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| Corpus Domini a San Mauro 25 giugno 2011 |
domenica 3 luglio 2011
sabato 21 maggio 2011
Estate Ragazzi, in maggio le iscrizioni
L’Unità Pastorale di San Mauro offre anche quest’anno tante possibilità ai bambini e ragazzi, per passare un’estate in allegria: campi in montagna e cinque settimane di attività negli gli oratori. I moduli di iscrizione (con fotocopia delle vaccinazioni e della tessera sanitaria) devono essere consegnati nelle le parrocchie di appartenenza: dal 2 maggio a Sant’Anna alle 16.30; dal 9 maggio al Sacro Cuore di Gesù alle 17; dal 3 maggio a Santa Maria in orario di catechismo; dal 2 maggio a San Benedetto alle 9.
Estate Ragazzi. Dal 13 al 17 giugno si terrà presso l’oratorio San Benedetto; dal 20 al 24 giugno all’oratorio Sant’Anna; dal 27 giugno all’1 luglio oratorio Sacro Cuore di Gesù; dal 4 all’8 luglio oratorio Sacro Cuore di Gesù; dal 5 al 9 settembre oratorio di Santa Maria di Pulcherada.
Campi estivi. Per i bambini di I, II e III elementare dal 13 al 18 giugno a Pialpetta. Per la IV e V elementare dal 19 al 25 giugno a Pialpetta. Sempre per la IV e V elementare dal 19 al 25 a Oulx. Per la I e II media dal 26 giugno al 3 luglio a Pialpetta. Sempre per la I e II media dal 26 giugno al 3 luglio a Oulx. Per la III media dal 3 al 10 luglio a Oulx. Per le scuole Superiori dal 10 al 17 luglio a Oulx.
Estate Ragazzi. Dal 13 al 17 giugno si terrà presso l’oratorio San Benedetto; dal 20 al 24 giugno all’oratorio Sant’Anna; dal 27 giugno all’1 luglio oratorio Sacro Cuore di Gesù; dal 4 all’8 luglio oratorio Sacro Cuore di Gesù; dal 5 al 9 settembre oratorio di Santa Maria di Pulcherada.
Campi estivi. Per i bambini di I, II e III elementare dal 13 al 18 giugno a Pialpetta. Per la IV e V elementare dal 19 al 25 giugno a Pialpetta. Sempre per la IV e V elementare dal 19 al 25 a Oulx. Per la I e II media dal 26 giugno al 3 luglio a Pialpetta. Sempre per la I e II media dal 26 giugno al 3 luglio a Oulx. Per la III media dal 3 al 10 luglio a Oulx. Per le scuole Superiori dal 10 al 17 luglio a Oulx.
mercoledì 18 maggio 2011
La politica come «servizio»
La campagna elettorale che si sta svolgendo anche a San Mauro ci stimola a riflettere sugli insegnamenti del Vangelo a proposito di chi si prepara ad assumere incarichi di responsabilità.
Cominciamo con le celebri parole del «Magnificat». Qui Maria celebra l’umiltà («piccolezza» in greco). Ci invita a celebrare lo sguardo di Dio che si posa sulla sua piccolezza. La grandezza è di Dio, l’insignificanza è della creatura. E Dio abbassa i superbi e innalza gli umili.
Pensiamo ora alla parabola dell’invitato a nozze (Luca 14,7-14): ci dice che tutti sono invitati alle nozze, ma il posto ce lo dobbiamo lasciare assegnare da Dio. E bisogna imparare ad accettare il posto assegnato; di qui l’invito a scegliere il posto meno prestigioso e, se è necessario che sia diversamente, eventualmente interverrà Lui. Il Figlio di Dio, come dice
Foucolt, ha scelto l’ultimo posto, ma talmente l’ultimo che nessuno potrà mai levarglielo.
