Il 20 gennaio 2008 inaugurammo il primo numero di «Testata d’Angolo», edizione locale del settimanale diocesano «La Voce del Popolo», con un articolo dal titolo: «Il silenzio dei poveri». Si parlava delle nuove povertà ed eravamo solo all’inizio di quella crisi economica di cui si continua a parlare ininterrottamente da quattro anni. Cosa è cambiato nel frattempo? Dal 2008 il problema della povertà si è esteso a centinaia di nuove famiglie anche a San Mauro Torinese. E le famiglie colpite non sono tutte silenziose, ma gridano aiuto, chiedono ascolto.
L’area in cui si estende il territorio sanmaurese si sta trasformando, oggi appare molto variegata. Ci sono la collina con le sue abitazioni ai piedi del Parco protetto di Superga, il centro storico e le borgate di Sant’Anna-Pescatori e Sambuy (dove oltre alle case esistono molte attività commerciali) e l’Oltrepo, zona recentemente ridisegnata con nuovi palazzi e attività che confina con l’autoporto Pescarito: il cuore industriale e della produzione. Tutto questo in 12,5 chilometri quadrati.
Molte attività industriali hanno purtroppo chiuso (Panem, Arancio...) o annunciato che lo faranno (Edilibro Boccato, Cartiere Burgo). Altre hanno lasciato a casa molti lavoratori, alternando periodi di cassa integrazione a piccoli momenti di ripresa come la Case New Holland, in strada Settimo. Le parrocchie, i servizi socio-assistenziali e le altre istituzioni cercano di rispondere all’emergenza ponendo maggiore attenzione ai «nuovi» poveri. È uno dei temi che sarà presentato a mons. Nosiglia nei giorni della sua Visita pastorale.
L’Arcivescovo avrà occasione di visitare anche realtà produttive virtuose, che per fortuna non mancano in città. Ma l’attenzione maggiore sarà posta alla conoscenza diretta delle realtà in difficoltà. Si tratterà di mettersi in ascolto delle centinaia di famiglie che faticano ad arrivare dignitosamente alla fine del mese e delle molte che temono per il futuro.
«La nuova povertà è forse più dura da sopportare perché manca l’abitudine, e al disagio economico si somma quello sociale – ricorda Pierluigi Dovis, direttore della Caritas diocesana torinese – Secondo le cifre ufficiali quest’anno il tasso di povertà in Piemonte è sceso dal 5,9 al 5,3%, ma noi abbiamo altri numeri, ben più pesanti: 12% di poveri nell’area metropolitana di Torino».
Monsignor Nosiglia conoscerà gli imprenditori, che in alcuni casi vivono le stesse paure e timori dei loro dipendenti. L’economia di San Mauro è messa a dura prova da tanti fattori concomitanti: mancanza di commesse, concorrenza e delocalizzazioni. L’utilizzo di cassa integrazione – ordinaria, straordinaria e in deroga – è spesso un’anticamera della mobilità e dei licenziamenti. In queste settimane la Camera del Lavoro torinese ha lanciato un allarme preoccupante proprio in questo senso: l’incertezza sulla reale disponibilità di ammortizzatori sociali in deroga rischia di spingere le aziende a optare per il licenziamento dei propri dipendenti. «Per il 2012 è stata stanziata, per la cassa in deroga, la stessa cifra del 2011» assicurano dalla Camera del Lavoro, dove comunque riconoscono: «il denaro non basterà».
La Case New Holland, sebbene da anni conviva con la «cassa», ha trascorso periodi di buona salute. Quest’estate – precisamente ad agosto 2011 – il comparto Fiat Industrial (camion, veicoli industriali, edili e agricoli) ha registrato un rialzo del 5%, trainato in buona parte dal sito sanmaurese. Sempre nel periodo estivo sono state 15 le nuove assunzioni in strada Settimo. Ma non bastano numeri così esigui a diradare lo spettro della crisi che ormai si è materializzato e diffuso in molti settori: i lavoratori dell’automotive stanno vivendo comunque mesi difficili. A pochi isolati dalla Cnh, in un capolavoro dell’architettura quale è l’edificio delle Cartiere Burgo – opera dell’architetto brasiliano Oscar Niemeyer – decine di lavoratori rischiano di dover fare le valigie. Il gruppo, uno dei principali produttori mondiali di carte patinate, ha intenzione di chiudere la sede che occupa 174 persone. L’intenzione dell’azienda è di concentrare le attività a Villafranca Vicentina, dove già si trova la sede legale. Secondo i sindacati la chiusura dovrebbe avvenire gradualmente nel giro di una ventina di mesi. Soltanto a luglio 2011 la sede sanmaurese della Burgo aveva compiuto 30 anni e per l’occasione era stata organizzata una grande festa a porte aperte nell’omonima via, intitolata al fondatore dell’azienda Luigi Burgo. Contemporaneamente, però, alcune figure interne all’azienda avevano già preso la via veneta mentre lo stabile, da tempo messo in vendita, pare non abbia ricevuto offerte da possibili compratori. Sono tutti segni di un tessuto economico complesso e difficile da comprendere.
