Accompagnamento delle persone
in difficoltà con il lavoro:
concluso il percorso formativo
che in quattro sabati da gennaio
a marzo ha impegnato
numerosi volontari di Torino e
di altre diocesi (Cuneo, ad esempio),
l’Arcivescovo mons. Cesare
Nosiglia ha voluto incontrare
mercoledì 10 aprile tutti i
gruppi coinvolti, tra cui quelli
dell’Unità Pastorale sanmaurese
(San Vincenzo, Azione Cattolica,
Gruppo famiglie, Centro
d’ascolto). Il nascente Servizio
per il Lavoro, fortemente sostenuto
da Nosiglia, è coordinato
dall’Ufficio Pastorale Sociale e
del Lavoro di Torino, in collaborazione
con gli enti di formazione
professionale Egim Piemonte
e Fondazione Casa di Carità
Arti e Mestieri
Prendendo la parola all’inizio
dell’incontro don Daniele Bortolussi
(direttore dell’Ufficio) e
Chiara Labasin (referente per il
progetto «Servizio per il lavoro
») hanno sottolineato l’intenzione
«di aiutare le parrocchie
ad attivare nuovi gruppi di
animazione sulla tematica del
lavoro, il grande problema della
nostra società». In estrema sintesi,
si prevede la promozione
di riflessioni capaci di animare
le comunità sui temi sociali, anche
attraverso momenti di confronto
e di preghiera funzionali
alla costituzione di «sportelli lavoro
» gestiti da volontari, tali da
fornire un fattivo supporto alla
ricerca di un’occupazione.
«Principalmente – spiega la coordinatrice
sanmaurese Anna
Comollo – i volontari dovranno
far leva sulla autopromozione
delle persone, sulla loro autonomia
e sul superamento del concetto
di mera assistenza, per far
sì che la ricerca di un impiego sia
un impegno costante e cosciente.
Prevediamo di avviare l’operatività
a partire da settembre/
ottobre attivando diversi punti
d’informazione (bacheche) presso
le parrocchie, dove saranno
riportate le informazioni che
possono aiutare ad orientarsi
nella ricerca del lavoro. Successivamente
saranno organizzati
momenti d’incontro focalizzati
su argomenti specifici quali, ad
esempio, come preparare un
curriculum, come presentarsi/
prepararsi ad un colloquio, l’importanza
della formazione permanente
di un candidato, le tipologie
di lavoro maggiormente
presenti nell’area sanmaurese,
ecc.
È prevista anche la possibilità
di operare in rete con le altre
organizzazioni esistenti sul
territorio come: agenzie interinali,
centri per l’impiego, altre
parrocchie che già hanno attivato
il Servizio per il Lavoro». I
parroci don Claudio Furnari e
don Ilario Corazza sottolineano
l’importanza dell’iniziativa, suggerita
dallo stesso Arcivescovo
in occasione della sua Visita pastorale
dello scorso anno. «Nella
speranza di fornire un aiuto
concreto – hanno affermato
- faremo del nostro meglio per
accompagnare le persone in difficoltà
su questo fronte, facendo
sentire loro come la Chiesa gli
sia accanto in tutte le occasioni
della vita».
Piero NEBBIA
Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" del 26/5/2013
martedì 18 giugno 2013
venerdì 14 giugno 2013
Futuri Preti
Fra i seminaristi che saranno ordinati
preti domenica 15 giugno
alle 10 nella Cattedrale di Torino
figurano Alberto Nigra e Danilo
Piras, due volti noti a San Mauro
Torinese per aver prestato servizio
nelle parrocchie di Sant’Anna
e San Benedetto. Sabato 22
alle 18 i novelli preti celebreranno
le prime Messe a Santa Maria
di Pulcherada.
Lo scorso mese di novembre,
domenica 18, Alberto e Danilo
hanno ricevuto il primo grado
dell’Ordine (diaconato) sempre
in Cattedrale, in concomitanza
con l’apertura del Sinodo dei
Giovani e con l’ordinazione diaconale
di altri 8 futuri sacerdoti.