La parabola del fariseo e del pubblicano (Luca 18,9-14) è dedicata a coloro «che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri». Il fariseo è rimproverato non perché dice cose false, ma perché si vanta come uno che sta sulla scena e vuole l’applauso del pubblico, che in questo caso è Dio. Il pubblicano si affida a Dio, il fariseo si vanta delle sue azioni. In realtà il fariseo non sta pregando, non chiede nulla a Dio, non sente il bisogno della Grazia di Dio, suppone di salvarsi da solo. Il pubblicano è conscio del suo stato peccaminoso, ma nella sua fede sta alla presenza di Dio, credendo fermamente nella sua misericordia. Sta all’ultimo posto, ma è dentro il tempio e, pur essendo peccatore, si sente parte del tempio e invoca Dio: «O Dio, abbi pietà di me, il peccatore». L’itinerario della salvezza è un’implorazione a Dio salvatore. Paolo, poi, nella lettera ai Filippesi ci invita a considerare gli altri superiori a noi stessi; cioè a pensare agli altri, a prescindere dalla gerarchia. Subito dopo, con un inno molto bello, ci ricorda che Cristo Gesù si è svuotato, pur essendo nella condizione di Dio, prendendo la condizione di servo (con l’incarnazione e la croce). È l’esatto contrario di Adamo che aveva cercato di rapinare la natura divina.
Il linguaggio evangelico è allergico a tutte le gerarchie che piacciono tanto agli uomini. Le gerarchie sono provvisorie e non rispecchiano ciò che siamo agli occhi di Dio. San Francesco diceva che «ognuno di noi è ciò che
è agli occhi di Dio»: questa è la vera gerarchia. Vangelo di Luca 17,7-10: «Chi di voi, se ha un servo ad arare, quando torna dal campo gli dirà siediti o invece gli dirà servimi? Così quando avrete fatto tutto ciò che vi è stato comandato dite: abbiamo fatto ciò che dovevamo fare, siamo servi inutili». Il precetto del Signore è quello di non considerarci mai indispensabili. Ma questo non vuol dire che siamo giustificati a recedere dalle nostre responsabilità.
Infine Luca 16,10: «Chi è fedele in cose di poco conto è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?».
Su questo numero di Testata d’Angolo presentiamo i candidati a Sindaco di San Mauro. Penso quanto sarebbe stimolante per tutti se i programmi sapessero accogliere in qualche modo le parole del Vangelo; e quale alto profilo avrebbero se la coerenza etica, che non è mai superflua, li convincesse ad essere servi inutili chiamati a un lavoro necessario e impegnativo.
diacono Roberto PORRATI
Cominciamo con le celebri parole del «Magnificat». Qui Maria celebra l’umiltà («piccolezza» in greco). Ci invita a celebrare lo sguardo di Dio che si posa sulla sua piccolezza. La grandezza è di Dio, l’insignificanza è della creatura. E Dio abbassa i superbi e innalza gli umili.
Pensiamo ora alla parabola dell’invitato a nozze (Luca 14,7-14): ci dice che tutti sono invitati alle nozze, ma il posto ce lo dobbiamo lasciare assegnare da Dio. E bisogna imparare ad accettare il posto assegnato; di qui l’invito a scegliere il posto meno prestigioso e, se è necessario che sia diversamente, eventualmente interverrà Lui. Il Figlio di Dio, come dice
Foucolt, ha scelto l’ultimo posto, ma talmente l’ultimo che nessuno potrà mai levarglielo.
