini seguita
da adorazione fino alle 24. Venerdì 6 alle 18 Celebrazione della Parola. Domenica di Pasqua 8 aprile messe secondo l’orario festivo. Lunedì dell’Angelo 9 aprile alle 8.30 messa.
S. Benedetto
Giovedì 5 aprile alle 18.30 Cena Domini e benedizione dei bambini della Prima Comunione, seguita da adorazione fino alle 24. Venerdì 6 alle 7 Lodi, alle 15 Via Crucis per i bambini, alle 18 Celebrazione della Parola.
sabato 7 alle 21 Veglia Pasquale. Domenica di Pasqua 8 aprile Messe secondo l’orario festivo. Lunedì dell’Angelo 9 aprile alle 10 messa.
S. Anna
Tutte le domeniche dalle 9.45 alle 11.15 adorazione eucaristica. Lunedì 2 aprile alle 17 Via Crucis per i bambini. Giovedì
5 alle 21 Cena Domini, seguita da adorazione fino alle 24. Venerdì 6 alle 18 Celebrazione della Parola. Domenica di Pasqua 8 aprile messe secondo l’orario festivo. Lunedì dell’Angelo 9 aprile alle 8.30 messa.
S. Maria Pulcherada
Tutti i venerdì alle 17.15 Via Crucis a San Rocco. Giovedì 5 aprile alle 18.30 Cena Domini, seguita da adorazione fino alle 24. Venerdì 6 alle 9 Lodi, alle 15 Via Crucis per i bambini, alle 18 Celebrazione
della Parola. Sabato 7 alle 9 Lodi, alle 21 Veglia Pasquale. Domenica di Pasqua 8 aprile Messe secondo l’orario festivo. Lunedì dell’Angelo 9 aprile

martedì 6 dicembre 2011

L’Arcivescovo a San Mauro


Solenne celebrazione di apertura sabato 7, poi appuntamenti con i gruppi e le associazioni – Confesserà i fedeli a San Benedetto e Sant’Anna
PROGRAMMA DELLA VISITA:
Sabato 7 gennaio. La Visita di mons. Nosiglia si aprirà con una messa alle 18 nella chiesa di san Benedetto. Alle 21, sempre a san Benedetto, incontro con l’Equipe di Unità pastorale e i Consigli parrocchiali. Domenica 8. Alle 9 l’Arcivescovo amministrerà le confessioni a san Benedetto, seguite da messa alle 10. Alle 11.30 messa al sacro Cuore. Lunedì 9. Alle 15.30 incontro con anziani e ammalati (san Benedetto), alle 18 con le catechiste (Teatro sant’Anna), alle 21 con giovani e giovanissimi (sacro Cuore).
Martedì 10. Alle 15 Casa di Riposo san Giuseppe. Alle 21 genitori catechismo di san Benedetto.
Mercoledì 11. Alle 18 comunità del Picchio. Alle 21 Lectio Divina a santa maria di Pulcherada. Sabato 14. Alle 11 incontro con religiosi e religiose (Villa speranza), alle 15.30 con i genitori del catechismo (sant’Anna), alle 17 con i cresimandi, alle 20 con i gruppi famiglie e gruppi di adulti (sacro Cuore). Domenica 15. Alle 9 confessioni a santa maria, seguite da messa alle 10. Alle 11.30 messa a sant’Anna. Lunedì 16. Alle 17 incontro con i ragazzi del catechismo di sant’Anna, alle 18 con i ragazzi del catechismo di san Benedetto, alle 21 con gli operatori Caritas (san Benedetto). Giovedì 19. Alle 17 incontro con i ragazzi del catechismo di santa maria, alle 18 con i ragazzi del catechismo del sacro Cuore. Alle 21 incontro con il Consiglio comunale. Venerdì 20. Alle 21 incontro con gli operatori economici e del mondo del lavoro di san mauro. Sabato 21. Alle 15 colloqui personali con i preti e il diacono.