L’avvenimento è stato partecipato
da una folta rappresentanza di sanmauresi.
All’altro capo del mondo,
in Colombia, hanno
recentemente pronunciato
la loro professione solenne
suor Mariella e suor Virginia,
altre figure molto care a
San Mauro: appartenenti al
Famulato Cristiano, hanno
operato negli anni passati nei
gruppi giovanili dell’Unità
pastorale.
A tutti loro vanno i migliori
auguri per la prosecuzione
del loro cammino e il
ringraziamento per l’attività
svolta in questi anni sul
nostro territorio.
Nella foto: le ordinazioni diaconali del 18 novembre 2012
Stefano CARENA
Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" il 26/5/2013
Nella foto: le ordinazioni diaconali del 18 novembre 2012
Stefano CARENA
Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" il 26/5/2013
sabato 1 giugno 2013
Al termine delle scuole, bambini,
ragazzi animatori e famiglie di
San Mauro sanno che nelle parrocchie
le attività non finiranno:
restano sempre molto vivaci. Anche
quest’anno, come sempre,
saranno riproposte le settimane
di Estate Ragazzi di Unità Pastorale
e i Campi Estivi per i bambini
dalle elementari alle medie: il
calendario è pubblicato su questo
numero di Testata d’Angolo
a pagina IV.
Le attività estive sono un «servizio
» alle famiglie e un’occasione
forte di socializzazione
e crescita per tanti bambini e
ragazzi.
Estate: la stagione in cui maturano le attese. Non è infatti solo il periodo di agognata vacanza per i giovani studenti, ma è anche la stagione in cui animatori, educatori e catechisti chiudono un ciclo, un anno di formazione nei gruppi tenuti dall’autunno alla primavera nelle parrocchie. I Campi Estivi sono una bella conclusione di gruppo e possono essere un lancio per l’anno successivo.
Estate, tempo di occasione anche per gli animatori di estate ragazzi che mettono a disposizione in maniera utile, responsabile, ma anche divertente, il proprio servizio.Chiara Ventrella, una delle responsabili insieme a Elisa Bordin e Daniele Catalano, spiega alcuni punti importanti dell’Estate Ragazzi: «tutti i giorni faremo attività e giochi legati a una lunga storia che ci accompagnerà per tutti i centri estivi! L’idea è quella di riuscire a divertirsi stando tutti insieme, rispettandosi; molto importante sarà il momento di preghiera che sarà presente ogni giorno». Le giornate sono scandite da grandi giochi, tornei sportivi, gite, laboratori e attività sempre nuove che stimolano i ragazzini sotto vari aspetti, in particolare quel che riguarda il fare le cose insieme, il gioco come la preghiera».
L’Estate Ragazzi di Unità Pastorale, arrivata alla sua settima edizione si svolgerà dal 17 giugno al 19 luglio, più quella di rientro dopo le vacanze dal 2 al 6 settembre. Quest’anno la novità più grande è anche la possibilità di un’Estate Ragazzi, sperimentalmente solo al pomeriggio, che si terrà a Sant’Anna per la settimana dal 17 al 21 giugno. I luoghi in cui si svolgerà l’Estate ragazzi full time saranno a San Benedetto la prima settimana, a Sant’Anna la seconda, al Sacro Cuore le tre rimanenti prima della pausa e a Santa Maria quella di settembre. La formazione dei giovani animatori ha il suo momento culminante in quattro incontri prima dell’estate in cui approfondire quali siano le regole comuni e quale sia il compito di un animatore; il secondo più operativo per prendere confidenza con giochi e temi di quest’anno; il terzo incontro la divisione organizzativa per le varie settimane; infine un incontro per imparare nuovi bans e per preparare il materiale per l’inizio della prima settimana. C’è da dire che però molti animatori hanno già avuto modo per tutto l’anno di darsi da fare per l’Oratorio (che si tiene a Sambuy il sabato pomeriggio) che ha avuto quest’anno una presenza costante da parte di un grintoso gruppo che ha avuto importanti compiti di organizzazione e non solo la mera presenza.