La parabola del fariseo e del pubblicano (Luca 18,9-14) è dedicata a coloro «che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri». Il fariseo è rimproverato non perché dice cose false, ma perché si vanta come uno che sta sulla scena e vuole l’applauso del pubblico, che in questo caso è Dio. Il pubblicano si affida a Dio, il fariseo si vanta delle sue azioni. In realtà il fariseo non sta pregando, non chiede nulla a Dio, non sente il bisogno della Grazia di Dio, suppone di salvarsi da solo. Il pubblicano è conscio del suo stato peccaminoso, ma nella sua fede sta alla presenza di Dio, credendo fermamente nella sua misericordia. Sta all’ultimo posto, ma è dentro il tempio e, pur essendo peccatore, si sente parte del tempio e invoca Dio: «O Dio, abbi pietà di me, il peccatore». L’itinerario della salvezza è un’implorazione a Dio salvatore. Paolo, poi, nella lettera ai Filippesi ci invita a considerare gli altri superiori a noi stessi; cioè a pensare agli altri, a prescindere dalla gerarchia. Subito dopo, con un inno molto bello, ci ricorda che Cristo Gesù si è svuotato, pur essendo nella condizione di Dio, prendendo la condizione di servo (con l’incarnazione e la croce). È l’esatto contrario di Adamo che aveva cercato di rapinare la natura divina.
Il linguaggio evangelico è allergico a tutte le gerarchie che piacciono tanto agli uomini. Le gerarchie sono provvisorie e non rispecchiano ciò che siamo agli occhi di Dio. San Francesco diceva che «ognuno di noi è ciò che
è agli occhi di Dio»: questa è la vera gerarchia. Vangelo di Luca 17,7-10: «Chi di voi, se ha un servo ad arare, quando torna dal campo gli dirà siediti o invece gli dirà servimi? Così quando avrete fatto tutto ciò che vi è stato comandato dite: abbiamo fatto ciò che dovevamo fare, siamo servi inutili». Il precetto del Signore è quello di non considerarci mai indispensabili. Ma questo non vuol dire che siamo giustificati a recedere dalle nostre responsabilità.
Infine Luca 16,10: «Chi è fedele in cose di poco conto è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?».
Su questo numero di Testata d’Angolo presentiamo i candidati a Sindaco di San Mauro. Penso quanto sarebbe stimolante per tutti se i programmi sapessero accogliere in qualche modo le parole del Vangelo; e quale alto profilo avrebbero se la coerenza etica, che non è mai superflua, li convincesse ad essere servi inutili chiamati a un lavoro necessario e impegnativo.
diacono Roberto PORRATI
lunedì 16 maggio 2011
Facebook, usare il cervello
Degli oltre 400 mila piemontesi iscritti a Facebook – il social network più diffuso del mondo – alcuni risiedono a San Mauro Torinese. Nella nostra città, come ovunque, c’è chi ama Facebook e chi lo teme, chi lo odia e chi ne abusa. Il suo successo deriva dalla semplicità dell’utilizzo e dal fatto che si indirizza a tutti e a nessuno. Non vi si trovano solo persone fisiche: ogni istituzione, squadra, associazione ha un gruppo su facebook. Non manca infatti il gruppo dell’oratorio di San Mauro, popolato dai ragazzi e dagli animatori.
Chissà però quanti ragazzi, quanti giovani si interrogano sul senso profondo di Facebook, sui suoi limiti, sul «peso» che esercita nella nostra vita, sugli accorgimenti da avere quando lo si utilizza. Facebook ci mette in piazza: racconta le nostre persone, ci spinge a condividere con gli «amici» idee, fatti privati, immagini, informazioni... Certo, le immagini pubblicate su Facebook sono belle da vedere, ma chi le pubblica pensa davvero di sviluppare relazioni di amicizia attraverso questo strumento? Il termine «amicizia», grazie a facebook, sta diventando molto inflazionato... È vero, Facebook seleziona gli «amici» con cui scambiare immagini e dati, ma siamo poi tanto sicuri della privacy? Molti utenti non modificano le impostazioni di sicurezza, cosicchè sono visibili a chiunque.
Facebook si presenta come strumento «democratico», libero perché alimentato da coloro che vi partecipano. Ma è davvero democrazia o, per citare Matvejevic, una «democratura», una dittatura mascherata da democrazia? Controlliamo o siamo controllati? Quanto vengono tenute in considerazione le nostre idee? La piattaforma di Facebook viene periodicamente modificata da coloro che l’hanno inventata e la gestiscono: ogni volta scattano critiche, si formano gruppi di protesta, ma nessuno spinge mai il proprio dissenso fino all’estremo di non utilizzare più Facebook, che non cambia, resta com’è, in mano ai suoi «proprietari». È solo un esempio.