Firmes en la fe, firmes en la fe, caminamos en Cristo, nuestro Amigo, nuestro Señor. (saldi nella fede, camminiamo con Cristo, nostro amico, nostro signore). Questo canto ha risuonato nella voce e nel cuore di milioni di giovani questa estate alla giornata mondiale della gioventù a Madrid (tra cui una trentina di san mauro Torinese). Questo canto può essere il sottofondo dell’evento di Chiesa che a gennaio 2012 ci apprestiamo a vivere: la Visita Pastorale del nostro arcivescovo mons. Cesare Nosiglia. Essere confermati nella fede dal successore degli apostoli, vescovo della Chiesa di Torino, è il dono che riceveremo dal 7 al 22 gennaio, giorni in cui mons. Nosiglia camminerà nelle nostre strade, ci incontrerà e ci testimonierà la risurrezione di Gesù.
Scrive l’arcivescovo nella lettera di indizione della sua Visita: «la Visita Pastorale è il dono ed il compito primario di un Vescovo che vuole stare con la sua gente, ascoltare il suo popolo, camminare insieme sulle vie che il signore indica». Ed è questo il clima con cui vogliamo accoglierlo noi di san mauro Torinese: con il Vescovo vogliamo camminare, confrontarci per condividere la millenaria storia della fede della nostra città e per condividere il bel cammino di collaborazione della nostra unità pastorale e pensare, discernere le vie che il signore ci indica per le nostre parrocchie, la nostra città e la nostra diocesi. L’arcivescovo incontrerà molte persone, si recherà sui luoghi del lavoro, della vita civile e religiosa della nostra città, ma soprattutto ci incoraggerà nel camminare uniti per promuovere il bene comune.
La visita del Vescovo ci aiuterà a sentirci uniti alla Chiesa diocesana, parte della Chiesa cattolica, ma soprattutto ci testimonierà concretamente la passione del Cristo per tutti gli uomini e per tutte le donne, in qualsiasi situazione morale, fisica, economica si trovino.
nel tempo del natale ci prepareremo alla Visita del Vescovo come ad un altro dono che la Chiesa ci fa. Il volantino di presentazione della Visita ci invita a vivere «la gioia di incontrarci» per poterlo accogliere con un caloroso abbraccio e dirgli «Benvenuto Padre, Vescovo ed amico».
don Ilario e don Claudio

giovedì 17 febbraio 2011

Affresco millenario nella chiesa di Pulcherada



Il ritrovamento di un affresco databile attorno all’XI-XII secolo nella chiesa di Pulcherada è giunto a sorpresa, pochi mesi fa, durante i restauri del monumentale edificio di San Mauro. Dietro a uno strato di intonaco è comparsa l’immagine nitida e intatta di un Cristo Pantocratore. Si tratta di una scoperta straordinaria, che le Soprintendenze si preparano a fare esaminare da specialisti dell’Università e del Politecnico di Torino.
Il sindaco Coggiola ha espresso grande soddisfazione per il ritrovamento. A fine marzo si terrà un convegno per illustrarlo, ma anche per aggiornare la popolazione sull’andamento dei lavori di restauro della chiesa: un cantiere che ha bisogno di ulteriori finanziamenti. «Una scoperta di eccezionale valore storico e artistico». Così il sindaco di San Mauro Giacomo Coggiola commenta il recente rinvenimento di un affresco del Cristo Pantocratore nella chiesa di Santa Maria di Pulcherada. Durante i restauri che stanno interessando l’edificio (proprietà comunale) è affiorata una superficie affrescata di circa trenta metri quadrati, posizionata nell’abside e risalente all’XI-XII secolo. Venne coperta da uno strato di intonaco nel 1667.
I restauri della chiesa sono in corso da tempo ma solo nell’estate del 2010 è venuta alla luce la mano del Cristo: un indizio che faceva presagire un affresco di proporzioni molto più grandi. Soddisfatte, dopo il recupero complessivo del dipinto, si dichiarano le Sopraintendenze che guidano i lavori di Pulcherada. «Sono rimaste entusiaste della scoperta – riferisce il sindaco – L’affresco risale intorno al 1.100: potrebbe essere l’unico del genere in Italia». Toccherà al Politecnico e all’Università di Torino analizzare l’affresco insieme al Consorzio San Luca, che ha portato fin qui avanti i lavori, e insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche che si occuperà anche di stabilire quali materiali compongono la pittura.
Il termine «Pantocratore» viene dal greco «pantocrator» e significa «sovrano di tutte le cose»: indica generalmente una raffigurazione di Cristo in atteggiamento maestoso e austero, con le tre dita della mano destra impegnate in un atto di benedizione.
I restauri di Pulcherada non sono intanto finiti. Il Comune ha reperito finanziamenti per 283 mila euro, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Crt sono intervenute rispettivamente con 70 mila e 25 mila euro, «ma stiamo cercando nuovi fondi – spiega Coggiola – perchè il lavoro da compiere è ancora tanto». Nel corso degli interventi sono stati individuati altri possibili siti di affreschi, di cui uno annerito dalla presenza di una caldaia. È stata individuata anche una cripta sotto l’abside, oltre ad alcune tombe con sepolture maschili al loro interno.
A proposito del Cristo Pantocratore l’Amministrazione comunale ha programmato per il 31 marzo un convegno che illustrerà la scoperta e aggiornerà i cittadini sull’andamento dei lavori di restauro. «Anche in quell’occasione – conclude Coggiola – proveremo a cercare finanziatori che ci aiutino a riportare la chiesa di Santa Maria di Pulcherada al suo antico splendore».
Massimo PALMISCIANO