In contemporanea all’Estate Ragazzi sarà anche l’atteso momento dei campi estivi nelle case alpine dell’Unità Pastorale. Accompagnati dagli animatori, dalle cuoche e dagli assistenti spirituali, i ragazzi possono vivere un’esperienza di indipendenza, lontani dalla città (e in alcuni casi per la prima volta dai propri genitori) e vivere in maggior pienezza uno spirito di comunità, amicizia e vicinanza con il Creato. In questi campi si segue una storia, a volte ricavata dalla vita o dalle opere di qualche personaggio biblico, a volte ricamata sulle passioni dei ragazzi, in modo da coinvolgerli in maniera completa. Naturalmente non mancano mai giochi, gite, attività di ogni tipo e – per i ragazzi più grandi – gli immancabili turni di pulizia che rendono, almeno per una settimana, tutti un po’ più responsabili.
Il calendario dei campi vede cominciare la II e III elementare con il loro campo a Pialpetta dal 12 al 16 giugno, IV e V dal 16 al 23 giugno sempre a Pialpetta e in contemporanea anche a Oulx. I e II media saranno a Pialpetta e Oulx dal 23 al 30 giugno; la III media a Oulx dal 30 al 7 luglio. Per i ragazzi delle superiori anche quest’anno la proposta sarà legata all’Azione Cattolica; come lo scorso anno i ragazzi interessati delle varie parrocchie sanmauresi potranno unirsi ai loro coetanei da tutta la diocesi. Dall’1 al 6 luglio e dall’8 al 13 luglio si terranno i campi per il biennio, dal 15 al 20 luglio quelli per il triennio, tutti a Claviere.
Matteo DE DONA'
Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" il 26/5/2013
Estate: la stagione in cui maturano le attese. Non è infatti solo il periodo di agognata vacanza per i giovani studenti, ma è anche la stagione in cui animatori, educatori e catechisti chiudono un ciclo, un anno di formazione nei gruppi tenuti dall’autunno alla primavera nelle parrocchie. I Campi Estivi sono una bella conclusione di gruppo e possono essere un lancio per l’anno successivo.
Estate, tempo di occasione anche per gli animatori di estate ragazzi che mettono a disposizione in maniera utile, responsabile, ma anche divertente, il proprio servizio.Chiara Ventrella, una delle responsabili insieme a Elisa Bordin e Daniele Catalano, spiega alcuni punti importanti dell’Estate Ragazzi: «tutti i giorni faremo attività e giochi legati a una lunga storia che ci accompagnerà per tutti i centri estivi! L’idea è quella di riuscire a divertirsi stando tutti insieme, rispettandosi; molto importante sarà il momento di preghiera che sarà presente ogni giorno». Le giornate sono scandite da grandi giochi, tornei sportivi, gite, laboratori e attività sempre nuove che stimolano i ragazzini sotto vari aspetti, in particolare quel che riguarda il fare le cose insieme, il gioco come la preghiera».
L’Estate Ragazzi di Unità Pastorale, arrivata alla sua settima edizione si svolgerà dal 17 giugno al 19 luglio, più quella di rientro dopo le vacanze dal 2 al 6 settembre. Quest’anno la novità più grande è anche la possibilità di un’Estate Ragazzi, sperimentalmente solo al pomeriggio, che si terrà a Sant’Anna per la settimana dal 17 al 21 giugno. I luoghi in cui si svolgerà l’Estate ragazzi full time saranno a San Benedetto la prima settimana, a Sant’Anna la seconda, al Sacro Cuore le tre rimanenti prima della pausa e a Santa Maria quella di settembre. La formazione dei giovani animatori ha il suo momento culminante in quattro incontri prima dell’estate in cui approfondire quali siano le regole comuni e quale sia il compito di un animatore; il secondo più operativo per prendere confidenza con giochi e temi di quest’anno; il terzo incontro la divisione organizzativa per le varie settimane; infine un incontro per imparare nuovi bans e per preparare il materiale per l’inizio della prima settimana. C’è da dire che però molti animatori hanno già avuto modo per tutto l’anno di darsi da fare per l’Oratorio (che si tiene a Sambuy il sabato pomeriggio) che ha avuto quest’anno una presenza costante da parte di un grintoso gruppo che ha avuto importanti compiti di organizzazione e non solo la mera presenza.