Se siamo entrati nella comunità di Facebook – altro esempio su cui riflettere – non siamo liberi di uscirne, di cancellare il nostro nome, i nostri dati. Almeno, non possiamo farlo attraverso Facebook. Il social network disattiva su richiesta il tuo account, lo iberna temporaneamente, ti nasconde, ma dal momento in cui reinserisci la tua password e la tua mail tutto torna come prima: vuol dire che i dati restano sempre registrati da qualche parte.
Diversi metodi sono stati studiati per cancellarsi. Esistono «siti» esterni indipendenti che ti aiutano ad eliminare definitivamente l’account (anche se Facebook ha la possibilità di mantenere per i dieci mesi successivi le informazioni in archivio). C’è chi ha studiato un trucco attraverso le mail per aggirare il problema e far ripartire da zero il profilo.
Il consiglio più importante, in conclusione, è usare la testa: non confondere la bacheca di internet con un pomeriggio a casa degli amici più stretti, in cui posso lasciarmi andare e dire ciò che voglio, o come una seduta dallo psicologo... Facebook è solo un mezzo di comunicazione. E – non fa male ricordarlo – non esiste solo «face»: esistono anche i «books»!
Daniele CATALANO
Chissà però quanti ragazzi, quanti giovani si interrogano sul senso profondo di Facebook, sui suoi limiti, sul «peso» che esercita nella nostra vita, sugli accorgimenti da avere quando lo si utilizza. Facebook ci mette in piazza: racconta le nostre persone, ci spinge a condividere con gli «amici» idee, fatti privati, immagini, informazioni... Certo, le immagini pubblicate su Facebook sono belle da vedere, ma chi le pubblica pensa davvero di sviluppare relazioni di amicizia attraverso questo strumento? Il termine «amicizia», grazie a facebook, sta diventando molto inflazionato... È vero, Facebook seleziona gli «amici» con cui scambiare immagini e dati, ma siamo poi tanto sicuri della privacy? Molti utenti non modificano le impostazioni di sicurezza, cosicchè sono visibili a chiunque.
Facebook si presenta come strumento «democratico», libero perché alimentato da coloro che vi partecipano. Ma è davvero democrazia o, per citare Matvejevic, una «democratura», una dittatura mascherata da democrazia? Controlliamo o siamo controllati? Quanto vengono tenute in considerazione le nostre idee? La piattaforma di Facebook viene periodicamente modificata da coloro che l’hanno inventata e la gestiscono: ogni volta scattano critiche, si formano gruppi di protesta, ma nessuno spinge mai il proprio dissenso fino all’estremo di non utilizzare più Facebook, che non cambia, resta com’è, in mano ai suoi «proprietari». È solo un esempio.
Se siamo entrati nella comunità di Facebook – altro esempio su cui riflettere – non siamo liberi di uscirne, di cancellare il nostro nome, i nostri dati. Almeno, non possiamo farlo attraverso Facebook. Il social network disattiva su richiesta il tuo account, lo iberna temporaneamente, ti nasconde, ma dal momento in cui reinserisci la tua password e la tua mail tutto torna come prima: vuol dire che i dati restano sempre registrati da qualche parte.
Diversi metodi sono stati studiati per cancellarsi. Esistono «siti» esterni indipendenti che ti aiutano ad eliminare definitivamente l’account (anche se Facebook ha la possibilità di mantenere per i dieci mesi successivi le informazioni in archivio). C’è chi ha studiato un trucco attraverso le mail per aggirare il problema e far ripartire da zero il profilo.