Emanuele FRANZOSO
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martedì 6 dicembre 2011
lunedì 5 settembre 2011
CONOSCIAMO IL CORO DI SANT’ANNA; PAOLO,IL MUSICISTA ARTIGIANO.

Il gruppo che a Sant’Anna gestisce i canti liturgici durante la messa delle 11.30 e nelle principali festività e rodato ed affiatato. Raffaella Boscolo (40) ne è la direttrice, Enrico Trogolo (19) suona il basso, suo fratello Stefano Trogolo (22) suona la chitarra e Paolo Audello (27) suona l’organo. A loro si aggiungono una ventina di cantori.
E’ per conoscere meglio Paolo che una domenica d’estate siamo andati a parlare con tutto il gruppo.
Si trovano a suonare il Venerdì sera, e il gruppo di cantori è formato da altri 20 elementi. In alcuni casi vengono fatti anche dei concerti in occasione di particolari eventi. Raramente manca qualcosa di buono da mangiare e qualcosa di caldo da bere, e le prove sono aperte a chi desiderasse dare parte del proprio tempo per animare, anche non sapendo propriamente cantare, può provare ad unirsi a loro.
Raffaella è da quindici anni che porta avanti il gruppo: per fare questo mette molta pazienza e soprattutto un lungo e continuo percorso di formazione. L’Istituto Ufficio Liturgico Nazionale organizza dei corsi per animatori liturgici che comprendono anche canto e lettura della Parola, che durano dai due anni in avanti. Raffaella li ha frequentati (e anche Paolo Audello) e sottolinea come questa formazione ricevuta sia parte importante del lavoro che stanno svolgendo insieme: «La celebrazione non mai qualcosa che si possa improvvisare… è qualcosa da “maneggiare con cura”».
Il repertorio del gruppo è quello canonica e suggerito, ma non hanno problemi a proporre anche brani dei Gen, di Frisina e di Machetta… e anche brani pop, come gli U2. “A volte facciamo dei concerti per la comunità – spiegano – come ad esempio è stato in occasione dei 50 anni di Sant’Anna o per Natale. In quei casi eseguiamo anche altri brani”
Ci intratteniamo qualche minuto con Paolo, l’organista. L’organo è uno strumento che viene suonato per mezzo di tastiere e di una pedaliera; particolare da non trascurare in quanto – come ci dice lo stesso Paolo – è l’unico modo per dare espressività a questo strumento che, non essendo come il pianoforte sensibile all’emotività del pianista, è l’ideale per un’esecuzione che debba favorire la preghiera. Per migliorarsi a gestire i registri Paolo ha unito l’esperienza artigiana appresa dal nonno Giovanni e dalle nuove tecnologie: ha chiesto a vari organisti dei progetti di pedaliere, non soddisfatto ha disegnato il proprio e si è messo a costruire i 30 pedali e le 30 molle nel legno. Ha poi collegato ogni pedale a un circuito che genera segnali midi che, collegato a un computer, riproduce piuttosto fedelmente (si tratta di un file audio di alta qualità) il suono dell’organo. In questo modo può permettersi di migliorare la propria tecnica anche da casa.
E’ un approccio perfettamente in linea con l’ottica di Paolo, per cui la musica è un mestiere (fa corsi di musica e canta come tenore) tende sempre a provare nuove esperienze e allargare i propri confini musicali. Iniziato allo spartito a 7 anni dallo zio Vito e con un corso di musica, ha sviluppato l’intenzione di fare il musicista: sassofonista nella banda del paese, chitarrista autodidatta, fonda un gruppo rock; al primo anno dell’università conosce un batterista con cui approfondisce l’ambito delle percussioni, tiene dei corsi di chitarra a Collegno, ha rapporti con un ensamble di musica cubana e intanto frequenta masterclass e seminari di approfondimento, proponendosi di suonare lo strumento del flauto in parrocchia. Ultimamente sta cercando di approfondire la propria voce come strumento: un soprano ha visto in lui un futuro nella lirica (passione del nonno Giovanni) e appena ha avuto la possibilità Paolo ha iniziato anche questo percorso.
In parrocchia da qualche anno suona l’organo: Paolo lo vive come servizio, secondo la massima di San Paolo per cui “ognuno partecipa portando il proprio dono”. La musica per Paolo è un mestiere che mette, con professionalità e giusto impegno, al servizio della comunità.
Matteo DE DONA'
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