In contemporanea all’Estate Ragazzi sarà anche l’atteso momento dei campi estivi nelle case alpine dell’Unità Pastorale. Accompagnati dagli animatori, dalle cuoche e dagli assistenti spirituali, i ragazzi possono vivere un’esperienza di indipendenza, lontani dalla città (e in alcuni casi per la prima volta dai propri genitori) e vivere in maggior pienezza uno spirito di comunità, amicizia e vicinanza con il Creato. In questi campi si segue una storia, a volte ricavata dalla vita o dalle opere di qualche personaggio biblico, a volte ricamata sulle passioni dei ragazzi, in modo da coinvolgerli in maniera completa. Naturalmente non mancano mai giochi, gite, attività di ogni tipo e – per i ragazzi più grandi – gli immancabili turni di pulizia che rendono, almeno per una settimana, tutti un po’ più responsabili.
Il calendario dei campi vede cominciare la II e III elementare con il loro campo a Pialpetta dal 12 al 16 giugno, IV e V dal 16 al 23 giugno sempre a Pialpetta e in contemporanea anche a Oulx. I e II media saranno a Pialpetta e Oulx dal 23 al 30 giugno; la III media a Oulx dal 30 al 7 luglio. Per i ragazzi delle superiori anche quest’anno la proposta sarà legata all’Azione Cattolica; come lo scorso anno i ragazzi interessati delle varie parrocchie sanmauresi potranno unirsi ai loro coetanei da tutta la diocesi. Dall’1 al 6 luglio e dall’8 al 13 luglio si terranno i campi per il biennio, dal 15 al 20 luglio quelli per il triennio, tutti a Claviere.
Matteo DE DONA'
Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" il 26/5/2013
domenica 26 maggio 2013
Mamma Angioletta
La velocità del nostro vivere
quotidiano fa sì che spesso non
ci accorgiamo del bene costruito
dal Regno di Dio intorno a
noi, concretamente. Fa sì che
non notiamo le persone impegnate
a costruire questo regno
di amore e di pace ogni giorno.
Ecco perché vogliamo porre alla
vostra attenzione il ricordo di
una sanmaurese che ha dedicato
la propria vita al Signore servendolo
nei bambini senza genitori:
Angioletta Bertolè, conosciuta
come Mamma Angioletta, accolta
dal Padre lo scorso venerdì
3 maggio.
Mamma Angioletta faceva parte della comunità Opera Pia del Sacro Cuore (via Montebianco 36), retta da consacrate laiche di spiritualità domenicana e nata nel 1942 dall’ispirazione di Padre Angelico Pistarino (domenicano), che voleva dare una casa e una famiglia ai bambini orfani. Padre Pistarino non voleva porre in essere «un orfanotrofio dove i bimbi, inquadrati da una vita comune e da un severo regolamento, sotto l’occhio vigile di religiose o religiosi assistenti, trascorrono, l’uno accanto all’altro, gli anni della fanciullezza in un’atmosfera gelida , nella quale l’alito della carità cristiana cerca di supplire l’assenza di un focolare domestico e di un cuore materno; ma invece una Casa dove i bimbi vivono la loro vita di famiglia composta non più di dieci bambini, una casa nella quale palpiti la fiamma dell’amore di una mamma accanto a piccoli cuori che si aprono» (dal libretto «Casa del Sacro Cuore» scritto nel XXV anniversario di fondazione).