Il consiglio più importante, in conclusione, è usare la testa: non confondere la bacheca di internet con un pomeriggio a casa degli amici più stretti, in cui posso lasciarmi andare e dire ciò che voglio, o come una seduta dallo psicologo... Facebook è solo un mezzo di comunicazione. E – non fa male ricordarlo – non esiste solo «face»: esistono anche i «books»!
Daniele CATALANO
sabato 14 maggio 2011
La frana di Rivodora
BALDISSERO – L’allarme è scattato nel pomeriggio di lunedì 21 marzo quando praticamente l’intera borgata di Tetti Trivero nei pressi di Rivodora, frazione di Baldissero, scricchiolava sotto la pressione di una ingente frana, generatasi a seguito delle insistenti piogge dei giorni 15 e 16. Siamo a due passi dal territorio di San Mauro. Secondo quanto evidenziato dallo studio Genovese & Associati, interpellato dal Comune di Baldissero dopo l’incidente, il movimento franoso che incombe sull’intero abitato avrebbe «origine da disinvolti interventi antropici nel corso degli ultimi decenni a monte della borgata che hanno determinato un impatto negativo sul delicato assetto idrogeologico della zona». Data l’ampiezza e l’importanza della frana, che si presenta con un fronte di decine di metri, molta è la preoccupazione per una quindicina di famiglie. Non mancano esplicite lamentele dei cittadini nei confronti dell’Amministrazione comunale di Baldissero, da cui si sentono «in questo momento, poco tutelati» come dichiara il signor Guglielmo Pepe, uno tra tanti, che si domanda: «perché il Comune non si è attivato con i propri tecnici anziché emettere un’ordinanza e obbligandoci a pagare direttamente dei professionisti per chiarire lo stato delle nostre abitazioni?».
Dopo lo smottamento il sindaco di Baldissero Carlo Corinto e il vicesindaco Luciana Paletto hanno tenuto un vertice con i Vigili del Fuoco, per impostare gli interventi di consolidamento, un piano del quale, mentre scriviamo, non si conoscono ancora i contorni. Dino Fenoglio, uno dei cittadini in allarme, parla di «scarsa ‘presenza’ degli Amministratori nelle settimane seguenti la fase acuta del movimento franoso che peraltro non pare ancora essersi del tutto esaurito». Naturalmente, oltre a chiedersi con apprensione «chi pagherà i danni?» tutti sperano nella clemenza del tempo, in attesa della definitiva «messa in sicurezza» dell’intera area.
Piero NEBBIA
Dopo lo smottamento il sindaco di Baldissero Carlo Corinto e il vicesindaco Luciana Paletto hanno tenuto un vertice con i Vigili del Fuoco, per impostare gli interventi di consolidamento, un piano del quale, mentre scriviamo, non si conoscono ancora i contorni. Dino Fenoglio, uno dei cittadini in allarme, parla di «scarsa ‘presenza’ degli Amministratori nelle settimane seguenti la fase acuta del movimento franoso che peraltro non pare ancora essersi del tutto esaurito». Naturalmente, oltre a chiedersi con apprensione «chi pagherà i danni?» tutti sperano nella clemenza del tempo, in attesa della definitiva «messa in sicurezza» dell’intera area.
Piero NEBBIA
lunedì 9 maggio 2011
Sette interviste di «Testata d’Angolo» sull’edilizia, l’emergenza povertà, i trasporti pubblici, le finanze comunali - Filippo Polito
Prima domanda: come intende muoversi il nuovo sindaco nel campo dell’edilizia, uno dei temi che più hanno fatto discutere e litigare i sanmauresi negli ultimi anni?
Seconda domanda: come risponderà all’emergenza povertà, ai fenomeni di disoccupazione, a un crescente disagio sociale?
Terzo: quali progetti per il potenziamento dei trasporti pubblici?
Quarto: come far quadrare i fragilissimi conti del Comune?
Filippo Polito (Liste collegate: Futuro e Libertà)
1
Il nostro impegno è volto alla realizzazione di un modello di sviluppo sostenibile, attento alla qualità di vita dei cittadini, alle domande abitative provenienti dai ceti più deboli, all’equilibrio tra bisogni della comunità e risorse disponibili. San Mauro deve essere valorizzato attraverso uno sforzo costante che metta insieme le esigenze della modernizzazione con quelle della difesa da ogni intento speculatorio. Le scelte urbanistiche saranno uniformate al Dpu che detta i livelli di trasformabilità del territorio, senza che questo perda i propri valori ambientali e paesaggistici.
2
I servizi alla persona attivati nei vari ambiti del welfare locale, i quali si caratterizzano in termini di integrazione tra enti pubblici e realtà operative nel settore (volontariato e cooperazione sociale) secondo il principio del lavoro in rete, devono essere ulteriormente rafforzati visto l’aumento di povertà della fasce più deboli, nonostante le difficoltà causate dai limiti imposti alla finanza locale dai Governi centrali, destinando all’uopo adeguate risorse umane e finanziarie. Una amministrazione non abbandona le fasce deboli, a loro deve rivolgersi con sempre più efficacia.
3
Occorre migliorare il trasporto pubblico locale da e verso la Zona industriale ed in particolare nei collegamenti con la futura Stazione ferroviaria dell’Alta Velocità che avrà una sua fermata a Settimo Torinese. Promozione e sperimentazione di forme di mobilità alternative all’auto privata; potenziamento del trasporto pubblico locale e della sua fruibilità, mediante: l’attivazione di nuove linee di trasporto pubblico; l’istituzione di tariffe agevolate per chi viaggia verso il centro della città di Torino con l’abolizione della tariffa extraurbana.
4
Per poter disporre di entrate certe per sostenere i progetti, non sempre è necessario istituire nuove tasse. Gli equilibri di bilancio possono essere raggiunti attraverso un’attenta riduzione delle spese. Sul fronte della spesa occorre operare per razionalizzare gli acquisti, centralizzandoli in un solo ufficio ed utilizzando sempre il riferimento ai prezzi Consip. Vanno rivisitati i contratti di fornitura e di servizio prestando attenzione alle offerte del «libero mercato». Con tali misure i consumi saranno drasticamente ridotti, gli sprechi eliminati e le spese ridotte all’essenziale.
Seconda domanda: come risponderà all’emergenza povertà, ai fenomeni di disoccupazione, a un crescente disagio sociale?
Terzo: quali progetti per il potenziamento dei trasporti pubblici?
Quarto: come far quadrare i fragilissimi conti del Comune?
Filippo Polito (Liste collegate: Futuro e Libertà)
1
Il nostro impegno è volto alla realizzazione di un modello di sviluppo sostenibile, attento alla qualità di vita dei cittadini, alle domande abitative provenienti dai ceti più deboli, all’equilibrio tra bisogni della comunità e risorse disponibili. San Mauro deve essere valorizzato attraverso uno sforzo costante che metta insieme le esigenze della modernizzazione con quelle della difesa da ogni intento speculatorio. Le scelte urbanistiche saranno uniformate al Dpu che detta i livelli di trasformabilità del territorio, senza che questo perda i propri valori ambientali e paesaggistici.
2
I servizi alla persona attivati nei vari ambiti del welfare locale, i quali si caratterizzano in termini di integrazione tra enti pubblici e realtà operative nel settore (volontariato e cooperazione sociale) secondo il principio del lavoro in rete, devono essere ulteriormente rafforzati visto l’aumento di povertà della fasce più deboli, nonostante le difficoltà causate dai limiti imposti alla finanza locale dai Governi centrali, destinando all’uopo adeguate risorse umane e finanziarie. Una amministrazione non abbandona le fasce deboli, a loro deve rivolgersi con sempre più efficacia.