Una di queste donne dal 1944 è stata proprio la signorina Angioletta Bertolè, che nel 1947 divenne la mamma della comunità, presto affiancata dalla signorina Mercede Petrucci, che arrivava dalla Toscana, e che da tutti fu chiamata la Tata. La mamma Angioletta e la tata hanno cresciuto, nel tempo, una quarantina di bambini e bambine facendo loro vivere l’esperienza di amore di una famiglia e conoscere l’amore concreto di Dio. Si sono donate a tanti bambini dando loro l’amore di una mamma. L’amare di mamma Angioletta era il modo concreto per rispondere alla chiamata di particolare consacrazione che il Signore le aveva donato: non era fatto di sentimentalismi superficiali, ma di convinzioni di fede forti e di concretezza dell’amore di Dio. Man mano i bimbi sono cresciuti, hanno lasciato la casa, hanno fatto scelte da adulti nella loro vita e hanno continuato a frequentare la casa del Sacro Cuore con le loro nuove famiglie e i loro figli. La mamma e la tata hanno così fatto anche da «nonne».
Questa grande famiglia si è radunata lunedì 6 maggio nella parrocchia di Sant’Anna per ringraziare Dio per il dono della Mamma, certi che dal cielo continua a seguirli con la concretezza vissuta nella sua lunga vita.
Don Claudio e Don Ilario
Lettera pubblicata su "Testata d'Angolo" del 26/5/2013
Mamma Angioletta faceva parte della comunità Opera Pia del Sacro Cuore (via Montebianco 36), retta da consacrate laiche di spiritualità domenicana e nata nel 1942 dall’ispirazione di Padre Angelico Pistarino (domenicano), che voleva dare una casa e una famiglia ai bambini orfani. Padre Pistarino non voleva porre in essere «un orfanotrofio dove i bimbi, inquadrati da una vita comune e da un severo regolamento, sotto l’occhio vigile di religiose o religiosi assistenti, trascorrono, l’uno accanto all’altro, gli anni della fanciullezza in un’atmosfera gelida , nella quale l’alito della carità cristiana cerca di supplire l’assenza di un focolare domestico e di un cuore materno; ma invece una Casa dove i bimbi vivono la loro vita di famiglia composta non più di dieci bambini, una casa nella quale palpiti la fiamma dell’amore di una mamma accanto a piccoli cuori che si aprono» (dal libretto «Casa del Sacro Cuore» scritto nel XXV anniversario di fondazione).
Una di queste donne dal 1944 è stata proprio la signorina Angioletta Bertolè, che nel 1947 divenne la mamma della comunità, presto affiancata dalla signorina Mercede Petrucci, che arrivava dalla Toscana, e che da tutti fu chiamata la Tata. La mamma Angioletta e la tata hanno cresciuto, nel tempo, una quarantina di bambini e bambine facendo loro vivere l’esperienza di amore di una famiglia e conoscere l’amore concreto di Dio. Si sono donate a tanti bambini dando loro l’amore di una mamma. L’amare di mamma Angioletta era il modo concreto per rispondere alla chiamata di particolare consacrazione che il Signore le aveva donato: non era fatto di sentimentalismi superficiali, ma di convinzioni di fede forti e di concretezza dell’amore di Dio. Man mano i bimbi sono cresciuti, hanno lasciato la casa, hanno fatto scelte da adulti nella loro vita e hanno continuato a frequentare la casa del Sacro Cuore con le loro nuove famiglie e i loro figli. La mamma e la tata hanno così fatto anche da «nonne».
Questa grande famiglia si è radunata lunedì 6 maggio nella parrocchia di Sant’Anna per ringraziare Dio per il dono della Mamma, certi che dal cielo continua a seguirli con la concretezza vissuta nella sua lunga vita.
Don Claudio e Don Ilario
Lettera pubblicata su "Testata d'Angolo" del 26/5/2013
venerdì 26 aprile 2013
Noi che il teatro
Noi che ci portavano all’oratorio quando neanche sapevamo cosa fosse.
Noi che non avevamo una chiara idea del motivo per cui ci riunissero tutti in una stanza per farci cantare.
Noi che l’Arca di Noè.
Noi che il poster, dell’Arca di Noè, con i nomi di chi aveva partecipato, che è stato appeso sulla porta di una delle salette per un sacco di anni.
Noi gatti, tigri del Bengala, colombe, oche, ippopotami, rane, pesci e caprette senza barbetta.
Noi che Okay, si può.
Noi che Verde è vita.
Noi che essere truccati ci terrorizzava.
Noi che ogni sabato, dalle tre alle sei.
Noi che lo spettacolo dei piccoli prima, quello dei grandi dopo.
Noi che gli spettacoli di Natale sono un po’ tutti uguali.
Noi che «io non faccio il balletto perché voglio recitare».
Noi che «a sapere che la mia parte era questa… avrei preferito il balletto!»
Noi che diciamocelo, le prime prove in teatro erano sempre un disastro.
Noi che ci chiedevamo perché mai ci fosse una botola sul palco, e cosa ci fosse sotto.
Noi che i pantaloni, le maglie, i body e le calze persi dietro le quinte.
Noi che i copioni e le nostre battute sottolineate con gli evidenziatori.
Noi che «ssssh, che i microfoni sono accesi!».
Noi che il tasto da schiacciare per aprire il sipario.
Noi che l’ansia quando venivano decisi i solisti.
Noi che il bagno in fondo al teatro aveva sempre qualcosa di losco.
Noi che Fiocca La Neve e Guido Le Renne.
Noi che Baby Grease, dove tutti i ragazzi si chiamavamo «B» e le ragazze «BA».
Noi che I miei primi cento anni, in cui eravamo tanti, ma veramente tanti. Quasi quanto gli anni.
Noi che quella volta in cui hanno ballato anche i maschi.
Noi che la canzone degli animatori alla fine dello spettacolo.
Noi che abbiamo cantato We are the world e ballato Jingle bells rock così tante volte da averne perso il conto.
Noi che come si fa il nodo alla cravatta?
Noi sullo stesso palco su cui hanno ballato, cantato e recitato i nostri genitori.
Noi che bastava una scenetta ed un balletto per chiamarlo spettacolo.
Noi che il Presepe vivente.
Noi che i fiori e il biglietto per gli animatori.
Noi che, tanti anni dopo, L’isola di Nede.
Noi che Let it be, C’era un ragazzo, Sambamico, Smoke on the water, Il mio nome è mai più, Jesus Christ Superstar, Grease Lightening, È Natale, Oh Happy Day, Samelù, Yesterday, Another brick in the wall...
Noi che il Can Can, il Charleston, e quella volta in cui, un po’ a corto di idee, tanto per cambiare abbiamo scelto Jingle bells rock.
Noi che il Fantasma dei Natali presenti, passati e futuri, noi che «Vorrei un caffè ristretto corretto brandy», noi che «Dimmi tutto, cocco», noi che «In via Ba… in via Ba…», noi che «… Lucifero!»
Noi che Risposta non c’è, o forse chi lo sa.
Noi che sembra passata una vita.
Noi che sembra ieri.
Noi che la prova il giovedì sera la settimana dello spettacolo.
Noi che le travi di legno che scricchiolano sotto i piedi, la luce puntata negli occhi, le facce conosciute in mezzo al pubblico, il caldo infernale e l’urlo tutti insieme prima di iniziare.
Noi che le battute dimenticate, i passi sbagliati, i microfoni che fischiano.
Noi che alla fine si risolveva tutto con una risata.
Noi che tutti quanti, da chi ci è stato una volta a chi c’è stato venti, ci meritiamo un grande applauso.
Noi che basta ripensarci per sorridere.
Noi che chi lo sa, potremmo sempre ritornarci.
Noi che grazie.
Cristina PAROLA
Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" del 17/02/2013
mercoledì 17 aprile 2013
Festa della Pace
La Festa della Pace, celebrata a Torino il 3 febbraio dall’Azione
Cattolica Diocesana con la partecipazione
di un folto gruppo
di sanmauresi, è un appuntamento
che si ripete da molti
anni. Rappresenta il culmine
di un percorso che i bambini
e i ragazzi di tante parrocchie
compiono nel mese di gennaio,
riflettendo appunto sui temi
della pace durante gli incontri
settimanali con i propri catechisti
ed educatori.