3
Occorre migliorare il trasporto pubblico locale da e verso la Zona industriale ed in particolare nei collegamenti con la futura Stazione ferroviaria dell’Alta Velocità che avrà una sua fermata a Settimo Torinese. Promozione e sperimentazione di forme di mobilità alternative all’auto privata; potenziamento del trasporto pubblico locale e della sua fruibilità, mediante: l’attivazione di nuove linee di trasporto pubblico; l’istituzione di tariffe agevolate per chi viaggia verso il centro della città di Torino con l’abolizione della tariffa extraurbana.
4
Per poter disporre di entrate certe per sostenere i progetti, non sempre è necessario istituire nuove tasse. Gli equilibri di bilancio possono essere raggiunti attraverso un’attenta riduzione delle spese. Sul fronte della spesa occorre operare per razionalizzare gli acquisti, centralizzandoli in un solo ufficio ed utilizzando sempre il riferimento ai prezzi Consip. Vanno rivisitati i contratti di fornitura e di servizio prestando attenzione alle offerte del «libero mercato». Con tali misure i consumi saranno drasticamente ridotti, gli sprechi eliminati e le spese ridotte all’essenziale.
domenica 8 maggio 2011
Sette interviste di «Testata d’Angolo» sull’edilizia, l’emergenza povertà, i trasporti pubblici, le finanze comunali - Bruno Bonino
Prima domanda: come intende muoversi il nuovo sindaco nel campo dell’edilizia, uno dei temi che più hanno fatto discutere e litigare i sanmauresi negli ultimi anni?
Seconda domanda: come risponderà all’emergenza povertà, ai fenomeni di disoccupazione, a un crescente disagio sociale?
Terzo: quali progetti per il potenziamento dei trasporti pubblici?
Quarto: come far quadrare i fragilissimi conti del Comune?
Bruno Bonino (Liste collegate: Ecologisti per San Mauro, Sinistra per San Mauro)
1
Negli ultimi 5 anni Sinistra per San Mauro e gli ecologisti locali sono stati in prima fila nel cercare di mettere un freno alla «vocazione edificatoria» che ha caratterizzato l’Amministrazione Coggiola. Le varianti 11,13 e 14 approvate negli ultimi mesi della legislatura sono esagerate e sbilanciate; esagerate perché, secondo i nostri calcoli, potrebbero incrementare il numero degli abitanti di 6.000 unità che è un dato che dovrebbe fare riflettere ogni persona di buon senso. A San Mauro non vi è emergenza abitativa e vi sono, allo stato attuale, più di 1.000 alloggi sfitti. Sono altresì sbilanciate perché mettono al centro le esigenze dei costruttori e non quelle dei cittadini. Per i cittadini tante nuove abitazioni non sono la priorità. Più case significa più domanda verso servizi già oggi carenti. La San Mauro del 2020 non deve avere più di 21.000 abitanti.
2
Lo slogan della nostra campagna elettorale è «Per un Comune in prima fila contro la crisi». La crisi economica ha colpito duro anche a San Mauro; precariato e disoccupazione minano la nostra struttura sociale mentre la spesa per il welfare del Comune è tra le più basse della Provincia di Torino. Occorre invertire rotta. Le risorse ad oggi destinate al sociale non sono assolutamente sufficienti ed il welfare comunale deve essere ampliato. San Mauro ha una spesa relativa al sociale di 76 euro per abitante. Troppo bassa. Va alzata.
3
Sicuramente ci sarà da seguire con la massima attenzione l’iter che porterà alla realizzazione della Linea 2 della metropolitana di Torino con capolinea a Pescarito. Per quanto concerne le linee attuali fondamentale è il potenziamento delle linee esistenti (61 e 57) con aumento di corse durante tutta la settimana. Altra esigenza molto sentita è una deviazione della linea 57 per portare l’autobus almeno ai limiti della zona della Pragranda. Per i piccoli spostamenti occorre non dimenticare la mobilità sostenibile. Il centro storico di San Mauro ha una vocazione ciclo-pedonale e basterebbe poco per trasformarlo in zona a ciclabilità diffusa.
4
Le risorse vanno ricercate nella riduzione delle spese non prioritarie, nei risparmi, nella lotta alla evasione fiscale e nella tassazione della rendita edilizia. Proponiamo: a) aumento dei valori minimi per definire il valore imponibile ai fini della tassazione Ici delle aree che verranno rese edificabili con nuove varianti; b) aumento significativo degli oneri di urbanizzazione in modo da adeguarli agli effettivi costi delle infrastrutture primarie e servizi secondari che si rendono necessari in caso di edificazione in aree di trasformazione; c) ridurre le spese discrezionali; attivare politiche di riduzione dei costi energetici di tutte le strutture comunali. Forti tagli alle spese per consulenze urbanistiche esterne.
Seconda domanda: come risponderà all’emergenza povertà, ai fenomeni di disoccupazione, a un crescente disagio sociale?
Terzo: quali progetti per il potenziamento dei trasporti pubblici?
Quarto: come far quadrare i fragilissimi conti del Comune?
Bruno Bonino (Liste collegate: Ecologisti per San Mauro, Sinistra per San Mauro)
1
Negli ultimi 5 anni Sinistra per San Mauro e gli ecologisti locali sono stati in prima fila nel cercare di mettere un freno alla «vocazione edificatoria» che ha caratterizzato l’Amministrazione Coggiola. Le varianti 11,13 e 14 approvate negli ultimi mesi della legislatura sono esagerate e sbilanciate; esagerate perché, secondo i nostri calcoli, potrebbero incrementare il numero degli abitanti di 6.000 unità che è un dato che dovrebbe fare riflettere ogni persona di buon senso. A San Mauro non vi è emergenza abitativa e vi sono, allo stato attuale, più di 1.000 alloggi sfitti. Sono altresì sbilanciate perché mettono al centro le esigenze dei costruttori e non quelle dei cittadini. Per i cittadini tante nuove abitazioni non sono la priorità. Più case significa più domanda verso servizi già oggi carenti. La San Mauro del 2020 non deve avere più di 21.000 abitanti.
2
Lo slogan della nostra campagna elettorale è «Per un Comune in prima fila contro la crisi». La crisi economica ha colpito duro anche a San Mauro; precariato e disoccupazione minano la nostra struttura sociale mentre la spesa per il welfare del Comune è tra le più basse della Provincia di Torino. Occorre invertire rotta. Le risorse ad oggi destinate al sociale non sono assolutamente sufficienti ed il welfare comunale deve essere ampliato. San Mauro ha una spesa relativa al sociale di 76 euro per abitante. Troppo bassa. Va alzata.
3
Sicuramente ci sarà da seguire con la massima attenzione l’iter che porterà alla realizzazione della Linea 2 della metropolitana di Torino con capolinea a Pescarito. Per quanto concerne le linee attuali fondamentale è il potenziamento delle linee esistenti (61 e 57) con aumento di corse durante tutta la settimana. Altra esigenza molto sentita è una deviazione della linea 57 per portare l’autobus almeno ai limiti della zona della Pragranda. Per i piccoli spostamenti occorre non dimenticare la mobilità sostenibile. Il centro storico di San Mauro ha una vocazione ciclo-pedonale e basterebbe poco per trasformarlo in zona a ciclabilità diffusa.
4
Le risorse vanno ricercate nella riduzione delle spese non prioritarie, nei risparmi, nella lotta alla evasione fiscale e nella tassazione della rendita edilizia. Proponiamo: a) aumento dei valori minimi per definire il valore imponibile ai fini della tassazione Ici delle aree che verranno rese edificabili con nuove varianti; b) aumento significativo degli oneri di urbanizzazione in modo da adeguarli agli effettivi costi delle infrastrutture primarie e servizi secondari che si rendono necessari in caso di edificazione in aree di trasformazione; c) ridurre le spese discrezionali; attivare politiche di riduzione dei costi energetici di tutte le strutture comunali. Forti tagli alle spese per consulenze urbanistiche esterne.
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