I catechisti/educatori animano
il percorso di 4 incontri sulla
base di un mini-sussidio preparato
dall’équipe diocesana Acr
(Azione Cattolica Ragazzi) per le scuole elementari e medie, dall’
Ufficio Giovani per le superiori.
Ogni anno si fa riferimento alle
parole pronunciate dal Papa
nel giorno della Festa mondiale
della Pace (1 gennaio).
Quest’anno il discorso di Benedetto XVI era centrato sugli «operatori» di pace. I ragazzi ne hanno discusso con particolare riferimento al territorio in cui vivono e alle situazioni prive di servizi o di aiuti per le persone più bisognose, in difficoltà. Hanno dedicato cartelloni e plastici alla proposta di interventi per migliorare alcuni aspetti della propria città, quartiere, parrocchia. Nel giorno della Festa conclusiva i ragazzi di San Mauro hanno incontrati quelli delle altre parrocchie presso l’Arsenale della Pace di Torino (Sermig).
La mattina di domenica 3 febbraio, dopo un momento Segue da pagina I di accoglienza e ballo, sono stati divisi in squadre sulla base delle diverse fasce di età. Per i ragazzi delle elementari e delle medie c’èera un gioco a stand, finalizzato a costruire la «città della pace». Per i ragazzi delle superiori attività di riflessione e condivisione in gruppo. Nel primo pomeriggio Messa nella chiesa del Cottolengo, celebrata da don Marco Ghiazza (assistente diocesano Acr), don Luca Ramello (assistente Giovani) e don Stefano Bertoldini, viceparroco della Crocetta.
La Marcia della Pace è partita dopo la Messa con musica, canti, balli, palloncini, molto festosa. Ha fatto tappa al Cottolengo (il Santo fondatore fu operatore di pace con i malati e le persone in difficoltà), la Basilica di Maria Ausiliatrice (san Giovanni Bosco costruttore di pace con i giovani), il monumento a San Giuseppe Cafasso (operatore di pace con i carcerati e i condannati a morte), al Sermig che è Arsenale «della pace». Al termine della marcia (che ha seguito come percorso via Cottolengo, via Maria Ausiliatrice, piazza Maria Ausiliatrice, corso Regina Margherita, piazza della Repubblica, lungo Dora Agrigento, Sermig), ci si è ritrovati nell’Arsenale della Pace per un ultimo momento di preghiera e testimonianze di solidarietà a cura della confraternita del Sermig. Infine merenda e balli tutti insieme.
Elisa BORDIN
Articolo pubblicato
su "Testata d'Angolo" del 17/02/2013
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San Giuseppe Cafasso,
Sermig
martedì 2 aprile 2013
Scuola Genitori educare all'amore
Quattro incontri della «Scuola genitori» dall’Unità pastorale
di San Mauro si sono svolti anche quest’anno,
nei mesi di gennaio e febbraio, presso l’auditorium della
Scuola media Carlo Alberto Dalla Chiesa, in via Speranza
40. Tema generale: «Educare al sesso-amore».
Quattro i temi specifici delle diverse serate: «Le inestimabili
ricompense dell’amore»; «Buongusto, disgusto e
pudore»; «Quando la sessualità genera unione, quando
produce delusione»; «Banalità del sesso, il sesso virtuale
e la facile alternativa del web». Apprezzato relatore è stato
don Domenico Cravero, parroco a Settimo Torinese.
Ciascuna serata era suddivisa in vari momenti. Innanzi
tutto un momento di accoglienza e introduzione al
tema; poi un breve lavoro di gruppo, durante il quale i
genitori mettevano a confronto le proprie esperienze rispetto
all’educazione dei loro figli; infine le conclusioni
della serata.
Come nelle scorse edizioni, i genitori sanmauresi sono
stati molto interessati e hanno partecipato con entusiasmo
all’iniziativa.
Luciana PORCELLI
Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" del 17/02/2013
Luciana PORCELLI
Articolo pubblicato su "Testata d'Angolo" del 17/02/2013
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